Racing Bulls accelera a energia pulita: nel polo della F1 l’impianto fuel cell di Cefla
- 25 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
A Faenza la transizione energetica assume la forma di un impianto industriale operativo. Visa Cash App Racing Bulls, il secondo team di Formula 1 del gruppo Red Bull, ha presentato nello stabilimento romagnolo il progetto Nova, realizzato in collaborazione con Cefla e alimentato in chiave circolare grazie al coinvolgimento della cooperativa vitivinicola Cevico. Non si tratta di un annuncio puramente simbolico, ma di un’infrastruttura reale che produce energia e propone soluzioni concrete per la sostenibilità nel motorsport e nell’industria.
Tecnologia fuel cell
Al centro dell’intervento c’è l’impianto a fuel cell Nova Solution by Cefla, integrato nel nuovo Racing Bulls Green Energy Park, un’area di 14.500 metri quadrati adiacente alla sede faentina. Una tecnologia nata in California in ambito spaziale e adattata per usi industriali che consente una produzione annua media di circa 4,6 gigawattora di energia elettrica a emissioni dirette di carbonio pari a zero, con una potenza installata di 550 kilowatt.
Il sistema recupera anche il calore generato, soddisfacendo integralmente il fabbisogno termico del sito, e prevede avviamenti senza utilizzo di acqua, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. Questa combinazione tra generazione elettrica e valorizzazione termica aumenta l’efficienza energetica complessiva dell’installazione.
Cefla e Cevico
Gianmaria Balducci ha dichiarato:
“Inauguriamo un impianto già pienamente operativo che garantisce autosufficienza energetica a un partner così prestigioso.”
Cefla, gruppo imolese fondato nel 1932 e attivo su scala internazionale nei settori dell’ingegneria impiantistica e dell’energia, detiene in Italia l’autorizzazione all’utilizzo del brevetto Nova. Il modello non è limitato alla sola tecnologia: l’alimentazione delle fuel cell deriva da biometano certificato prodotto a livello locale.
In questo contesto interviene Cevico, una delle principali cooperative vitivinicole italiane, che fornisce la biomassa impiegata per la produzione del combustibile rinnovabile. Il risultato operativo è un ciclo chiuso: scarti agricoli trasformati in biometano, biometano che alimenta l’impianto, energia elettrica e termica che rendono il sito produttivo autosufficiente. Si tratta di una filiera territoriale che integra industria, agricoltura ed energia.
Esempio replicabile
Enrico Fastelli ha dichiarato:
“Siamo impegnati a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle nostre attività e a raggiungere una reale autonomia energetica. Attraverso partnership solide con fornitori locali non solo riduciamo le emissioni, ma promuoviamo innovazione e crescita nella comunità.”
Per Red Bull il progetto rappresenta un elemento strategico nel percorso ESG condiviso con Formula 1 e con la FIA. L’impianto di Faenza funge da laboratorio industriale replicabile: oggi copre integralmente il fabbisogno termico dello stabilimento e una quota significativa del consumo elettrico. L’obiettivo dichiarato da Cefla è estendere l’approccio ad altre produzioni, traducendo una tecnologia nata per applicazioni spaziali in una piattaforma per la competitività sostenibile delle imprese.
Il modello presenta implicazioni rilevanti oltre il singolo caso: riduce l’impronta carbonica delle attività produttive, favorisce autonomia e resilienza energetica e crea opportunità per l’economia locale attraverso la valorizzazione degli scarti agricoli. Sul piano istituzionale richiede però un quadro regolatorio chiaro, procedure di certificazione del biometano e investimenti in competenze tecniche per la diffusione su scala territoriale. Se replicato, il progetto può contribuire a riorganizzare filiere energetiche locali, promuovendo sinergie tra imprese, cooperative agricole e amministrazioni locali.