Capitale crypto vira dai token alle azioni mentre i lanci arrancano: DWF
- 22 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
DWF Labs ha rilevato che il capitale degli investitori si sta progressivamente spostando dai token verso società cripto quotate in borsa, mentre i nuovi lanci di token mostrano segnali di difficoltà.
L’analisi, basata su dati di Memento Research relativi a centinaia di lanci su exchange centralizzati e decentralizzati, evidenzia che oltre l’80% dei progetti si è attestato al di sotto del prezzo di TGE (token generation event) dopo la quotazione.
Nel dettaglio, i cali tipici variano tra il 50% e il 70% entro circa 90 giorni dalla quotazione, suggerendo che molti acquirenti pubblici affrontano perdite immediate dopo il lancio.
Andrei Grachev ha detto:
“Il prezzo di TGE è il prezzo stabilito sull’exchange prima del lancio. È il prezzo con cui il token apre sul mercato, perciò possiamo vedere quanto il valore cambia a causa della volatilità nei primi giorni.”
Analisi dei lanci e fattori di vendita
La ricerca si è concentrata su lanci strutturati collegati a progetti con prodotti o protocolli operativi, escludendo i memecoin. Tra le cause principali di pressione di vendita sono stati individuati gli airdrop e gli sbloccaggi per i primi investitori, che spesso generano offerta immediata sul mercato.
Dal punto di vista operativo, vesting e periodi di lockup non sempre sono sufficienti a stabilizzare i prezzi se il progetto non riesce a convertire l’interesse iniziale in utilizzo reale, ricavi ricorrenti e fidelizzazione degli utenti.
Riallocazione del capitale verso mercati pubblici
Parallelamente, la raccolta di capitale nei mercati tradizionali legati al settore cripto si è rafforzata: le operazioni di IPO correlate al mondo cripto hanno raggiunto circa 14,6 miliardi di dollari nel 2025, mentre l’attività di M&A ha superato i 42,5 miliardi, il livello più alto degli ultimi cinque anni.
Andrei Grachev ha detto:
“Si tratta più di una rotazione che di un deflusso netto di capitale. Se il capitale stesse semplicemente uscendo dall’ecosistema cripto, non vedremmo aumenti così pronunciati nelle IPO e nelle operazioni di M&A, né una performance delle azioni cripto superiore a quella dei token.”
Nella sua analisi, DWF ha confrontato società quotate come Circle, Gemini, eToro, Bullish e Figure con progetti tokenizzati utilizzando il rapporto prezzo/vendite sugli ultimi 12 mesi.
Le azioni pubbliche sono state negoziate a multipli compresi approssimativamente tra 7 e 40 volte le vendite, mentre i progetti tokenizzati hanno mostrato multipli tra 2 e 16 volte, una differenza spinta dall’accessibilità e dalle regole che disciplinano gli investitori istituzionali.
Molti investitori istituzionali, come fondi pensione e fondazioni, sono infatti vincolati ad acquistare strumenti regolamentati. Inoltre, le azioni quotate possono essere incluse in indici e ETF, generando acquisti automatici da parte di prodotti passivi.
Maksym Sakharov ha detto:
“Quando l’appetito per il rischio si riduce, gli investitori non smettono di voler esposizione: richiedono proprietà più chiare, disclosure più trasparenti e diritti applicabili. Il denaro si dirige verso attività che somigliano all’infrastruttura—custodia, pagamenti, regolamento, brokeraggio, compliance e sistemi di base.”
Sakharov ha aggiunto che l’elemento dell’equity wrapper è attraente perché facilita licenze, audit, partnership e canali di distribuzione, elementi che favoriscono l’adozione nel mondo reale.
Perché gli investitori privilegiano le equity cripto rispetto ai token?
Il mercato sta sempre più separando il valore del token dall’azienda o dall’infrastruttura che lo sostiene. Un token da solo non sostituisce reti di distribuzione o prodotti funzionanti: se un progetto non genera utenti, commissioni, volume di transazioni e ritenzione, il prezzo del token resta ancorato a aspettative piuttosto che ad attività reali.
Le società quotate offrono standard di rendicontazione, governance e strumenti legali più definiti, e si collocano facilmente all’interno delle regole di portafoglio istituzionali. Al contrario, la detenzione diretta di token richiede spesso approvazioni di custodia e modifiche di policy che limitano l’accesso agli investitori professionali.
Andrei Grachev ha detto:
“I token non scompariranno, ma stiamo assistendo a una biforcazione permanente: i protocolli seri con ricavi reali prospereranno, mentre la lunga coda di lanci speculativi incontrerà un contesto molto più difficile.”
In conclusione, il passaggio degli investimenti verso strumenti azionari riflette una richiesta di maggiore trasparenza e strumenti di investimento compatibili con i vincoli istituzionali; i token continueranno a ricoprire ruoli specifici nell’ecosistema (incentivi, governance), ma il capitale istituzionale sembra preferire i binari dell’equity per esposizioni maggiori e più sicure.