Investitore misterioso di Hong Kong nell’etf bitcoin di BlackRock rompe il silenzio e scatena nuovi interrogativi

Una società di comodo chiamata Laurore Ltd. ha dichiarato una posizione di circa 436 milioni di dollari nel iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, riportando un indirizzo e un numero di telefono con sede a Hong Kong e indicando come direttore un certo Zhang Hui. L’operazione, documentata in una comunicazione alla SEC, ha attirato rapidamente l’attenzione degli operatori del settore per l’entità e l’origine apparente della posizione.

La scoperta iniziale

La presenza di un nominativo come Zhang Hui — un nome molto comune in Cina — nel modulo ha sollevato dubbi e speculazioni. Una verifica presso il registro delle società di Hong Kong ha mostrato numerose omonimie, con oltre cento individui registrati con lo stesso nome come direttori di società diverse.

Il fatto che la segnalazione riguardasse una partecipazione in un ETF su bitcoin quotato negli Stati Uniti ha alimentato discussioni sui social e commenti da parte di operatori del mercato, perché un acquisto di tale portata potrebbe segnalare movimenti significativi di capitale verso strumenti offshore.

Jeff Park ha commentato:

“Sembra un caso di fuga di capitali.”

Verifica in loco e struttura societaria

Un controllo sull’indirizzo fornito nelle comunicazioni ha rilevato che la suite indicata è occupata da Avecamour Advice Ltd., mentre Laurore Ltd. non risulta incorporata a Hong Kong. La discrepanza ha spinto a ulteriori approfondimenti sulla catena societaria coinvolta.

I registri ufficiali indicano che Avecamour Advice è interamente posseduta da Avecamour Ltd., una entità registrata nelle British Virgin Islands. Per tale società figura come unico amministratore un soggetto chiamato Zhang Hui, con prefisso passaporto riconducibile alla Cina continentale, e la società risulta costituita a marzo 2025.

Va ricordato che i moduli di segnalazione delle posizioni (come i filing 13F negli Stati Uniti) richiedono l’indicazione dei gestori che detengono posizioni rilevanti, ma non impongono la rivelazione degli effettivi beneficiari ultimi. Di conseguenza, grandi investitori spesso impiegano più veicoli legali per ragioni di struttura, custodia o riservatezza.

Le dichiarazioni della società

Il portavoce di Laurore Ltd. ha fornito alcune precisazioni sulla composizione dell’azionariato e sul motivo della posizione in IBIT:

“Il proprietario di Laurore è anche amministratore di Avecamour.”

In un’altra comunicazione il portavoce ha aggiunto:

“Il nostro rappresentante preferisce mantenere un profilo basso; questa posizione in IBIT riflette semplicemente la sua convinzione di investimento personale.”

Infine, in riferimento alla trasparenza sulla proprietà, il portavoce ha dichiarato:

“Essendo imprese private, non divulghiamo ulteriori dettagli sulla proprietà.”

Interpretazioni e implicazioni

Se interpretata come “fuga di capitali”, l’operazione potrebbe indicare un trasferimento di ricchezza dalla Cina continentale verso asset offshore tramite Hong Kong, scegliendo strumenti quotati negli Stati Uniti come i ETF su bitcoin per diversificare al di fuori dei vincoli dei controlli sui capitali domestici.

Un’interpretazione alternativa è che Laurore Ltd. faccia parte di un insieme più ampio di fondi o family office collegati a un soggetto con sede a Hong Kong. In questo caso la scelta di allocare su IBIT piuttosto che su ETF quotati localmente potrebbe derivare dalla maggiore liquidità e dai costi inferiori offerti dai mercati statunitensi per investitori istituzionali.

La vicenda evidenzia inoltre l’uso comune di strutture offshore e veicoli intermediari nelle strategie di investimento internazionali: tali configurazioni agevolano la gestione operativa e la riservatezza, ma possono complicare la ricostruzione della reale origine dei capitali.

Conclusione

Nonostante le verifiche sulla documentazione e sull’indirizzo comunicato, l’identità dell’effettivo controllore di Laurore Ltd. resta poco chiara. La situazione mette in luce i limiti delle informazioni pubbliche disponibili sui detentori di grandi posizioni in prodotti finanziari globali e solleva questioni sulle modalità con cui il patrimonio può essere collocato attraverso giurisdizioni diverse.

Finché non emergeranno ulteriori elementi di trasparenza, il caso rimane avvolto da incertezze, proprio come rimane irrisolta l’enigmatica identità di Satoshi Nakamoto nel mondo delle criptovalute.