Spirit Airlines pronta a uscire dalla bancarotta entro l’estate

Spirit Airlines ha annunciato di aver trovato un accordo con i creditori che le consentirà di uscire dall’ultimo regime di ristrutturazione previsto dal Chapter 11 entro l’inizio dell’estate, dopo due tentativi falliti nell’ultimo anno.

La compagnia che uscirà dal procedimento sarà più snella: offrirà meno rotte e disporrà di una flotta ridotta, concentrando l’operatività nei periodi di punta, riducendo i contratti di leasing utilizzati per colmare le carenze di aeromobili e massimizzando l’impiego degli aeromobili Airbus già presenti in flotta.

Dave Davis ha dichiarato:

“Spirit emergerà come un concorrente forte e più snello, in grado di offrire un servizio che i consumatori americani si aspettano al prezzo che sono disposti a pagare.”

Il ceo ha spiegato che la precedente istanza di protezione fallimentare era mirata a ridurre il debito e a reperire capitale, ma dopo l’uscita dalla procedura lo scorso marzo è apparso evidente che erano necessari ulteriori interventi per stabilizzare la struttura finanziaria e operativa.

I documenti depositati dai legali della società presso il Tribunale prevedono una drastica riduzione del debito complessivo: si passa da circa 7,4 miliardi di dollari prima dell’ingresso in amministrazione controllata a circa 2,1 miliardi di dollari dopo l’uscita dal processo di riorganizzazione.

Nel piano è contemplata anche la possibilità che Spirit Airlines trovi una via d’uscita tramite un’acquisizione, ipotesi già valutata in passato con il possibile coinvolgimento di Frontier Group, operazione che però non si era conclusa.

Dettagli operativi del piano

La strategia annunciata punta a rafforzare la rete nei periodi di maggiore domanda aumentando l’utilizzo degli aeromobili nei giorni di punta e riducendo le frequenze nelle finestre a bassa domanda, in modo da adattare la capacità alle variazioni stagionali e contenere i costi operativi.

Particolare attenzione sarà rivolta all’ottimizzazione della flotta: il piano prevede la priorità all’impiego degli Airbus presenti in flotta e la revisione dei contratti di leasing per eliminare gli strumenti più onerosi o non più necessari.

Dal punto di vista commerciale, la compagnia manterrà il modello low cost ma allargherà le opzioni a disposizione dei passeggeri, incrementando l’offerta di posti a valore aggiunto tra cui Spirit First e la Premium Economy, e potenziando i programmi di fidelizzazione per incentivare la permanenza dei clienti.

Contesto e implicazioni

Il Chapter 11 è lo strumento della legislazione statunitense che consente a un’impresa di proseguire l’attività mentre ristruttura il proprio debito; l’accordo con i creditori è quindi cruciale per ristabilire la sostenibilità finanziaria e ridurre l’esposizione verso banche, possessori di obbligazioni e locatori di aeromobili.

Per i dipendenti, gli azionisti e gli altri stakeholder il piano comporterà cambiamenti operativi e possibili riduzioni di rotte o frequenze, mentre per il mercato aereo statunitense la riorganizzazione può tradursi in una concorrenza più concentrata e in effetti sui prezzi nelle rotte interessate.

Se dovesse concretizzarsi un’acquisizione, questa sarebbe soggetta a verifiche regolatorie e di concorrenza, con possibili richieste di rimodulazione delle rotte o di cessioni per evitare eccessive concentrazioni di mercato.

L’obiettivo dichiarato dalla dirigenza è uscire dal processo di ristrutturazione entro l’estate e ripartire con una struttura finanziaria più snella e una proposta commerciale che bilanci tariffe competitive e servizi a valore aggiunto, sotto la guida dell’attuale management.