Il magnate immobiliare Barry Sternlicht vuole tokenizzare i beni della sua società, ma la normativa degli Stati Uniti glielo impedisce

Barry Sternlicht, magnate immobiliare e fondatore di Starwood Capital Group, ha affermato che la sua società, che gestisce oltre 125 miliardi di dollari in asset, è pronta ad avviare la tokenizzazione di beni reali ma non riesce a procedere a causa di ostacoli regolatori negli Stati Uniti.

Barry Sternlicht ha detto:

«Vogliamo farlo immediatamente e siamo pronti. È ridicolo che i nostri clienti non possano fare operazioni in token.»

Le osservazioni sono state pronunciate in occasione del World Liberty Forum a Palm Beach, dove Sternlicht ha richiamato l’attenzione sulle potenzialità della tokenizzazione applicata a beni fisici come gli immobili.

Cosa si intende per tokenizzazione

La tokenizzazione consiste nella rappresentazione digitale di diritti di proprietà su beni fisici — ad esempio immobili, opere d’arte o altri asset — attraverso token basati su tecnologia blockchain. Questi token possono essere negoziati in mercati digitali, consentendo frazionamento della proprietà, maggiore liquidità e accesso a investitori altrimenti esclusi dai mercati tradizionali.

Per un gruppo come Starwood Capital Group, la tokenizzazione può rappresentare nuovi canali per la raccolta di capitale, la diversificazione degli investitori e la semplificazione di processi amministrativi che oggi risultano spesso lenti e manuali.

Esempi pratici e previsioni di mercato

Non si tratta di un’idea puramente teorica: alcune società stanno già sperimentando iniziative pilota per trasferire titoli di proprietà o quote immobiliari su registri digitali. Tra queste, Propy ha annunciato piani di espansione per acquisire società di gestione titoli immobiliari di medie dimensioni negli Stati Uniti, con l’obiettivo di snellire processi e interoperabilità tra attori del mercato.

Deloitte ha stimato in un rapporto che il valore degli immobili tokenizzati potrebbe raggiungere circa 4.000 miliardi di dollari entro il 2035, in netto aumento rispetto ai meno di 300 miliardi del 2024, implicando un tasso di crescita annuo composto (CAGR) elevato. Secondo la stessa analisi, la tokenizzazione potrebbe favorire l’emergere di nuovi mercati e prodotti, riducendo alcuni costi operativi e ampliando la partecipazione retail.

Ostacoli regolamentari e questioni operative

Nonostante le prospettive, la diffusione su larga scala della tokenizzazione è frenata da incertezze regolatorie e normative. Negli Stati Uniti la classificazione dei token — se siano titoli, commodity o altro — influisce su quali regole si applicano, in particolare riguardo alla vendita, alla custodia e alla protezione degli investitori.

Altri nodi pratici comprendono l’integrazione con i registri catastali e le legislazioni nazionali sulla proprietà, la conformità a norme antiriciclaggio (KYC/AML), la tassazione e la gestione delle controversie legali. Finché non si raggiungerà chiarezza normativa e standard tecnici condivisi, molte grandi società resteranno caute nell’implementare soluzioni su larga scala.

La visione di Sternlicht sulla tecnologia

Barry Sternlicht ha detto:

«La tecnologia è superiore. Questa è il futuro.»

Barry Sternlicht ha detto:

«Nel mondo fisico siamo ancora a uno stadio molto iniziale rispetto a quanto avvenuto con l’intelligenza artificiale.»

Barry Sternlicht ha detto:

«È entusiasmante; è qualcosa di fantastico per il mondo, il mondo deve solo adeguarsi.»

La posizione di Sternlicht riflette il punto di vista di operatori che vedono nella tokenizzazione non solo un miglioramento tecnologico, ma una trasformazione del modello operativo del settore immobiliare. Tuttavia, per tradurre potenzialità in realtà sostenibili servono regole chiare, interoperabilità tecnica e adeguati strumenti di tutela per gli investitori.