Ascani (Pd): sanzioni urgenti per il voto 2027 contro interferenze di ia e stati esteri
- 25 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Siamo in piena fase elettorale, con il referendum all’orizzonte e le elezioni politiche previste tra un anno, ma la campagna pubblica è vulnerabile a manipolazioni generate dall’Intelligenza artificiale e alle possibili interferenze di stati stranieri volte a influenzare l’opinione pubblica. Da questa preoccupazione nasce la proposta normativa depositata alla Camera dalla deputata del Pd Anna Ascani, che mira a introdurre strumenti rapidi di contrasto alle campagne elettorali distorte.
Anna Ascani ha detto:
“Dobbiamo tutelare il processo democratico: senza strumenti veloci e operativi rischiamo che contenuti falsi o manipolati condizionino l’esito delle consultazioni elettorali.”
Il quadro normativo attuale e le sue lacune
Al momento l’ordinamento prevede il reato relativo ai deepfake, ma si tratta di uno strumento penale i cui tempi sono incompatibili con la rapidità richiesta dalle campagne elettorali. Le procedure giudiziarie richiedono indagini e passaggi processuali che possono durare settimane o mesi, periodo durante il quale un contenuto manipolato può già aver raggiunto un’ampia platea e aver alterato il dibattito pubblico.
Questo vuoto operativo apre la porta a due problemi principali: la diffusione accelerata di disinformazione attraverso algoritmi e reti sociali, e la difficoltà nel contrastare azioni coordinate provenienti dall’estero, spesso difficili da attribuire e perseguire con rapidità.
La proposta di legge: ruolo e poteri dell’authority
La proposta di Anna Ascani introduce un meccanismo di segnalazione diretto all’Agcom, designando l’autorità come soggetto responsabile per la rimozione tempestiva dei contenuti falsi o manipolati e per l’applicazione di sanzioni amministrative. L’obiettivo è dotare il sistema di strumenti amministrativi più rapidi rispetto al percorso penale.
In pratica, quando venga segnalato un contenuto sospetto che possa incidere sul corretto svolgimento di una campagna elettorale, l’Agcom potrà ordinare alle piattaforme la rimozione immediata o la limitazione della diffusione, unitamente all’irrogazione di multe o altre sanzioni previste dalla normativa amministrativa.
La proposta prevede inoltre misure di coordinamento con le principali piattaforme digitali, obblighi di tracciamento delle fonti di finanziamento degli annunci politici e l’adozione di meccanismi di trasparenza sui contenuti sponsorizzati, per ridurre la capacità di attori esterni di finanziare campagne di disinformazione.
Garanzie procedurali e tutela della libertà di espressione
Una norma che affidi poteri di intervento amministrativo solleva questioni di bilanciamento tra efficacia e libertà di espressione. Per questo motivo la proposta contempla garanzie procedurali: criteri chiari per la definizione di contenuti manipolati, motivazioni trasparenti per ogni ordine di rimozione, possibilità di impugnazione giudiziaria e obbligo per l’Agcom di pubblicare rapporti periodici sull’uso dei poteri.
Queste tutele sono concepite per evitare abusi e assicurare che gli interventi siano proporzionati, mirati a contenuti che effettivamente possano alterare la libera formazione del consenso e non a opinioni divergenti o critiche legittime.
Impatto sulle campagne elettorali e necessità di cooperazione internazionale
L’intervento rapido su contenuti falsi può ridurre significativamente l’ampiezza della loro diffusione durante i momenti più sensibili della campagna elettorale. Tuttavia, la natura transnazionale delle piattaforme e la possibilità che le operazioni di disinformazione siano organizzate oltre confine richiedono meccanismi di cooperazione internazionale e scambi informativi con autorità regolatorie di altri Paesi e con organismi europei.
In assenza di armonizzazione sovranazionale, l’efficacia delle sanzioni amministrative e della rimozione può essere limitata dalla giurisdizione del fornitore del servizio o dalla localizzazione dei server, rendendo necessario un lavoro diplomático e tecnico coordinato a livello europeo.
Criticità operative e risorse necessarie
Per essere efficace, l’intervento dell’Agcom richiederà potenziamento delle capacità tecniche e di monitoraggio: strumenti di rilevamento automatizzato, team di analisti preparati alla valutazione rapida dei contenuti e collaborazioni con fact-checker indipendenti. Occorrerà anche definire soglie chiare per l’attivazione dei poteri e investire in formazione per la corretta valutazione delle prove tecniche relative alle manipolazioni digitali.
Altre criticità riguardano la definizione giuridica di ciò che costituisce manipolazione rilevante e la predisposizione di procedure di ricorso rapide ed efficaci per i soggetti coinvolti, così da ridurre il rischio di contenziosi dilatori.
Prossimi passi parlamentari e possibili sviluppi
La proposta dovrà ora seguire l’iter legislativo alla Camera, con audizioni delle autorità competenti, delle piattaforme digitali e della società civile per definire meglio le fattispecie, i limiti e le tutele. Il dibattito parlamentare sarà cruciale per calibrare il rapporto tra rapidità di intervento ed esigenze di tutela dei diritti fondamentali.
In parallelo, è probabile che il confronto si allarghi a livello europeo, dove sono già in corso dialoghi sulla governance delle piattaforme digitali e sulla lotta alla disinformazione, elementi che potrebbero integrare o influenzare la normativa nazionale.
Nel complesso, la proposta intende colmare un vuoto operativo che oggi lascia esposte le consultazioni elettorali a manipolazioni rapide e difficili da contrastare: l’efficacia delle misure dipenderà però dalla definizione tecnica delle norme, dalle risorse assegnate all’autorità e dal coordinamento internazionale.