Brickken: il 53,8% degli emittenti di asset reali punta sulla formazione di capitale, non sulla liquidità

Un nuovo sondaggio del quarto trimestre 2025 condotto dalla piattaforma di tokenizzazione Brickken indica che la maggioranza degli emittenti di asset real-world (RWA) utilizza la tokenizzazione principalmente per raccogliere capitale piuttosto che per alimentare la liquidità secondaria, secondo i risultati di un rapporto condiviso con i partecipanti al sondaggio.

Risultati principali

Tra i rispondenti, il 53,8% ha indicato che la formazione di capitale e l’efficienza nella raccolta fondi sono la motivazione principale per la tokenizzazione, mentre il 15,4% ha dichiarato che la necessità di liquidità è il fattore dominante. Il 38,4% ha affermato che la liquidità non è necessaria e il 46,2% prevede che la liquidità di mercato secondario si manifesti entro sei-dodici mesi.

Evoluzione degli scambi e orari 24/7

Nel frattempo, grandi borse statunitensi hanno annunciato piani per ampliare i modelli di negoziazione per asset tokenizzati, incluse sessioni continuative a orario esteso. In particolare, il CME Group ha programmato di offrire trading continuativo per alcune derivati crittografici, mentre il New York Stock Exchange (NYSE) e il Nasdaq hanno illustrato piani per mercati di titoli tokenizzati disponibili 24 ore su 24.

Jordi Esturi, CMO di Brickken, ha dichiarato:

“Quello che osserviamo è uno spostamento: la tokenizzazione smette di essere una parola d’ordine e diventa uno strato di infrastruttura finanziaria.”

“Gli emittenti la utilizzano per risolvere problemi concreti: accesso al capitale, ampliamento della platea di investitori e complessità operativa.”

Jordi Esturi ha aggiunto riferendosi alle mosse delle borse:

“Si tratta meno di anticipare una domanda inesistente e più dell’evoluzione del modello di business delle borse.”

“Le borse incrementano i ricavi aumentando il volume di scambi, e l’estensione degli orari è una leva naturale.”

Fase di validazione degli emittenti

Secondo l’analisi, molti emittenti si trovano ancora in una fase di validazione: stanno costruendo strutture regolamentari, testando l’appetito degli investitori e digitalizzando i processi di emissione. In questo contesto la liquidità non è la priorità assoluta, perché occorre prima consolidare le fondamenta operative e legali.

Jordi Esturi ha osservato:

“La liquidità non è ancora il loro focus primario perché stanno costruendo le basi.”

“Considerano la tokenizzazione come il motore a monte che alimenta i luoghi di negoziazione.”

Esturi ha inoltre sottolineato che senza asset regolamentati, strutturati e di qualità che entrino sul mercato, le piattaforme di trading secondario non avrebbero strumenti significativi da scambiare.

Liquidità opzionale versus obbligatoria

Il sondaggio evidenzia una distinzione importante: il 38,4% degli emittenti ritiene che la liquidità non sia necessaria oggi. Secondo gli intervistati, esiste una differenza tra liquidità opzionale e liquidità obbligatoria, e molti attori dei mercati privati operano con orizzonti temporali di lungo periodo.

Jordi Esturi ha spiegato:

“La liquidità è inevitabile, ma deve scalare in parallelo con il volume delle emissioni e l’adozione istituzionale, non in anticipo.”

Esempio pratico: Ondo e i titoli

Ondo, che ha iniziato con Treasuries statunitensi tokenizzati e gestisce oggi oltre 2 miliardi di dollari in asset, si concentra su azioni e ETF proprio per la loro capacità di garantire una solida discovery dei prezzi, profonda liquidità e valutazioni chiare.

Ian de Bode, Chief Strategy Officer di Ondo, ha dichiarato:

“Tokenizzi qualcosa per renderlo più accessibile o per usarlo come collaterale.”

“Le azioni soddisfano entrambe le condizioni e si prezzano come asset che gli investitori comprendono, a differenza di un immobile a Manhattan.”

“Se il settore finanziario tradizionale ( TradFi ) si muove verso il 24/7, sarebbe una grande opportunità: è il nostro maggiore collo di bottiglia.”

Adozione operativa e ostacoli normativi

Il sondaggio mostra che la tokenizzazione è già operativa per molti partecipanti: il 69,2% ha completato il processo ed è live, il 23,1% è in fase di implementazione e il 7,7% è ancora in pianificazione.

La regolamentazione resta una sfida significativa: il 53,8% dei rispondenti ha dichiarato che la normativa ha rallentato le operazioni, e il 30,8% ha segnalato attriti regolamentari parziali o contestuali. Complessivamente l’84,6% ha sperimentato qualche forma di frizione normativa.

Alvaro Garrido, partner fondatore di Legal Node, ha osservato:

“La compliance non è qualcosa che gli emittenti affrontano dopo il lancio; è un elemento considerato e configurato fin dal primo giorno.”

“Cresce la domanda per strutture legali cucite su misura per le esigenze specifiche del progetto e per la tecnologia sottostante.”

A confronto, solo il 13% ha indicato che le sfide tecnologiche o di sviluppo sono state la difficoltà principale, a sottolineare come gli aspetti regolamentari e legali dominino il processo di adozione.

Diversificazione degli asset

La tokenizzazione si sta ampliando oltre il settore immobiliare: il 10,7% degli asset tokenizzati o pianificati riguarda il settore immobiliare, rispetto al 28,6% destinato a equity/azioni e al 17,9% a proprietà intellettuale e asset legati all’intrattenimento.

I rispondenti provengono da settori diversi, tra cui piattaforme tecnologiche (31,6%), intrattenimento (15,8%), credito privato (15,8%), energia rinnovabile (5,3%), banche (5,3%), asset carbonio (5,2%), aerospazio (5,3%) e ospitalità (5,2%).

Patrick Hennes, responsabile del servicing di asset digitali presso DZ PRIVATBANK, ha sintetizzato il ruolo cruciale dell’infrastruttura:

“Il vero ponte tra TradFi e DeFi non è ideologico. È l’infrastruttura di emissione che traduce requisiti regolamentari, protezione degli investitori e standard di servicing in sistemi programmabili.”

Conclusioni: valore alla fonte dell’emissione

Il rapporto sottolinea che la creazione di valore più significativa avviene al livello dell’emissione: senza asset conformi e strutturati, i mercati secondari non possono esprimere pienamente il loro potenziale. Per molti emittenti la priorità rimane quindi costruire processi, governance e modelli di compliance che permettano un’adozione industriale e scalabile della tokenizzazione.