Brickken: il 53,8% degli emittenti di asset reali punta sulla formazione di capitale, non sulla liquidità
- 20 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un nuovo sondaggio del quarto trimestre 2025 condotto dalla piattaforma di tokenizzazione Brickken indica che la maggioranza degli emittenti di asset real-world (RWA) utilizza la tokenizzazione principalmente per raccogliere capitale piuttosto che per alimentare la liquidità secondaria, secondo i risultati di un rapporto condiviso con i partecipanti al sondaggio.
Risultati principali
Tra i rispondenti, il 53,8% ha indicato che la formazione di capitale e l’efficienza nella raccolta fondi sono la motivazione principale per la tokenizzazione, mentre il 15,4% ha dichiarato che la necessità di liquidità è il fattore dominante. Il 38,4% ha affermato che la liquidità non è necessaria e il 46,2% prevede che la liquidità di mercato secondario si manifesti entro sei-dodici mesi.
Evoluzione degli scambi e orari 24/7
Nel frattempo, grandi borse statunitensi hanno annunciato piani per ampliare i modelli di negoziazione per asset tokenizzati, incluse sessioni continuative a orario esteso. In particolare, il CME Group ha programmato di offrire trading continuativo per alcune derivati crittografici, mentre il New York Stock Exchange (NYSE) e il Nasdaq hanno illustrato piani per mercati di titoli tokenizzati disponibili 24 ore su 24.
Jordi Esturi, CMO di Brickken, ha dichiarato:
“Quello che osserviamo è uno spostamento: la tokenizzazione smette di essere una parola d’ordine e diventa uno strato di infrastruttura finanziaria.”
“Gli emittenti la utilizzano per risolvere problemi concreti: accesso al capitale, ampliamento della platea di investitori e complessità operativa.”
Jordi Esturi ha aggiunto riferendosi alle mosse delle borse:
“Si tratta meno di anticipare una domanda inesistente e più dell’evoluzione del modello di business delle borse.”
“Le borse incrementano i ricavi aumentando il volume di scambi, e l’estensione degli orari è una leva naturale.”
Fase di validazione degli emittenti
Secondo l’analisi, molti emittenti si trovano ancora in una fase di validazione: stanno costruendo strutture regolamentari, testando l’appetito degli investitori e digitalizzando i processi di emissione. In questo contesto la liquidità non è la priorità assoluta, perché occorre prima consolidare le fondamenta operative e legali.
Jordi Esturi ha osservato:
“La liquidità non è ancora il loro focus primario perché stanno costruendo le basi.”
“Considerano la tokenizzazione come il motore a monte che alimenta i luoghi di negoziazione.”
Esturi ha inoltre sottolineato che senza asset regolamentati, strutturati e di qualità che entrino sul mercato, le piattaforme di trading secondario non avrebbero strumenti significativi da scambiare.
Liquidità opzionale versus obbligatoria
Il sondaggio evidenzia una distinzione importante: il 38,4% degli emittenti ritiene che la liquidità non sia necessaria oggi. Secondo gli intervistati, esiste una differenza tra liquidità opzionale e liquidità obbligatoria, e molti attori dei mercati privati operano con orizzonti temporali di lungo periodo.
Jordi Esturi ha spiegato:
“La liquidità è inevitabile, ma deve scalare in parallelo con il volume delle emissioni e l’adozione istituzionale, non in anticipo.”
Esempio pratico: Ondo e i titoli
Ondo, che ha iniziato con Treasuries statunitensi tokenizzati e gestisce oggi oltre 2 miliardi di dollari in asset, si concentra su azioni e ETF proprio per la loro capacità di garantire una solida discovery dei prezzi, profonda liquidità e valutazioni chiare.
Ian de Bode, Chief Strategy Officer di Ondo, ha dichiarato:
“Tokenizzi qualcosa per renderlo più accessibile o per usarlo come collaterale.”
“Le azioni soddisfano entrambe le condizioni e si prezzano come asset che gli investitori comprendono, a differenza di un immobile a Manhattan.”
“Se il settore finanziario tradizionale ( TradFi ) si muove verso il 24/7, sarebbe una grande opportunità: è il nostro maggiore collo di bottiglia.”
Adozione operativa e ostacoli normativi
Il sondaggio mostra che la tokenizzazione è già operativa per molti partecipanti: il 69,2% ha completato il processo ed è live, il 23,1% è in fase di implementazione e il 7,7% è ancora in pianificazione.
La regolamentazione resta una sfida significativa: il 53,8% dei rispondenti ha dichiarato che la normativa ha rallentato le operazioni, e il 30,8% ha segnalato attriti regolamentari parziali o contestuali. Complessivamente l’84,6% ha sperimentato qualche forma di frizione normativa.
Alvaro Garrido, partner fondatore di Legal Node, ha osservato:
“La compliance non è qualcosa che gli emittenti affrontano dopo il lancio; è un elemento considerato e configurato fin dal primo giorno.”
“Cresce la domanda per strutture legali cucite su misura per le esigenze specifiche del progetto e per la tecnologia sottostante.”
A confronto, solo il 13% ha indicato che le sfide tecnologiche o di sviluppo sono state la difficoltà principale, a sottolineare come gli aspetti regolamentari e legali dominino il processo di adozione.
Diversificazione degli asset
La tokenizzazione si sta ampliando oltre il settore immobiliare: il 10,7% degli asset tokenizzati o pianificati riguarda il settore immobiliare, rispetto al 28,6% destinato a equity/azioni e al 17,9% a proprietà intellettuale e asset legati all’intrattenimento.
I rispondenti provengono da settori diversi, tra cui piattaforme tecnologiche (31,6%), intrattenimento (15,8%), credito privato (15,8%), energia rinnovabile (5,3%), banche (5,3%), asset carbonio (5,2%), aerospazio (5,3%) e ospitalità (5,2%).
Patrick Hennes, responsabile del servicing di asset digitali presso DZ PRIVATBANK, ha sintetizzato il ruolo cruciale dell’infrastruttura:
“Il vero ponte tra TradFi e DeFi non è ideologico. È l’infrastruttura di emissione che traduce requisiti regolamentari, protezione degli investitori e standard di servicing in sistemi programmabili.”
Conclusioni: valore alla fonte dell’emissione
Il rapporto sottolinea che la creazione di valore più significativa avviene al livello dell’emissione: senza asset conformi e strutturati, i mercati secondari non possono esprimere pienamente il loro potenziale. Per molti emittenti la priorità rimane quindi costruire processi, governance e modelli di compliance che permettano un’adozione industriale e scalabile della tokenizzazione.