Anchorage Digital offre alle banche non statunitensi una stablecoin come alternativa al correspondent banking
- 20 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Anchorage Digital, la prima società di criptovalute a ottenere un charter bancario federale negli Stati Uniti, ha annunciato il lancio di un servizio pensato per sostituire o affiancare le relazioni di correspondent banking tra istituti esteri, offrendo binari regolamentati per la movimentazione di asset ancorati al dollaro tramite stablecoin.
Nathan McCauley said:
“Stablecoins are becoming core financial infrastructure. Stablecoin Solutions gives banks a federally regulated way to move dollars globally using blockchain rails, without compromising custody, compliance, or operational control.”
Il prodotto, denominato Stablecoin Solutions, integra in un unico servizio attività di minting e redemption dei token, custodia, gestione della tesoreria in fiat e settlement. L’obiettivo dichiarato è facilitare trasferimenti transfrontalieri in modo più rapido e con meno frizioni rispetto agli schemi tradizionali.
Cosa offre il servizio
Secondo la comunicazione ufficiale, la piattaforma è predisposta per gestire diverse emissioni: oltre ai principali token oggi presenti sul mercato come Tether (USDT) e Circle (USDC), le istituzioni potranno nativamente mintare e redeemare token emessi da Anchorage Digital Bank, comprese emissioni terze citate dall’azienda come USA₮ di Tether, USDtb di Ethena Labs, USDGO di OSL e future emissioni come USDPT di Western Union.
Perché propone un’alternativa alla corrispondent banking
Le relazioni di correspondent banking consentono a banche estere di appoggiarsi a intermediari per servizi cross-border quali bonifici internazionali, conversione valuta e raccolta di depositi in valuta estera. Tali rapporti sono però spesso costosi, lenti e operativamente complessi. I binari su blockchain basati su stablecoin promettono di ridurre i tempi di settlement, migliorare la tracciabilità e semplificare alcune funzioni di tesoreria.
La proposta di Anchorage Digital pone però particolare enfasi su tre elementi ritenuti critici dalle banche: conservazione sicura degli asset (custody), conformità normativa (compliance) e mantenimento del controllo operativo. L’azienda sottolinea che, essendo già soggetta a supervisione federale, il servizio dovrebbe offrire garanzie rispetto ai rischi tipici delle infrastrutture cripto.
Quadro normativo e stato di implementazione
Lo sviluppo arriva dopo l’approvazione, nell’anno precedente, della legge nota come Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins (GENIUS) Act, che definisce principi e responsabilità per gli emittenti di stablecoin. Tuttavia, molte disposizioni di attuazione non sono ancora operative, perché dipendono dai regolamenti secondari che devono essere emanati dalle autorità di vigilanza federali, tra cui il Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e altri enti di controllo bancario.
Alcune autorità hanno già avviato consultazioni e proposte regolamentari preliminari, ma il processo di traduzione della legge in regole tecniche richiederà ulteriori passaggi normativi e tempi non ancora definiti. Inoltre, elementi specifici come la possibilità per gli emittenti di offrire rendimento sui stablecoin sono oggetto di negoziazioni politiche in corso, ad esempio nel contesto del disegno di legge chiamato Digital Asset Market Clarity Act.
Implicazioni per banche e mercati internazionali
L’introduzione di canali regolamentati per la movimentazione di asset digitali potrebbe avere impatti significativi sull’operatività delle banche internazionali: potenziali riduzioni dei costi di transazione, accelerazione dei tempi di liquidazione e maggiore efficienza nella gestione della liquidità cross-border. Per le banche clienti, però, restano prioritarie questioni di natura normativa, fiscale e di rischio operativo.
Per funzionare a regime, questi servizi richiederanno interoperabilità tecnica tra emittenti e infrastrutture di mercato, standard condivisi per procedure di KYC/AML, nonché chiarezza sulla responsabilità legale in caso di frodi, perdite o dispute di settlement. Le autorità di vigilanza avranno un ruolo centrale nel definire requisiti di capitale, reporting e controlli operativi.
Prospettive e considerazioni finali
Il progetto di Anchorage Digital rappresenta un esempio concreto di come operatori autorizzati possano cercare di integrare tecnologie basate su ledger distribuiti nell’infrastruttura finanziaria esistente. L’effettiva adozione dipenderà dalla capacità delle autorità regolamentari di fornire regole chiare, dalla volontà delle banche tradizionali di sperimentare nuovi modelli operativi e dalla gestione dei rischi connessi alla custodia e alla compliance.
Nel breve periodo è plausibile aspettarsi sperimentazioni pilota e accordi bilaterali tra istituti interessati, mentre un’adozione su larga scala richiederà ulteriori interventi normativi e la risoluzione delle questioni aperte sul trattamento dei rendimenti e sulle responsabilità transfrontaliere.