Prodotti illeciti e il design che crea dipendenza
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Commissione europea ha avviato un’indagine formale ai sensi del Digital Services Act nei confronti di Shein per verificare presunte vendite di prodotti illeciti e la possibile progettazione di servizi che favoriscano l’assuefazione degli utenti.
Motivazioni dell’indagine
L’avvio dell’istruttoria segue segnalazioni secondo cui in alcuni Stati membri la piattaforma avrebbe commercializzato articoli vietati, con esempi che includono prodotti giudicati inappropriati o illegali in relazione alla tutela dei minori. L’obiettivo dell’esame è accertare se Shein abbia applicato criteri adeguati per impedire la messa in vendita di tali articoli e per rimuoverli tempestivamente dal mercato digitale.
La Commissione intende inoltre valutare se il design delle applicazioni e dei meccanismi di engagement favorisca comportamenti di dipendenza, ad esempio tramite sistemi di ricompense, attribuzione di punti o incentivi che spingono alla consultazione ripetuta dei contenuti.
Henna Virkkunen ha detto:
“Nell’Unione europea, i prodotti illegali sono vietati, sia che si trovino sugli scaffali dei negozi che sui mercati online. Il Digital Services Act tutela la sicurezza degli acquirenti, il loro benessere e richiede trasparenza sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein rispetta queste regole e le proprie responsabilità.”
Aspetti tecnici e obblighi previsti dal DSA
Il Digital Services Act impone alle piattaforme digitali responsabilità precise: rimozione e blocco di contenuti o prodotti illegali, valutazione dei rischi sistemici, trasparenza sui criteri di raccomandazione e offerta di almeno un’opzione di fruizione non basata sul profiling dell’utente.
L’indagine analizzerà in particolare i sistemi di raccomandazione e di profilazione usati per proporre prodotti ai clienti, verificando se le impostazioni e le informazioni fornite rispettino l’obbligo di chiarezza e consentano agli utenti scelte consapevoli.
Conseguenze possibili e strumenti di intervento
Se la Commissione dovesse riscontrare violazioni del Digital Services Act, potrà adottare misure correttive che vanno dalla richiesta di adeguamenti operativi fino a sanzioni finanziarie significative previste dalla normativa comunitaria. Le misure possono includere anche obblighi di trasparenza, audit indipendenti e limiti su specifiche pratiche commerciali.
Oltre agli aspetti sanzionatori, l’intervento mira a rafforzare la tutela dei consumatori e la sicurezza digitale per prevenire la circolazione di prodotti pericolosi e ridurre i rischi legati a pratiche di progettazione delle piattaforme che possano danneggiare il benessere degli utenti.
Contesto più ampio e impatto politico
Negli ultimi mesi l’Unione europea ha intensificato l’applicazione del Digital Services Act, aprendo indagini su diverse piattaforme digitali di rilievo internazionale. Tra le inchieste avviate recentemente figura anche quella nei confronti di TikTok, a conferma di una strategia di vigilanza più incisiva da parte di Bruxelles.
Il rafforzamento dei controlli ha implicazioni politiche e regolatorie: alimenta il dibattito sul ruolo delle istituzioni comunitarie nella gestione dei mercati digitali e sottolinea la collaborazione necessaria tra Commissione europea e autorità nazionali per garantire l’applicazione uniforme delle regole in tutti gli Stati membri.
L’indagine su Shein è destinata a svilupparsi con la raccolta di elementi probatori e il confronto diretto con la società, che avrà la possibilità di rispondere alle contestazioni. L’esito potrà definire ulteriori orientamenti interpretativi sul DSA e sulle responsabilità delle piattaforme di e-commerce.