Dalle passeggiate negli uliveti alle degustazioni: il turismo dell’olio cresce in Italia del 37%
- 26 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Tra degustazioni, abbinamenti gastronomici, cene tra gli ulivi e passeggiate tra piante secolari, in Italia si consolida il fenomeno del turismo dell’olio, che coinvolge sempre più visitatori interessati all’olio extravergine di oliva come esperienza culturale e sensoriale.
I dati del secondo rapporto sul turismo dell’olio, promosso da Associazione Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol e curato da Roberta Garibaldi, mostrano una crescita significativa: tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1%, e circa sette italiani su dieci considerano gli uliveti e l’olio un simbolo rilevante del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.
Crescita dell’interesse in Italia e all’estero
La domanda per attività legate all’olio si sta ampliando sia sul mercato interno sia tra i visitatori stranieri. Accanto alle classiche degustazioni con abbinamenti gastronomici, sempre più turisti richiedono itinerari immersivi, visite ai frantoi e acquisti diretti in azienda.
Roberta Garibaldi ha commentato:
“L’interesse cresce sia tra gli italiani, dove il 70% dichiara la volontà di partecipare a degustazioni con abbinamenti, sia nei principali mercati esteri, in particolare in Germania, Francia, Austria, Svizzera e negli Stati Uniti. Oltre alle visite ai frantoi e agli acquisti, aumenta la domanda di esperienze come percorsi tra ulivi secolari, cene all’aperto in uliveti e visite a frantoi storici.”
Tra le offerte più apprezzate figurano le cene in uliveto, scelte dal 71% dei partecipanti a specifiche proposte, e itinerari culturali che valorizzano anche frantoi di valore storico. Le preferenze geografiche vedono primeggiare regioni con consolidata tradizione olivicola: Toscana (29%) e Puglia (28%) sono in cima alle scelte, seguite da Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%). Parallelamente cresce l’interesse per territori meno noti ma di alta qualità produttiva.
Comportamenti di spesa e segmentazione dei mercati
Le disponibilità di spesa variano a seconda del mercato: in Europa prevale una fascia di prezzo compresa tra 20 e 40 euro per esperienza, mentre i visitatori provenienti dagli Stati Uniti mostrano una maggiore propensione verso il segmento premium, con circa il 30% disposto a spendere tra 60 e 100 euro.
Dal punto di vista dei contenuti ricercati, gli italiani manifestano un interesse marcato per gli aspetti salutistici dell’olio extravergine di oliva (65%), per la conoscenza delle varietà (60%) e per il collegamento culturale tra prodotto e territorio (60%). Queste preferenze indicano opportunità per sviluppare offerte specializzate, percorsi formativi e pacchetti che combinino enogastronomia, salute e patrimonio locale.
Impatto sul territorio e ruolo per le aree interne
Unaprol e Coldiretti sottolineano il valore economico e sociale dell’oleoturismo come leva per la valorizzazione delle aree rurali e dei borghi.
David Granieri ha commentato:
“L’oleoturismo non è più una nicchia per appassionati, ma rappresenta un pilastro per l’economia rurale. Gli olivicoltori offrono molto più di un prodotto: propongono esperienze che raccontano il lavoro e la cura del territorio, contribuendo a preservare borghi e paesaggi spesso a rischio di abbandono.”
Questa dinamica ha ricadute pratiche sulle politiche locali e sulle strategie di sviluppo: promuovere il turismo dell’olio significa sostenere catene del valore locali, incentivare l’imprenditoria agricola e favorire un turismo di prossimità, sostenibile e meno concentrato nei periodi di alta stagione. L’effetto può tradursi anche in investimenti pubblici e privati finalizzati al miglioramento delle infrastrutture rurali e alla promozione del territorio.
Per contestualizzare il contributo delle organizzazioni coinvolte: Unaprol riunisce cooperative e imprese del settore olivicolo per la valorizzazione dell’olio, Coldiretti rappresenta la principale organizzazione agricola italiana e svolge attività di supporto agli agricoltori, mentre Associazione Città dell’Olio promuove iniziative di valorizzazione territoriale nei comuni a vocazione olivicola.
Lo sviluppo del turismo dell’olio appare quindi non solo come un’opportunità commerciale, ma anche come uno strumento per rafforzare l’identità territoriale, sostenere pratiche agricole sostenibili e contrastare lo spopolamento delle aree interne.