Il rimbalzo di BTC dopo il crollo di questo mese svanisce

Bitcoin ha mostrato volatilità nella giornata di mercoledì: dopo oscillazioni mattutine intorno a $68.500, la criptovaluta ha invertito la rotta nel pomeriggio statunitense, scivolando sotto la soglia dei $66.000 e chiudendo la seduta sui minimi di giornata intorno ai $66.200, perdendo circa il 2,5% nelle ultime 24 ore.

Reazione dei titoli legati alle criptovalute

I>I titoli legati al settore crypto, che avevano avviato la giornata in territorio positivo, hanno poi ceduto terreno insieme all’asset sottostante. In particolare, Coinbase ha trasformato un rialzo mattutino del 3% in una flessione del 2% nel pomeriggio, mentre MSTR, il maggior detentore aziendale di bitcoin, ha registrato una perdita attorno al 3%.

Questa dinamica riflette la forte correlazione tra il prezzo del bitcoin e le performance delle società esposte alle criptovalute: movimenti significativi dell’asset tendono a propagarsi rapidamente ai bilanci e alle valutazioni dei principali operatori quotati del settore.

Minuti della Fed e implicazioni per i mercati

Il ritracciamento è stato in parte favorito dai verbali della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee del Federal Reserve, che sono risultati leggermente più restrittivi del previsto. Sebbene la maggioranza dei membri avesse concordato sull’opportunità di sospendere i tagli dei tassi, alcuni partecipanti hanno suggerito un orientamento “a doppia via”, aprendo la porta anche a eventuali rialzi se la inflazione dovesse dimostrarsi più persistente del previsto.

Questo messaggio ha alimentato la cautela sui mercati azionari statunitensi, che dopo un avvio di seduta positivo hanno restituito gran parte dei guadagni prima della chiusura, in un contesto in cui gli operatori rivedono le aspettative sui tassi e sui flussi di capitale.

Forza del dollaro e impatto sugli asset a rischio

Un fattore aggiuntivo è stata la progressiva rafforzamento del U.S. dollar, misurato dal dollar index (DXY), che è salito verso i massimi delle ultime due settimane. Un dollaro più forte tende a esercitare pressione sugli asset considerati più rischiosi, inclusi i mercati delle criptovalute, perché rende più costoso per gli investitori esteri acquistare attività denominate in dollari e può riflettere aspettative di tassi più elevati.

La combinazione di verbali dalla Fed più restrittivi e di un dollaro in apprezzamento ha quindi contribuito al deprezzamento osservato in bitcoin e nei titoli correlati.

Prospettive tecniche per bitcoin

Con il calo odierno, bitcoin si trova ora di fronte alla possibilità di registrare la quinta settimana consecutiva di ribasso, la peggior serie negativa dall’ampio mercato orso del 2022. Il livello intorno a $66.000 è diventato un supporto chiave: la settimana scorsa ha retto e ha favorito un rimbalzo oltre i $70.000, ma una rottura decisa al di sotto potrebbe indurre gli operatori a guardare verso i minimi di inizio febbraio vicino ai $60.000 o a livelli ancora inferiori.

Dal punto di vista operativo, gli investitori e i trader monitoreranno non solo i livelli di prezzo, ma anche il contesto macro — in particolare i dati sull’inflazione, eventuali interventi o dichiarazioni di membri del Federal Reserve e i flussi di mercato — che potranno determinare la direzione dei prossimi giorni.

Cosa osservare nelle prossime sedute

Per valutare l’evoluzione a breve termine è utile seguire alcuni elementi chiave: aggiornamenti economici rilevanti negli Stati Uniti, possibili segnali di cambiamento nella politica della Federal Reserve, indicatori on‑chain relativi a domanda e offerta di bitcoin, nonché la performance relativa dei titoli esposti alle criptovalute. Questi fattori, combinati con la dinamica del DXY, determineranno la pressione di mercato e i possibili punti di svolta.