BTC pronto a battere nuovi record mentre la Fed affronta il crollo del credito legato all’ia
- 18 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX, sostiene che il recente calo del Bitcoin — circa il 52% rispetto al massimo storico di ottobre — stia inviando un segnale di allarme importante, ma ritiene che la crypto potrebbe poi raggiungere nuovi record se la Federal Reserve dovesse reagire a una crisi bancaria indotta dall’AI che egli considera imminente.
Nel suo ultimo saggio intitolato “This Is Fine”, Hayes interpreta la divergenza tra Bitcoin e i titoli tecnologici tradizionali come un indicatore della pressione sulla liquidità fiat globale, e avanza uno scenario macroeconomico potenzialmente destabilizzante.
Analisi della divergenza tra Bitcoin e i mercati azionari
Secondo Hayes, mentre il Nasdaq è rimasto relativamente stabile, il prezzo del Bitcoin è sceso da circa 126.000 dollari a circa 67.000 dollari, riflettendo una valutazione di un grande evento di distruzione del credito che i mercati azionari non avrebbero ancora prezzato.
Arthur Hayes ha scritto:
“Bitcoin è l’asset liberamente scambiato più reattivo alla fornitura di credito fiat. La recente divergenza tra Bitcoin e il Nasdaq suona l’allarme: un massiccio evento di distruzione del credito è prossimo.”
Hayes sviluppa un modello in cui l’AI sostituisce il 20% dei 72,1 milioni di lavoratori della conoscenza negli Stati Uniti, provocando circa 557 miliardi di dollari di default su credito al consumo e mutui — un impatto pari a circa la metà della crisi finanziaria del 2008. Un tale shock, secondo l’analista, annichilirebbe molte banche regionali.
Effetti sulle banche regionali e possibili misure della banca centrale
Nel suo ragionamento, il collasso dei portafogli di credito delle banche regionali costringerebbe la Federal Reserve a interventi di liquidità straordinari, più ampi di quelli già visti in passato.
Arthur Hayes ha detto:
“La deflazione è negativa, ma alla fine favorevole per asset sensibili al credito fiat come Bitcoin. Prima il mercato prezza l’impatto… Poi i mandarini monetari vanno nel panico e schiacciano quel pulsante ‘Brrrr’ più forte…”
Hayes osserva anche il movimento dell’oro rispetto al Bitcoin come indicatore di rischio: un oro in ascesa e un Bitcoin in discesa suggerirebbero, secondo la sua lettura, un evento deflazionistico di tipo “risk-off” nell’ambito della Pax Americana.
Arthur Hayes ha scritto:
“Un oro in forte rialzo rispetto a un Bitcoin in calo ci dice chiaramente che si sta preparando un evento di credito deflazionistico all’interno della Pax Americana.”
Prospettive sui prezzi e raccomandazioni per gli investitori
Secondo Hayes, se la Federal Reserve dovesse intervenire con misure di liquidità d’emergenza analoghe a quelle adottate a marzo 2023 in risposta a fallimenti bancari regionali, il Bitcoin potrebbe riprendersi con vigore e sfruttare le aspettative di politica monetaria espansiva per raggiungere nuovi massimi storici.
Arthur Hayes ha detto:
“Una volta che la banca centrale interviene con liquidità d’emergenza, Bitcoin farà un pump deciso dai minimi.”
Tuttavia, Hayes avverte che potrebbero esserci ulteriori ribassi nel breve termine: il prezzo del Bitcoin potrebbe scendere sotto i 60.000 dollari se la risposta della banca centrale fosse ritardata da disfunzioni politiche. Per questo motivo consiglia agli investitori di mantenere liquidità, evitare leva e monitorare da vicino le mosse della Federal Reserve.
Arthur Hayes ha detto:
“Gli investitori cripto dovrebbero restare liquidi, evitare leva e aspettare il via libera dalla Fed prima di abbandonarsi all’acquisto sconsiderato di asset rischiosi.”
Contesto e implicazioni politiche
Le proiezioni di Hayes mettono in luce come l’interazione tra progresso tecnologico, mercato del lavoro e stabilità finanziaria possa generare rischi sistemici. Un’ondata di disoccupazione tecnologica significativa inciderebbe sui bilanci delle famiglie, sul valore delle garanzie ipotecarie e, di conseguenza, sulla solidità delle banche regionali.
Dal punto di vista politico e istituzionale, un intervento massiccio della Federal Reserve avrebbe ricadute sul valore reale delle valute fiat e potrebbe alimentare dibattiti su regolamentazione bancaria, meccanismi di supporto al credito e misure fiscali mirate. Per gli operatori di mercato, la chiave sarà seguire gli indicatori di stress del credito, i dati sul mercato del lavoro e le comunicazioni ufficiali della banca centrale per valutare tempistiche e portata degli interventi.
In definitiva, lo scenario delineato da Hayes combina rischi concreti e opportunità speculative: la prudenza e una gestione attenta del rischio restano consigliate fino a quando la dinamica tra shock tecnologico, crisi creditizia e risposta delle autorità monetarie non risulterà più chiara.