Borse, gli operatori puntano su nuovi rialzi e tagli Fed: resta il nodo ai

I timori sulla tenuta del settore dell’intelligenza artificiale, insieme alle persistenti incertezze macroeconomiche e geopolitiche, peseranno sui mercati nei prossimi mesi, pur senza compromettere del tutto la capacità delle Borse di consolidare i guadagni. Questo è il sentimento prevalente tra gli operatori di Assiom Forex, intervistati a febbraio 2026 nel consueto sondaggio mensile dell’associazione.

Secondo il rilevamento, il 49% degli operatori prevede mercati azionari in rialzo, in aumento rispetto al 43% registrato a gennaio. Nel dettaglio, il 44% indica variazioni comprese tra +3% e +10%, mentre il 5% si aspetta incrementi superiori al 10%. Le aspettative di stabilità sono diminuite (dal 48% al 37%), e la quota di chi prevede un ribasso è salita dal 9% al 14%: di questi il 13% segnala perdite fra -3% e -10% e l’1% parla di discese oltre il 10%.

Massimo Mocio ha commentato:

“Il sondaggio di febbraio di Assiom Forex mostra che la maggioranza degli intervistati resta ottimista sui mercati azionari, ma le incertezze sull’impatto dell’intelligenza artificiale stanno ampliando la dispersione delle aspettative.”

Cambi: dollaro sotto pressione, prevale l’aspettativa di rafforzamento dell’euro

Il dollaro continua a risentire di venti contrari legati a tensioni geopolitiche, dubbi sulla sostenibilità del debito statunitense e a divisioni interne alla Federal Reserve in vista del cambio di leadership. Gli operatori indicano che, con l’avvicinarsi del possibile insediamento del nuovo vertice della banca centrale, è cresciuta la fiducia in un apprezzamento dell’euro.

Nello specifico, il 48% degli intervistati si aspetta un ulteriore rafforzamento del euro rispetto al dollaro (era il 39% a gennaio). Circa il 34% prevede invece una situazione sostanzialmente invariata, mentre è diminuita al 18% la quota di chi vede un indebolimento della moneta unica.

Massimo Mocio ha osservato:

“A gennaio il cambio euro/dollaro ha mostrato una volatilità accresciuta, oscillando tra 1,160 e 1,204. Si rafforzano le attese di un apprezzamento della valuta europea rispetto al dollaro.”

Federal Reserve: attese per una politica monetaria più accomodante con Warsh

Il possibile insediamento di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve ha influenzato le prospettive degli operatori: prevale l’aspettativa di un orientamento monetario più accomodante rispetto all’attuale fase di normalizzazione.

Nel sondaggio, il 64% degli intervistati giudica probabile che il nuovo vertice della banca centrale volga verso ulteriori tagli dei tassi; il 36% ritiene invece possibile il mantenimento di una linea più restrittiva, sulla base della reputazione di ‘falco’ attribuita al nominato, sebbene molti partecipanti ritengano che la sua postura si sia progressivamente ammorbidita nel tempo.

Massimo Mocio ha spiegato:

“Dopo numerose indiscrezioni e una lunga attesa dei mercati, la nomina di Kevin Warsh al vertice della Federal Reserve ha alimentato aspettative di una maggiore accomodazione. Questo orientamento pesa sulle decisioni di portafoglio e sui prezzi dei tassi a breve termine.”

Un possibile inasprimento o alleggerimento della politica monetaria americana ha ripercussioni dirette sui mercati valutari e obbligazionari globali: tassi più bassi negli Stati Uniti tendono ad indebolire il dollaro, sostenere i corsi azionari e spingere verso il basso i rendimenti dei titoli di Stato, con effetti sui flussi di capitale e sui costi di finanziamento internazionali.

Spread: operatori fiduciosi, la maggioranza prevede il differenziale sotto i 100 punti fino ad agosto

Gli operatori mantengono una visione generalmente positiva sul spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Per l’85% degli intervistati a febbraio il differenziale dovrebbe restare nell’intervallo 50-100 punti fino ad agosto, in linea con le rilevazioni dei mesi precedenti.

È aumentata la quota di chi prevede uno spread tra 100 e 150 punti (dal 9% al 15%), mentre nessuno si attende, al momento, un ritorno del differenziale nella forchetta 150-200 punti o oltre quota 200, livello non indicato dal campione dallo scorso giugno.

Massimo Mocio ha osservato:

“Lo spread Btp-Bund si mantiene vicino ai minimi dal 2008: l’intensa attività di emissione del Tesoro nei primi mesi dell’anno, unita al successo delle prime operazioni sindacate, ha sostenuto la performance del differenziale.”

La stabilità dello spread riflette una domanda equilibrata per il debito sovrano italiano e contribuisce a contenere i costi di finanziamento del settore pubblico. Tuttavia, eventuali shock geopolitici, peggioramenti dei fondamentali fiscali o un cambiamento brusco del contesto internazionale potrebbero rapidamente modificare le prospettive, rendendo le dinamiche del differenziale un indicatore chiave della percezione del rischio Paese.

In sintesi, gli operatori mostrano ottimismo selettivo: si conferma la fiducia nella capacità dei mercati di assorbire gli shock, ma cresce la dispersione delle attese, soprattutto per l’impatto atteso dall’industria dell’intelligenza artificiale, dalle scelte di politica monetaria della Federal Reserve e dall’evoluzione dei fattori geopolitici.



Author: Tony
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