Bitcoin: il 50% degli ultimi 24 mesi chiude in positivo, secondo un economista
- 22 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Metà dei mesi negli ultimi due anni hanno registrato rendimenti positivi per Bitcoin, un elemento che secondo alcuni indicatori statistici può suggerire una forte probabilità che il prezzo sia più alto fra dieci mesi rispetto al livello attuale.
Timothy Peterson said:
“50% of the past 24 months have been positive. This implies a 88% chance that Bitcoin will be higher 10 months from now.”
Secondo dati forniti da CoinGlass, nel corso dell’anno in esame Bitcoin ha registrato aumenti in gennaio, aprile, maggio, giugno, luglio e settembre, mentre gli altri sei mesi sono terminati in perdita. Queste osservazioni vengono utilizzate per contare il numero di mesi positivi in finestre mobili di 24 mesi, con l’obiettivo di individuare possibili punti di svolta del mercato.
Metodo e interpretazione della previsione
Il metodo citato dall’economista consiste nel verificare quante mensilità su 24 siano state positive: un conteggio elevato nella finestra corrente può essere interpretato come un segnale statistico di momentum. È importante però sottolineare che si tratta di un indicatore di natura storica, non di una legge causale: non considera fattori macroeconomici, sviluppi normativi o eventi esogeni che possono influenzare la domanda e l’offerta.
Piattaforme di previsione basate sul mercato dei scommettitori forniscono ulteriori segnali aggregati: i partecipanti possono esprimere probabilità implicite su eventi futuri, ma tali percentuali riflettono le posizioni speculative e non costituiscono garanzia di esito.
Previsioni di mercato e dati recenti
Su Polymarket i trader assegnano a dicembre una probabilità del 17% di essere il miglior mese per Bitcoin nel 2026, leggermente inferiore al 18% attribuito a novembre. Storicamente, novembre è stato il mese con il rendimento medio più elevato per Bitcoin dal 2013, con un ritorno medio registrato di circa il 41,13% secondo le serie di rendimento disponibili.
Al momento l’asset viene scambiato quasi il 25% al di sotto del livello registrato all’inizio dell’anno, attestandosi attorno ai 68.000 dollari. Sul finire dell’inverno i corsi sono arrivati a oscillare intorno agli 80.000 dollari, riflettendo una forte volatilità intrinseca al mercato delle criptovalute.
Pareri contrastanti degli analisti
Michael van de Poppe said:
“I would expect next week to be green for BTC.”
Michael van de Poppe added:
“Finalizing this month with a massive candle and a streak of five red months.”
Altri operatori mantengono una visione più cauta sul medio termine. Il trader veterano Peter Brand ha indicato una prospettiva di ribasso più prolungata, suggerendo che il “vero fondo” del ciclo non arriverà prima di ottobre 2026, una previsione che sottolinea come le tempistiche dei minimi possano essere soggette a ampi margini di errore.
Peter Brand said:
“The real bottom will not occur until October 2026.”
Sentimento di mercato e implicazioni per gli investitori
Il sentimento complessivo dei mercati cripto è rimasto debole: l’indicatore Crypto Fear & Greed Index ha registrato punteggi riconducibili a una situazione di “paura estrema”, segnalando prudenza tra gli investitori. Indicatori di questo tipo sintetizzano vari segnali—volatilità, momentum, volumi e social media—ma vanno interpretati insieme ad analisi fondamentali e di rischio.
Santiment e altre piattaforme di analisi on-chain hanno osservato una riduzione della quantità di previsioni di prezzo che circolano sui social media, fenomeno descritto come una “secchezza” delle discussioni. Questo calo della rumorosità informativa può essere salutare, poiché indica un ritorno verso un sentiment più neutro e una minore influenza di opinioni speculative a breve termine.
Per gli investitori la combinazione di indicatori statistici, previsioni di mercato e giudizi degli analisti richiede prudenza: le strategie dovrebbero incorporare gestione del rischio, orizzonti temporali chiari e consapevolezza della volatilità specifica del settore. Eventi macroeconomici, decisioni regolatorie e mutamenti nella domanda istituzionale possono alterare rapidamente il quadro previsto da conteggi storici o da mercati previsionali.