Con Trump meno turisti stranieri negli Usa, l’Italia resta un’eccezione

Il turismo internazionale nel 2025 ha registrato una crescita complessiva, ma con una notevole eccezione: gli arrivi negli Stati Uniti sono diminuiti sensibilmente nel primo anno del secondo mandato di Donald Trump. Secondo il bilancio pubblicato dall’UNWTO, gli arrivi mondiali sono aumentati di circa il 4%, mentre gli Stati Uniti hanno fatto registrare un calo del 5,4% rispetto al 2024, pari a circa 3,56 milioni di visitatori internazionali in meno.

Il calo ha ripercussioni economiche misurabili: il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ricorda che molte visite internazionali sono direttamente collegate a posti di lavoro nel settore turistico, e secondo il WTTC la spesa dei turisti stranieri negli States è scesa del 6,9% nel 2025, con una perdita stimata di 12,5 miliardi di dollari.

Fattori dietro il calo

La riduzione degli arrivi è stata più marcata per alcuni mercati: il traffico proveniente dal Canada è diminuito in modo significativo (-21,7%), mentre il Messico ha mostrato un incremento (+8,8%) che non compensa totalmente le perdite. Anche dall’Europa gli arrivi verso gli Stati Uniti sono calati (-2,6% complessivo), con paesi come la Germania e la Francia che hanno registrato contrazioni importanti.

Controlli alle frontiere e nuove normative biometriche

Tra le cause principali indicate dagli analisti vi sono le nuove politiche di controllo agli ingressi, divenute più rigorose alla fine dell’anno precedente. Dal 26 dicembre sono entrate in vigore norme che ampliano la raccolta di dati biometrici per i visitatori, includendo il riconoscimento facciale, le impronte digitali e, in casi selezionati, informazioni genetiche (DNA).

I dati raccolti vengono confrontati con archivi esistenti e conservati per periodi prolungati, fino a decenni, suscitando timori su privacy e praticità dei viaggi. Inoltre, è stata avanzata l’ipotesi di richiedere ai visitatori provenienti da numerosi Paesi la cronologia dei profili social degli ultimi cinque anni come condizione per ottenere l’autorizzazione di viaggio nell’ambito dell’ESTA (Electronic System for Travel Authorization).

Impatto economico e settori più colpiti

Il calo dei visitatori internazionali si traduce in ricadute su catene alberghiere, ristorazione, trasporti e attrazioni turistiche. Settori fortemente dipendenti dal turismo estero, come i parchi tematici e le destinazioni iconiche, possono risentire in modo immediato delle fluttuazioni nei flussi internazionali.

Il boicottaggio canadese e le reazioni

Le tensioni politiche e retoriche fra l’amministrazione statunitense e alcuni Paesi partner hanno contribuito a mutare le scelte dei viaggiatori. La retorica del presidente ha generato risposte e atteggiamenti di disaffezione verso la destinazione.

Donald Trump ha dichiarato:

“Voglio fare del Canada il 51° stato.”

Come effetto pratico, nel corso del 2025 si è osservata una forte riduzione dei transiti di visitatori canadesi al confine con gli Stati Uniti, con impatti anche su mercati regionali molto dipendenti dal vicino nordamericano. Per esempio, il flusso canadese verso Orlando e il Walt Disney World aveva rappresentato in passato una quota rilevante dei visitatori stranieri e ora potrebbe indirizzarsi verso alternative europee come Parigi.

La risposta dei grandi mercati europei

Dal lato europeo, la Germania ha visto una contrazione degli spostamenti verso gli Stati Uniti nell’ordine dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre dalla Francia il calo è stato vicino al 7% in termini di arrivi. Questi numeri riflettono sia fattori economici sia la percezione della complessità e dei rischi legati ai viaggi verso gli States.

Il mercato italiano

In controtendenza rispetto alla media europea, il mercato italiano ha mostrato un leggero aumento degli spostamenti verso gli Stati Uniti, sfiorando i 1,2 milioni di partenze nel periodo considerato (+5,25% rispetto all’anno precedente).

Liberato Esposito ha dichiarato:

“Il mercato italiano mantiene un legame storico e culturale con gli Stati Uniti, che va oltre la semplice dinamica turistica. Il mito dell’on the road, dei grandi spazi e delle città simbolo continua a esercitare un forte richiamo per il contesto italiano. Inoltre, il ruolo ancora centrale delle agenzie di viaggio in Italia contribuisce a sostenere la destinazione: la consulenza professionale aiuta a rassicurare e guidare il cliente in una fase di maggiore complessità.”

Secondo quanto riferito da operatori del settore, nel 2025 si è registrata una flessione nelle prenotazioni estive, compensata però da un aumento dell’interesse per periodi come la Pasqua e i ponti festivi, risultando in un andamento complessivamente simile all’anno precedente.

Prospettive per il 2026

Il 2026 potrebbe offrire opportunità di recupero: la Coppa del Mondo di calcio, che si svolgerà dall’11 giugno al 9 luglio congiuntamente negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, è attesa come fattore di grande richiamo internazionale. Eventi di portata globale possono attenuare temporaneamente le tendenze negative e favorire flussi turistici significativi.

Resta però incerta la durata dell’effetto: oltre agli eventi sportivi, la tenuta del mercato dipenderà da politiche migratorie e di controllo alle frontiere, dalla stabilità delle relazioni internazionali e dalla percezione di sicurezza e facilità di viaggio da parte dei turisti stranieri.

Per gli operatori del settore sarà fondamentale monitorare le misure amministrative e investire in comunicazione e servizi che possano rassicurare i visitatori stranieri, mentre le istituzioni dovranno bilanciare esigenze di sicurezza e attrattività turistica per limitare l’impatto economico delle restrizioni.



Author: Tony
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