Il presidente Usa Trump alza i dazi globali al 15%: le criptovalute restano indifferenti
- 22 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Donald Trump ha annunciato l’aumento immediato del dazio globale dal 10% al 15%, confermando l’intenzione di applicare la misura in modo esteso nonostante la recente sentenza che ha limitato il suo potere sotto il International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).
Decisione e aumento delle tariffe
La misura comunicata arriva dopo un primo annuncio che prevedeva un incremento del 10%: il nuovo provvedimento porterebbe l’aliquota al 15% e si applicherebbe in aggiunta ai dazi già in vigore, con effetti su scambi internazionali e catene di approvvigionamento.
Per giustificare l’intervento il governo ha fatto riferimento a norme alternative alla IEEPA, richiamando il Trade Expansion Act del 1962 e il Trade Act del 1974 come basi giuridiche attraverso le quali la Casa Bianca sostiene di poter imporre misure commerciali straordinarie.
Donald Trump said:
“Come Presidente degli Stati Uniti, con effetto immediato aumento il dazio mondiale dal 10% al 15% su Paesi che per decenni hanno tratto vantaggio senza ritorsioni, fino a questo momento.”
La dichiarazione ha richiamato l’attenzione sulla recente pronuncia della Corte Suprema, che ha limitato l’uso della IEEPA per imporre tariffe generalizzate, spingendo l’amministrazione ad appoggiarsi ad altri strumenti normativi.
Quadro legale e limiti
Alcuni esperti legali osservano che le alternative invocate dal governo contengono vincoli specifici: non tutte le disposizioni autorizzano interventi illimitati o permanenti e possono richiedere condizioni precise, periodi di applicazione determinati e limiti percentuali.
Adam Cochran said:
“La legge che sta utilizzando permette l’intervento solo verso Paesi con cui abbiamo un deficit commerciale, per un periodo definito di 150 giorni e con una percentuale massima stabilita.”
Questi vincoli implicano possibili contestazioni giudiziarie, richieste di chiarimenti sul campo di applicazione e un possibile intervento del Congresso se la materia dovesse uscire dai limiti previsti dalla legislazione commerciale. Inoltre, l’uso ripetuto di tariffe straordinarie potrebbe innescare ritorsioni da parte di partner commerciali e procedure presso organismi internazionali, con impatti diplomatici e sul commercio multilaterale.
Reazioni dei mercati
Ogni annuncio relativo a nuovi dazi ha storicamente generato volatilità nei mercati azionari e nelle criptovalute, aumentando l’incertezza macroeconomica per investitori e operatori. Le aspettative di maggiori costi per le imprese e possibili barriere commerciali tendono a deprimere i prezzi degli asset rischiosi.
Tuttavia, nelle ore successive all’ultimo annuncio i mercati delle criptovalute hanno mostrato una certa tenuta: il prezzo di Bitcoin si è mantenuto intorno ai 68.000 dollari, mentre Ether ha registrato variazioni contenute. L’indicatore Total3, che misura la capitalizzazione complessiva del settore crypto al netto di Bitcoin ed Ether, è sceso di meno dell’1% attestandosi intorno ai 713 miliardi di dollari.
Questa relativa resilienza può derivare dal fatto che parte del rischio era già scontato nei prezzi, dalla liquidità presente nel mercato e da altri fattori macroeconomici concorrenti, come decisioni di politica monetaria o dati economici rilevanti. Resta comunque elevata la probabilità di movimenti bruschi se le misure dovessero intensificarsi o se arrivassero contromisure da altri Paesi.
Implicazioni politiche ed economiche
L’introduzione o l’incremento di dazi su scala globale ha ripercussioni multiple: può aumentare i costi di produzione per imprese che dipendono da importazioni, contribuire all’inflazione, alterare la competitività internazionale e influire sui deficit commerciali. Sul piano politico, misure unilaterali possono erodere relazioni diplomatiche e sollevare questioni nei confronti di organismi come l’Organizzazione mondiale del commercio.
Dal punto di vista istituzionale, la controversia sulla legittimità degli strumenti utilizzati mette in luce il confronto tra poteri esecutivo e giudiziario, e la possibile necessità di interventi legislativi per chiarire competenze e limiti in materia di politica commerciale straordinaria.
In assenza di chiarezza definitiva, il quadro resta incerto: sono probabili ulteriori sviluppi giudiziari, possibili reazioni dei partner commerciali e una continua sorveglianza da parte dei mercati. Investitori e operatori sono pertanto consigliati a valutare attentamente l’esposizione al rischio legato a eventuali escalation commerciali.