La difficoltà del Bitcoin balza del 15%: il maggiore aumento dal 2021 nonostante il crollo dei prezzi
- 20 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha registrato un nuovo aumento della difficulty, che è salita a circa 144,4 trilioni (T), segnando un incremento del 15%: la maggiore variazione percentuale dall’evento del 2021 legato al divieto delle attività di mining in Cina, che aveva provocato una forte discontinuità e in seguito un adeguamento della difficulty del 22% quando la rete si è stabilizzata.
Aumento della difficulty e meccanismo di adeguamento
La difficulty è la misura di quanto sia complesso estrarre un nuovo blocco nella rete: viene ricalibrata ogni 2.016 blocchi, cioè all’incirca ogni due settimane, per mantenere il tempo medio di produzione dei blocchi vicino ai 10 minuti indipendentemente dalle variazioni della potenza di calcolo complessiva.
Questo recente adeguamento riflette la risposta automatica del protocollo alla ripresa della capacità di calcolo dopo che, nelle due settimane precedenti, la difficulty era diminuita di circa il 12% a seguito di un calo del hashrate.
Volatilità dell’hashrate e cause recenti
La variazione dell’hashrate — la potenza di calcolo totale che protegge la rete — è stata significativa negli ultimi mesi. Un’ondata invernale negli Stati Uniti aveva costretto diversi grandi operatori a ridurre temporaneamente le attività, causando la flessione più marcata dal 2021.
Nel dettaglio, lo scorso ottobre, in concomitanza con il prezzo record vicino a 126.500 dollari, l’hashrate aveva toccato un picco attorno a 1,1 ZH/s. Con il calo dei prezzi fino a circa 60.000 dollari a febbraio il valore di hashrate è sceso a circa 826 EH/s, per poi risalire nuovamente verso 1 ZH/s parallelamente al recupero del prezzo intorno a 67.000 dollari.
Redditività dei miner e hashprice
L’indicatore noto come hashprice — la stima dei ricavi giornalieri per unità di potenza di calcolo — resta su valori minimi pluriennali, attenuando i margini di profitto. Il dato recente oscillava intorno a 23,9 USD per PH/s, un livello che comprime la redditività soprattutto per gli operatori con costi energetici elevati.
Tuttavia, operatori su larga scala con accesso a energia a basso costo continuano a estrarre in modo aggressivo, sostenendo l’hashrate complessivo. In questo contesto, si stima che entità minerarie in alcuni Paesi, come gli Emirati Arabi Uniti, detengano profitti non realizzati significativi derivanti dalle loro attività di mining.
Riorientamento verso l’Intelligenza artificiale e l’alta performance
Un fattore rilevante dietro la recente dinamica dell’hashrate è la riallocazione di energia e capacità di calcolo da parte di alcune società quotate verso data center per Intelligenza artificiale e calcolo ad alte prestazioni (HPC).
Ad esempio, Bitfarms ha annunciato un rebranding che attenua l’identificazione diretta con il Bitcoin mentre amplia l’investimento in infrastrutture per l’AI. Parallelamente, l’investitore attivista Starboard ha spinto il management di Riot Platforms a valutare un’espansione verso operazioni di data center dedicate all’AI.
Queste mosse riflettono una tendenza più ampia: la domanda per potenza di calcolo destinata all’AI può offrire margini e opportunità di diversificazione maggiori rispetto al mining di criptovalute, inducendo alcuni attori a riconvertire parte delle risorse. Tale riallocazione può influenzare l’offerta di capacità specificamente ottimizzata per il mining (ASIC), con possibili ripercussioni sulla crescita dell’hashrate e, di conseguenza, sulla stabilità della rete nel medio termine.
Prospettive e impatto sul mercato
Nel breve periodo la difficulty continuerà a oscillare in funzione dell’hashrate, rispondendo automaticamente all’ingresso o all’uscita di potenza di calcolo dalla rete. Le decisioni di investimento degli operatori, guidate dai costi energetici, dal prezzo del Bitcoin e dalle opportunità offerte dall’AI, determineranno l’andamento futuro della produzione di blocchi e della redditività del mining.
Per gli osservatori del settore e per i policy maker è rilevante monitorare questa transizione infrastrutturale, perché la convergenza tra capacità di calcolo per criptovalute e per applicazioni di intelligenza artificiale può alterare le dinamiche dei mercati energetici, degli investimenti e della sicurezza operativa delle reti decentralizzate.