A Lagarde 140mila euro dalla Bri nel 2025 nonostante il divieto per lo staff: Bce, per lei codice diverso

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha dichiarato di aver ricevuto nel 2025 circa 140.000 euro per la sua partecipazione al consiglio della Banca dei regolamenti internazionali (BRI), nonostante il divieto applicato al personale della banca centrale di percepire emolumenti esterni per attività svolte nell’ambito delle proprie funzioni.

La comunicazione è avvenuta in risposta a un’interrogazione di eurodeputati e ha provocato vivaci reazioni all’interno dell’istituto di Francoforte, dove alcuni dipendenti hanno sollevato dubbi sulla coerenza delle regole interne e parlano di possibili disparità di trattamento.

Secondo i dati resi noti, nel 2024 la presidente della BCE aveva percepito uno stipendio base di circa 466.000 euro e benefici aggiuntivi stimati in 135.000 euro. Sommando l’indennità ricevuta dalla BRI, la remunerazione totale per il periodo considerato arriva a una cifra approssimativa di 741.000 euro, collocando la presidente tra i funzionari europei con le retribuzioni più elevate.

Reazioni interne e norme del personale

All’interno della banca centrale sono emerse discussioni su forum e canali interni: alcuni dipendenti evidenziano che il codice del personale proibisce la percezione di compensi esterni per attività riconducibili alle funzioni istituzionali svolte presso la BCE. La questione ha quindi toccato sensibilità relative alla trasparenza e all’equità delle regole di comportamento.

La risposta ufficiale dell’istituto precisa che la carica di presidente non è soggetta alle regole ordinarie del personale, ma a un codice di condotta specifico e separato. Inoltre, si è sottolineato che l’incarico nel board della BRI comporta responsabilità di governance e rischi legali che, secondo la banca, giustificano il riconoscimento di un compenso.

Confronto con altre banche centrali

La pratica non è uniforme a livello internazionale. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, non percepiscono l’indennità collegata alla partecipazione alla BRI. In altri casi, come in alcune prassi della Banque de France, parte del compenso viene restituita all’istituzione di appartenenza.

Va inoltre rilevato che la BRI, che riunisce i vertici delle principali banche centrali mondiali, non pubblica dettagli individuali sui compensi dei suoi membri, il che alimenta le richieste di maggiore trasparenza da parte di osservatori e dipendenti.

Ruolo della BRI e giustificazioni del compenso

La Banca dei regolamenti internazionali (BRI) svolge funzioni di coordinamento e di supporto tecnico tra le banche centrali, promuovendo la stabilità finanziaria e lo scambio di best practice. I membri del suo consiglio affrontano questioni complesse e responsabilità legali che, secondo alcuni giustificano un compenso per il tempo e i rischi associati all’incarico.

Questa motivazione tuttavia si scontra con le preoccupazioni di chi ritiene che gli elevati livelli retributivi possano compromettere la percezione di indipendenza e imparzialità delle istituzioni monetarie, soprattutto quando non esiste una pratica omogenea tra le diverse banche centrali.

Precedenti e continuità istituzionale

La presidente Lagarde ha agito in continuità con i suoi predecessori: anche figure come Mario Draghi e Jean-Claude Trichet avevano infatti ricevuto l’assegno legato alla partecipazione alla BRI. Questo elemento viene ricordato per contestualizzare la prassi nel quadro storico delle relazioni tra la BCE e la BRI.

Implicazioni politiche e possibili sviluppi

La vicenda potrebbe spingere a un esame più approfondito delle regole che disciplinano la compatibilità tra incarichi esterni e funzioni pubbliche nelle istituzioni europee. Tra le opzioni discusse vi sono una maggiore trasparenza sui compensi, l’armonizzazione delle prassi tra banche centrali e una possibile revisione del codice di condotta applicabile ai ruoli apicali.

In prospettiva, è probabile che la questione venga affrontata sia sui tavoli interni alla BCE sia in sede parlamentare, dove sono già state avanzate richieste di chiarimento da parte di rappresentanti politici. L’obiettivo indicato dagli osservatori è bilanciare il riconoscimento delle responsabilità internazionali con esigenze di trasparenza e coerenza normativa.



Author: Tony
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