Stop ai monopattini a Firenze: il Tar non sospende la delibera
- 21 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
TAR della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui il Comune di Firenze ha disposto lo stop del servizio di monopattini in sharing a partire dal 1° aprile 2026, confermando la prosecuzione del procedimento amministrativo senza un provvedimento cautelare favorevole agli operatori.
Il ricorso di Bird
La domanda di sospensiva era stata presentata dall’azienda internazionale della micromobilità Bird, che ha immediatamente annunciato l’intenzione di proseguire il contenzioso dopo il rigetto da parte del tribunale amministrativo.
Bird ha detto:
“La battaglia non è conclusa. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato. La decisione cautelare riguarda esclusivamente la sospensione immediata dell’atto e non rappresenta una sentenza definitiva. Nel giudizio di merito verranno affrontati i profili giuridici che continuiamo a ritenere critici, a partire dalla coerenza della delibera con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo condiviso negli anni. In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all’improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistono margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale. La scelta di proseguire nel merito è una scelta di responsabilità verso gli utenti, verso i lavoratori coinvolti e verso un modello di mobilità sostenibile che ha rappresentato un’integrazione concreta al trasporto pubblico e alle altre forme di mobilità dolce. La partita giuridica è ancora aperta e sarà il giudice a valutare nel merito la legittimità della decisione.”
Le ragioni dell’amministrazione comunale
La delibera approvata dalla giunta comunale di Firenze a novembre 2025 e firmata dall’assessore alla mobilità Andrea Giorgio stabilisce che dal 1° aprile 2026 non sarà più presente un servizio strutturato di monopattini in sharing sul territorio cittadino.
Il provvedimento poggia su due motivazioni principali: da un lato l’evoluzione della normativa nazionale in materia di circolazione e sicurezza stradale; dall’altro le criticità emerse nella gestione pratica del servizio, tra cui parcheggi irregolari, transiti contromano, circolazione sui marciapiedi e utilizzo improprio delle corsie riservate a bus e taxi.
In particolare, il nuovo codice della strada ha introdotto regole più stringenti per i dispositivi di micromobilità, tra cui l’obbligo del casco in determinate condizioni e limiti più rigorosi sul loro impiego. L’amministrazione ritiene che la natura del servizio in sharing renda difficoltoso garantire l’osservanza diffusa di tali norme, anche considerando le risorse disponibili per i controlli della polizia municipale.
Conseguenze per la mobilità e alternative
La deliberazione comunale contiene anche misure complementari: è previsto il potenziamento del servizio di bike sharing, con l’aumento del numero di biciclette in circolazione e il rinnovo dei mezzi, in particolare quelli a pedalata muscolare, per offrire un’alternativa di mobilità sostenibile e mitigare l’impatto dello stop agli operatori del sharing dei monopattini.
Dal punto di vista pratico, l’interruzione del servizio organizzato potrebbe avere effetti su utenti e lavoratori impiegati nelle aziende di micromobilità, oltre a sollevare questioni di lungo termine sulla regolazione dei nuovi servizi urbani. A livello istituzionale, il caso mette in evidenza il confronto continuo tra la competenza regolatoria locale e le norme dettate a livello nazionale.
Sul piano giuridico, il rigetto della sospensiva non chiude la controversia: il procedimento passerà ora al merito, dove il TAR della Toscana valuterà la compatibilità della delibera con il quadro normativo e con le procedure amministrative seguite dall’amministrazione comunale. Il risultato del giudizio di merito potrà avere ricadute anche su altri comuni che stanno affrontando regolamentazioni analoghe per la micromobilità.
In attesa della pronuncia definitiva, l’amministrazione comunale e gli operatori dovranno valutare soluzioni tecniche e normative che bilancino sicurezza, decoro urbano e la domanda di mobilità alternativa, tenendo conto delle risorse per i controlli e delle modalità di integrazione con il trasporto pubblico locale.