Energia, il 53% del valore delle fusioni e acquisizioni concentrato in 20 aziende
- 18 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un comparto ancora vivace ma sempre più caratterizzato da concentrazione: così si presenta il settore Energy & Natural Resources secondo il Global M&A Report 2026 redatto da Bain & Company, che evidenzia come, nell’ultimo decennio, i primi 20 acquirenti del segmento oil & gas abbiano assorbito il 53% del valore complessivo delle operazioni di M&A.
Alessandro Cadei ha osservato:
“La capacità di creare valore in questo segmento si concentra progressivamente nelle mani di un numero limitato di aziende in grado di guidare il processo di consolidamento del mercato. Pochi operatori realizzano una quota crescente di operazioni e acquisiscono una parte ancor più rilevante del valore generato. I dati storici mostrano che chi acquisisce con continuità ottiene risultati superiori: già nel periodo 2000-2010 le imprese che effettuavano acquisizioni regolari riconsegnavano ai loro azionisti rendimenti mediamente del 57% più alti rispetto a chi restava inattivo; tra il 2012 e il 2022 questo vantaggio si è rafforzato fino al 130%. Questi ‘acquirenti seriali’ costruiscono un vantaggio competitivo durevole, cercando opportunità in modo sistematico e impiegando le acquisizioni come leva di trasformazione aziendale. Tuttavia il successo dipende non solo dal numero di operazioni, ma soprattutto dalla coerenza strategica nel tempo.”
Secondo il report, a trainare il consolidamento sono stati grandi operatori indipendenti, soggetti integrati e con solidi profili di capitale, attivi lungo l’intera catena del valore — upstream, midstream e downstream. L’obiettivo delle operazioni è duplice: da un lato migliorare l’integrazione industriale per dar vita a piattaforme sinergiche, dall’altro aumentare le dimensioni per beneficiare di economie di scala e ridurre i costi unitari.
Alessandro Cadei ha aggiunto:
“I leader del settore impiegano le operazioni di M&A per lanciare iniziative trasversali e su larga scala, capaci di ridefinire il profilo finanziario, operativo e strategico dell’intera organizzazione.”
Questo approccio strategico tende a favorire operatori in grado di governare complesse integrazioni industriali e di mettere in campo programmi di ristrutturazione operativa, digitalizzazione e transizione energetica su portafogli più ampi. La maggiore concentrazione può al tempo stesso incidere sui rapporti con stakeholder regolatori, sulla concorrenza locale e sulle decisioni di investimento relative alle infrastrutture energetiche di lungo periodo.
Italia, boom di deal in ambito energetico negli ultimi 2 anni
Italia non fa eccezione rispetto alla tendenza internazionale: nel biennio più recente il mercato nazionale delle operazioni di M&A nel settore energetico ha registrato un’accelerazione significativa rispetto ai livelli storici, con un valore complessivo delle transazioni che ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2024 e si è attestato intorno ai 9 miliardi nel 2025, contro una media annua di circa 3,5 miliardi nel periodo 2019-2023.
I fondi chiusi rimangono attori centrali nel mercato italiano: nel 2025 questi veicoli hanno rappresentato circa il 90% del valore delle operazioni e detengono partecipazioni in oltre 70 società energetiche, con un Ebitda pro-quota complessivo stimato superiore ai 2,1 miliardi di euro. La presenza massiccia dei fondi riflette una preferenza per investimenti infrastrutturali e piattaforme industriali in grado di scalare e generare flussi di cassa stabili.
Il mercato italiano mostra inoltre una progressiva evoluzione verso operazioni di maggior dimensione e integrative, con attenzione crescente verso piattaforme che possano aggregare asset frammentati in diversi sotto-settori (produzione, trasporto, stoccaggio e distribuzione). Questo processo è favorito sia dalla disponibilità di capitale privato, sia dalla necessità di accelerare investimenti legati alla transizione energetica.
Dal punto di vista regolatorio e politico, l’aumento delle operazioni richiede monitoraggio per garantire concorrenza leale e sicurezza degli approvvigionamenti. Autorità nazionali e comunitarie valutano con attenzione le concentrazioni che possono avere impatti su prezzi, accesso alle infrastrutture e programmi di decarbonizzazione, in particolare quando gli operatori coinvolti acquisiscono ruoli dominanti lungo la filiera.
Per gli investitori istituzionali e gli operatori strategici, la sfida principale rimane trasformare le acquisizioni in valore sostenibile nel tempo: ciò comporta integrazioni efficaci, piani di investimento a lungo termine e adattamenti operativi che tengano conto delle transizioni tecnologiche e normative in corso.
Nel complesso, il panorama delle fusioni e acquisizioni nel settore energetico segna una fase di consolidamento che potrà determinare cambiamenti strutturali nella competitività del mercato e nella capacità di attrarre capitali necessari per la modernizzazione delle infrastrutture e la transizione verso modelli più sostenibili.