Italia sul podio dei brevetti green in Europa: i settori dalla manifattura all’informatica che guidano l’innovazione

Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha messo in evidenza la capacità del paese di innovare nei settori ambientali, pur sottolineando l’urgenza di un salto dimensionale per rendere tali competenze strategiche a livello sistemico.

Ermete Realacci ha detto:

“L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali, ma serve un salto di scala: più investimenti in ricerca, maggiore propensione a brevettare e un rafforzamento del trasferimento tecnologico.”

Realacci ha richiamato l’attenzione sulla necessità di replicare il modello virtuoso dell’economia circolare nei settori dell’efficienza energetica, dell’elettrificazione e delle energie rinnovabili, enfatizzando come questi ambiti possano costituire motori di crescita sostenibile e competitività internazionale.

Crescita degli eco-investimenti

Il rapporto evidenzia una crescita significativa degli eco-investimenti: tra il 2019 e il 2024 sono 578.450 le imprese che hanno realizzato investimenti orientati alla sostenibilità, pari al 38,7% del totale delle imprese analizzate.

Tuttavia, questa diffusione degli investimenti non sempre si traduce in una protezione sistematica dei risultati tramite la proprietà industriale, segnalando una cultura d’impresa ancora poco orientata alla tutela delle innovazioni.

Brevetti green e performance economica

Dal punto di vista economico emerge un divario netto fra le aziende che brevettano soluzioni verdi e quelle che non lo fanno. Le imprese con brevetti green registrano in media un fatturato per impresa di 382 milioni di euro, rispetto ai 41 milioni delle imprese non brevettanti.

La produttività è anch’essa più elevata nelle aziende che investono in innovazione protetta: 144.000 euro di valore aggiunto per addetto contro 92.000 euro nelle altre imprese. Oltre la metà di queste realtà esporta (57,8%), con un valore complessivo delle esportazioni superiore a 63 miliardi di euro e mercati di sbocco fortemente diversificati.

Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha commentato:

“L’Italia ha fatto passi avanti nella brevettazione green con una crescita del 44,4% tra il 2012 e il 2022, ma resta distante da Paesi come la Germania e la Francia. Dietro ogni brevetto c’è un investimento in ricerca: è imprescindibile tutelare la proprietà intellettuale. Anche il sistema del credito e della finanza considera sempre più i brevetti come asset strategici.”

La riflessione mette in luce come, oltre agli investimenti in ricerca, servano strumenti finanziari, incentivi fiscali e politiche pubbliche mirate che favoriscano la trasformazione dei risultati della ricerca in diritti esclusivi e in capitale immateriale spendibile sul mercato.

Prospettive e ruolo strategico

In chiusura dei lavori il Ministro delle Imprese ha ribadito l’importanza di valorizzare le eccellenze nazionali nel campo ambientale e di rafforzare filiere industriali strategiche.

Adolfo Urso ha detto:

“L’Italia possiede eccellenze nel green e può ambire a un ruolo di leadership nel riciclo dei rifiuti che contengono materie prime critiche: questo è un elemento chiave per aumentare la nostra autonomia strategica e ridurre la dipendenza dall’estero.”

Il richiamo del Ministro sottolinea l’importanza di politiche industriali orientate alla sicurezza delle filiere, al recupero e al riciclo di materie critiche, e alla promozione di partenariati pubblico-privato che accelerino la transizione tecnologica.

Per tradurre le potenzialità in vantaggi concreti è necessaria un’azione coordinata tra Governo, enti territoriali, mondo accademico e sistema finanziario: misure per facilitare il trasferimento tecnologico, il finanziamento dei brevetti e la formazione tecnica possono contribuire a far crescere imprese più competitive e resilienti.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.