La più grande piattaforma di criptovalute respinge le accuse di aver trasferito miliardi legati all’Iran

Binance ha accusato The Wall Street Journal di aver diffuso informazioni false riguardo a un articolo che sosteneva che la piattaforma avesse licenziato dipendenti incaricati di indagare trasferimenti di fondi verso entità soggette a sanzioni.

Richard Teng ha dichiarato:

“Reporting inaccurato sul nostro programma di conformità.”

Nel post pubblicato su X, Richard Teng, co-amministratore delegato di Binance, ha allegato una lettera inviata al quotidiano dal legale della società con sede a New York City, nella quale si sosteneva che il giornale avesse pubblicato affermazioni diffamatorie nonostante i tentativi dell’exchange di chiarire i fatti.

L’articolo del quotidiano riferiva che gli investigatori interni avrebbero identificato trasferimenti per un ammontare di 1 miliardo di dollari verso una rete che finanzia presunte organizzazioni sostenute dall’Iran, e sosteneva di possedere documenti dell’azienda e testimonianze di persone a conoscenza delle operazioni di Binance.

Dettagli delle accuse

Secondo il reportage, oltre alla presunta somma iniziale, sarebbero emersi altri trasferimenti per un totale stimato in 1,7 miliardi di dollari nel periodo 2024-2025, attribuiti a clienti registrati con provenienza dalla Cina e destinati a gruppi collegati a forze come gli Houthi nello Yemen. Un altro quotidiano statunitense ha pubblicato un’inchiesta con contenuti analoghi.

Nel pezzo si affermava inoltre che quattro addetti ai controlli, impiegati nei reparti di conformità e sorveglianza del mercato, erano stati ritenuti responsabili di non aver adeguatamente segnalato segnali di allarme relativi ad attività sospette e potenziali violazioni delle politiche interne, con conseguente loro allontanamento dall’azienda.

Il legale di Binance ha scritto:

“The Wall Street Journal ha pubblicato affermazioni diffamatorie, nonostante i nostri tentativi di correggere il quadro dei fatti.”

La posizione ufficiale di Binance

La società ha precisato che, contrariamente ad alcune ricostruzioni, gli investigatori coinvolti si sono dimessi e che non risultano licenziamenti o sospensioni riconducibili a segnalazioni di conformità o preoccupazioni sulle sanzioni. Una portavoce di Binance ha sottolineato che sono state rilevate e comunicate attività sospette, definendo ciò come prova del funzionamento dei controlli interni.

Un portavoce di Binance ha detto:

“La revisione interna non ha trovato prove di violazioni delle leggi o dei regolamenti sulle sanzioni applicabili in relazione alle transazioni descritte.”

Un’altra rappresentante dell’azienda, Rachel Conlan, ha riferito che è in corso un’indagine interna e che un rapporto completo sarebbe stato trasmesso alle autorità competenti negli Stati Uniti per le valutazioni del caso.

In un post ufficiale sul blog, Binance ha descritto l’esposizione legata alle sanzioni come contenuta e ha contestato le ricostruzioni mediatiche come fuorvianti e basate, a suo dire, su affermazioni inesatte da parte di ex dipendenti insoddisfatti.

Binance ha scritto nel blog:

“La nostra esposizione relativa alle sanzioni è minima.”

Binance ha aggiunto:

“Le recenti notizie sul nostro programma di conformità di alto livello sono, nel migliore dei casi, inaccurate. Offrono un quadro distorto e confuso che si basa su affermazioni false di ex dipendenti insoddisfatti.”

Contesto normativo e possibili conseguenze

Le contestazioni arrivano in un momento di maggiore scrutinio regolamentare nei confronti delle piattaforme di criptovalute, che sono sotto pressione per adeguare le procedure anti-riciclaggio (AML) e i meccanismi di controllo delle sanzioni internazionali. Nel 2023 Binance aveva raggiunto un accordo con il U.S. Department of Justice e altre autorità, ammettendo violazioni delle norme federali in materia di riciclaggio; quella vicenda rimane un riferimento importante per valutare la risposta regolatoria.

Se le indagini dovessero confermare omissioni o carenze nei controlli, le autorità di vigilanza potrebbero avviare sanzioni amministrative o penali, oltre a richiedere ulteriori misure correttive e rafforzamenti dei sistemi di compliance. Anche la fiducia degli utenti e dei partner istituzionali potrebbe risentirne, con potenziali impatti sulla reputazione e sulle attività commerciali.

Prospettive e sviluppi attesi

Nei prossimi passaggi sarà importante verificare le risultanze dell’indagine interna di Binance, il contenuto dei rapporti inviati alle autorità competenti e le eventuali richieste di chiarimento da parte degli organi di controllo finanziario. L’esito determinerà anche quale peso avranno le accuse mediatiche sulle future regole e sull’azione di vigilanza nei confronti degli exchange di criptovalute.

Per completezza informativa, le parti coinvolte hanno annunciato che continueranno a fornire aggiornamenti man mano che le indagini proseguiranno e che i documenti e le evidenze saranno esaminati dalle autorità competenti.