I semi del prossimo grande rally di BTC potrebbero già essere stati seminati

L’annuncio di Blue Owl Capital di questa settimana, relativo alla vendita di prestiti per 1,4 miliardi di dollari per raccogliere liquidità destinata agli investitori di un fondo di credito privato rivolto al retail, ha acceso campanelli d’allarme nei mercati finanziari e spinto alcuni analisti a evocare paralleli con i due fondi hedge di Bear Stearns che precedettero la crisi finanziaria del 2008. Per gli investitori in Bitcoin, le conseguenze potrebbero essere significative.

Nonostante gli indici azionari principali non abbiano subito danni generalizzati, le azioni di Blue Owl hanno registrato un calo di circa il 14% nella settimana, risultando oltre il 50% in meno su base annua. Anche altri grandi operatori del private equity, come Blackstone, Apollo Global e Ares Management, hanno subito perdite rilevanti.

Rinculo dei mercati e analogie storiche

Per molti osservatori questi eventi hanno evocato ricordi dolorosi della crisi finanziaria globale: nell’estate del 2007 due fondi hedge di Bear Stearns crollarono a seguito di pesanti perdite su titoli legati ai mutui subprime, mentre BNP Paribas bloccò i prelievi da tre fondi, motivando l’incapacità di valutare alcuni asset ipotecari statunitensi. Le tensioni di allora portarono a un’asfissia del mercato del credito, all’evaporazione della liquidità e infine a una crisi sistemica.

Mohamed El-Erian said:

“Is this a ‘canary-in-the-coalmine’ moment, similar to August 2007? There’s plenty to think about here, starting with the risks of an investing phenomenon in [artificial intelligence] markets that has gone too far.”

El-Erian ha anche sottolineato che, sebbene esistano rischi potenzialmente sistemici, al momento non sembrano avere la stessa portata di quanto avvenuto nel 2008.

Credit stress, reazioni delle banche centrali e impatto sui mercati

Una tensione nel segmento del credito privato non implica automaticamente un rialzo di Bitcoin. A breve termine, condizioni creditizie più rigide tendono a penalizzare gli asset rischiosi, compresi Bitcoin e il mercato delle criptovalute in generale. Tuttavia, la risposta successiva delle autorità monetarie può capovolgere la dinamica.

Un esempio recente è stato quello della crisi legata alla pandemia di inizio 2020: tra metà febbraio e metà marzo dello stesso anno Bitcoin subì un ribasso vicino al 70%, ma l’intervento massiccio della Federal Reserve e di altre banche centrali, con immissioni di liquidità e stimoli fiscali, contribuì a portare il prezzo da livelli sotto i 4.000 dollari a oltre 65.000 dollari nel giro di circa un anno.

Il playbook 2007-2008 segue un percorso analogo: stress iniziale nei mercati del credito, negazione sui mercati azionari, contagio al settore bancario e infine interventi straordinari delle banche centrali. Se il caso di Blue Owl fosse il “primo domino”, come alcuni hanno ipotizzato, la catena potrebbe ripetersi con il credito privato al posto dei mutui subprime.

George Noble said:

“It could act as the ‘first domino’ in a sequence of events that reintroduces systemic stress into credit and banking markets.”

Origine di Bitcoin e senso storico

Una delle conseguenze più importanti della crisi del 2008 fu la nascita di Bitcoin. La criptovaluta è emersa in un contesto di sfiducia verso governi e banche centrali, accusati di poter creare centinaia di miliardi, se non trilioni, di valuta con pochi comandi informatici.

The Times headline read:

“Chancellor on brink of second bailout for banks.”

Questa fu la testata incisa nel cosiddetto blocco Genesis di Bitcoin, estratto il 3 gennaio 2009 da Satoshi Nakamoto. All’epoca la criptovaluta valeva praticamente nulla e restava nota solo a una ristretta comunità di appassionati; diciassette anni dopo ha raggiunto una capitalizzazione di mercato dell’ordine del trilione di dollari e figura tra gli asset considerati strategici da grandi gestori e persino da alcune istituzioni.

Significato attuale e possibili scenari

Oggi Bitcoin appare molto diverso rispetto al 2009: è stato spesso descritto come “store of value” o “oro digitale” e, pur nascendo come alternativa anti-establishment, si è progressivamente integrato nel sistema finanziario tradizionale. Grandi detentori accumulano quantità rilevanti sui propri bilanci, strumenti passivi come ETF offrono esposizione al pubblico retail e istituzioni valutano allocazioni strategiche.

Se il caso Blue Owl dovesse evolvere in un evento sistemico che richiami le dinamiche del 2007-2008, due effetti potrebbero manifestarsi simultaneamente: da un lato, un’immediata fase di rischio-sentiment negativo che penalizzerebbe le attività più volatili; dall’altro, la possibilità di interventi straordinari da parte delle banche centrali che, incrementando la liquidità globale, tendono in passato a sostenere anche asset rifugio o con narrative di protezione dall’inflazione, come Bitcoin.

Per gli investitori la situazione richiede attenzione a più livelli: monitorare lo stato di salute del credito privato, osservare segnali di contagio nel settore bancario, seguire le comunicazioni e le mosse delle banche centrali e valutare la propria esposizione a strumenti ad alta volatilità come Bitcoin. A breve termine l’esposizione può essere rischiosa; a medio-lungo termine la risposta politica e monetaria potrebbe rimodellare le opportunità di rendimento e la percezione del ruolo delle criptovalute nei portafogli.

In definitiva, solo il tempo dirà se l’episodio legato a Blue Owl Capital resterà un caso isolato o se rappresenterà un segnale precoce di stress sistemico. In uno scenario di crisi estesa, la narrativa originaria di Bitcoin come alternativa decentralizzata potrebbe riguadagnare centralità, mentre la reazione delle banche centrali potrebbe determinare adesioni più ampie o, al contrario, fasi di compressione del prezzo.