Destro: l’attraversamento delle Alpi deve diventare una priorità per l’Europa
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’attraversamento delle Alpi è una priorità strategica, sia per l’Italia sia per l’Europa, per motivi economici, logistici e di coesione territoriale. Lo spiega Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l’industria del turismo.
La questione dei valichi alpini è sottovalutata a livello nazionale?
Non tanto sul piano nazionale quanto su quello europeo. I valichi alpini sono spesso trattati come problemi locali, ma la loro efficienza incide sulla competitività dell’intero mercato unico. Blocchi o rallentamenti alle frontiere non ricadono solo sulle zone di confine: compromettono filiere logistiche, aumentano i costi di trasporto e penalizzano la competitività delle imprese europee.
Conseguenze operative, come ritardi e interruzioni, si traducono in maggiori costi per le merci e i servizi. Quando si parla di inefficienze interne all’Unione europea — ad esempio costi aggiuntivi che le imprese si auto-imputano — il funzionamento dei valichi è una componente rilevante del problema complessivo.
Perché Confindustria sostiene il raddoppio del traforo del Monte Bianco?
Per Confindustria la soluzione strutturale prioritaria è la realizzazione della seconda canna del traforo del Monte Bianco. Una nuova galleria offrirebbe maggiore capacità, affidabilità e tempi di attraversamento più certi, riducendo l’impatto delle chiusure per manutenzione e degli eventi imprevisti.
I tempi di realizzazione stimati sono dell’ordine dei 5-6 anni; fondi sono già stati accantonati e la scelta di una soluzione infrastrutturale definitiva è vista come la più efficace per garantire continuità e sicurezza negli scambi tra Italia e Francia. Nel frattempo, vanno affiancate misure operative di gestione del traffico e investimenti sul trasporto ferroviario per mitigare l’impatto sulle filiere.
Dal punto di vista finanziario e regolatorio, il progetto può beneficiare di strumenti europei e di finanziamenti bancari a lungo termine: una governance congiunta e una calendarizzazione condivisa sono però indispensabili per ridurre i rischi politici e realizzativi.
Come spingere la Francia ad agire: serve l’intervento dell’Europa?
La proposta avanzata da Confindustria è di rafforzare i poteri decisionali a livello di Commissione europea e di nominare un rappresentante speciale per i valichi alpini, trattati come asset strategici dell’Unione europea. Un coordinatore con mandato europeo potrebbe facilitare accordi bilaterali, armonizzare procedure e indirizzare risorse dove servono.
I numeri del commercio intra‑Ue mostrano l’importanza del mercato unico: nel 2023 gli scambi intra‑UE hanno raggiunto circa 4.102 miliardi di euro, mentre le esportazioni extra‑UE si sono attestate intorno a 2.556 miliardi. La crescita del mercato interno è risultata sensibilmente superiore a quella verso paesi extra‑UE, enfatizzando il ruolo centrale delle connessioni transfrontaliere per la crescita complessiva.
Strumenti esistenti come la politica TEN‑T, il Connecting Europe Facility e la Banca europea per gli investimenti possono sostenere progetti infrastrutturali, ma serve volontà politica concorde tra Stati membri per accelerare decisioni e cantieri.
Qual è la posizione di Confindustria sui divieti ai Tir al Brennero imposti dalla Austria?
Confindustria ritiene che misure unilaterali che limitano il transito dei mezzi pesanti sulle direttrici principali producano effetti distorsivi sulle catene di fornitura e penalizzino imprese ed esportazioni, oltre a generare congestione su rotte alternative. Allo stesso tempo, riconosce la necessità di perseguire obiettivi ambientali e di sicurezza.
La risposta auspicata è duplice: da una parte misure condivise a livello europeo per conciliare sostenibilità e movimento delle merci (potenziamento del trasporto ferroviario, meccanismi di pricing e incentivi), dall’altra un’azione della Commissione europea per verificare la compatibilità delle restrizioni con le regole del mercato unico e promuovere soluzioni coordinate tra Stati confinanti.
In sintesi, la gestione efficace dei valichi alpini richiede interventi infrastrutturali, governance sovranazionale e politiche di medio‑lungo periodo che combinino investimenti, regolazione e cooperazione tra governi e istituzioni europee.