Stablecoin da 1 dollaro legata a Trump vacilla mentre WLFI denuncia un attacco coordinato

USD1, lo stablecoin denominato in dollari emesso dal protocollo World Liberty Financial — collegato, per legami noti, alla famiglia di Donald Trump — ha temporaneamente perso il suo ancoraggio a $1 lunedì, nel corso di un evento che gli sviluppatori hanno definito un “attacco coordinato” contro il protocollo.

Nel corso della giornata il prezzo del token è sceso fino a circa $0,994, ossia circa lo 0,6% al di sotto del valore target di $1, secondo i dati di mercato; in tarda seduta il valore è risalito a circa $0,998, ancora leggermente sotto l’ancoraggio previsto.

Cosa è successo

Gli sviluppatori del progetto hanno riferito, in un post pubblicato su X, che più account di cofondatori sarebbero stati compromessi, che alcuni influencer sarebbero stati retribuiti per diffondere dubbi e che posizioni corte sono state aperte sul token nativo WLFI, tutte azioni che — secondo il team — miravano a generare panico e ottenere profitti speculativi.

Il team di USD1 ha dichiarato:

“Non ha funzionato.”

Nel post il gruppo ha attribuito la tenuta dell’ancoraggio al meccanismo di rimborso che consente ai detentori di USD1 di convertire i token in un corrispondente ammontare di dollari statunitensi, spiegando che questa via di uscita ha limitato la pressione al ribasso.

Meccanismi di riserva e garanzie

USD1 è emesso in collaborazione con la società di custodia crypto BitGo e dichiara coperture 1:1 costituite da titoli di Stato statunitensi a breve termine, depositi in dollari e equivalenti di cassa. Le riserve vengono verificate con attestazioni mensili firmate dalla società di consulenza Crowe, secondo quanto reso noto dalla controparte tecnica.

Il token ha oggi una capitalizzazione intorno ai 5 miliardi di dollari, ma rimane dietro ai principali operatori del segmento, come Tether con USDT e Circle con USDC.

Implicazioni politiche e di mercato

I legami tra la piattaforma e figure politiche di rilievo hanno attirato attenzione mediatica e istituzionale; tali connessioni aumentano la sensibilità delle autorità e degli investitori rispetto a eventuali rischi reputazionali e operativi. Eventi associati al progetto, come incontri e summit che hanno coinvolto soggetti finanziari e personaggi pubblici, hanno contribuito a elevare il profilo del token.

La perdita temporanea di ancoraggio mette in evidenza i rischi peculiari degli stablecoin: la necessità di trasparenza sulle riserve, l’affidabilità dei processi di custodia, la resilienza dei meccanismi di rimborso e la vulnerabilità a operazioni speculative o a attacchi informatici mirati. Anche oscillazioni contenute possono comunque generare reazioni a catena sui mercati crypto e tradizionali, specie se colpiscono asset con capitalizzazioni significative.

Analisti e regolatori osservano con attenzione: in assenza di controlli adeguati e di procedure di emergenza validate, le pressioni su un emittente possono tradursi rapidamente in tensioni sul mercato. L’episodio ha sollecitato richieste di maggiori chiarimenti sull’infrastruttura di sicurezza e sulle modalità con cui viene gestita la liquidità di riserva.

Il team alla guida del protocollo sostiene che il meccanismo di rimborso e le attestazioni di riserva hanno impedito una svincolamento duraturo dall’ancoraggio; tuttavia, gli operatori di mercato continueranno a monitorare la situazione, valutando eventuali impatti sistemici e le ricadute sulla fiducia degli investitori.