L’ai di Google sotto accusa: Agcom pronta a segnalare all’Ue l’uso dei contenuti dei giornali

Agcom annuncerà una segnalazione alla Commissione europea riguardo all’uso dei contenuti giornalistici da parte dei programmi di intelligenza artificiale di Google, in particolare delle funzioni note come AI Mode e Ai Overviews.

La preoccupazione nasce dal modo in cui queste funzionalità sintetizzano e presentano risposte direttamente nel motore di ricerca, utilizzando estratti e riassunti di articoli senza che gli utenti debbano necessariamente visitare le testate originali.

Giacomo Lasorella ha osservato:

“Lo ha già fatto l’Autorità tedesca e noi stiamo per fare una segnalazione alla Commissione europea, è un caso evidente di impatto sull’informazione.”

Giacomo Lasorella ha aggiunto:

“Andando a cercare in AI Mode il rischio è di non leggere più i giornali. C’è il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall’articolo 3 del European Freedom Act.”

La questione apre profili multipli: da un lato la possibile riduzione del traffico verso i siti delle testate, con conseguenze economiche per l’editoria; dall’altro gli aspetti legali relativi a diritti d’autore, remunerazione dei contenuti e trasparenza negli algoritmi che generano i riassunti.

Sul piano regolatorio, il confronto si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulle piattaforme digitali e sulle responsabilità degli intermediari che offrono servizi basati su intelligenza artificiale.

Il ruolo del Digital Services Act e la cooperazione regolatoria

Secondo il presidente di Agcom, il quadro normativo rappresentato dal Digital Services Act è diventato centrale nel regolamentare le piattaforme digitali e le pratiche che possono incidere sul pluralismo informativo.

Giacomo Lasorella ha dichiarato:

“Questo è solo uno dei casi visti dal regolatore in cui la disciplina impatta sui servizi. Noi stiamo cercando di affrontare questi temi in modo efficace insieme alla Commissione europea e agli altri regolatori europei.”

Ha inoltre sottolineato la necessità di integrare le competenze scientifiche nel processo decisionale, considerando la complessità tecnica degli strumenti di intelligenza artificiale e l’importanza del dialogo continuo tra istituzioni e mondo della ricerca.

Giacomo Lasorella ha osservato:

“Guardando il bicchiere mezzo pieno tanto si sta facendo. Ma come visione di sistema mi permetto di dire che c’è bisogno di immaginare un ruolo più ampio rispetto alle singole autorità nazionali, dal momento che il rapporto tra Commissione europea e i paesi di origine delle piattaforme digitali comprime il ruolo delle autorità nazionali.”

La proposta di segnalazione messa a punto da Agcom ha lo scopo di chiedere un intervento coordinato a livello europeo, affinché vengano valutati gli effetti sulle dinamiche informative, sulla concorrenza e sui diritti dei cittadini. Tra le richieste possibili vi sono maggiori obblighi di trasparenza sui dati di fonte e sugli algoritmi, oltre a forme di tutela per gli editori.

Nei prossimi mesi ci si attende un confronto tra autorità nazionali, la Commissione europea e rappresentanti del settore tecnologico e giornalistico per definire soluzioni equilibrate che salvaguardino la disponibilità di informazione pluralistica senza ostacolare l’innovazione tecnologica.



Author: Tony
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