Criptovalute scivolano mentre i titoli tecnologici e l’oro arretrano: correlazione Bitcoin-Nasdaq vira positiva

Bitcoin viene scambiato intorno a 68.000 USD, con un calo di circa 1,25% dalla mezzanotte UTC; nello stesso intervallo i futures sul Nasdaq e il oro hanno rispettivamente perso 0,55% e 2,4%.

Le altcoin hanno seguito la tendenza ribassista: memecoin popolari come PEPE, DOGE e TRUMP guidano i ribassi, con perdite comprese tra il 3,5% e il 4,5%.

Vendite nel settore tecnologico e correlazione con Bitcoin

La svendita nel comparto tech è stata alimentata da timori relativi all’impatto dell’intelligenza artificiale su diversi settori e sulla redditività futura delle imprese ad alta intensità tecnologica. Questo sentimento si è riflesso anche nel mercato crypto, dove la correlazione tra Bitcoin e il Nasdaq è aumentata in modo marcato.

Dal 3 febbraio il coefficiente di correlazione è passato da un valore negativo di -0,68 a un positivo di 0,72 nelle ultime due settimane. In termini pratici, ciò significa che i movimenti del Nasdaq stanno influenzando sempre più i prezzi di Bitcoin, riducendo l’effetto di diversificazione che alcuni investitori cercavano nelle criptovalute.

Andamento del prezzo dell’oro

Il oro sta trattando intorno a 4.928 USD dopo non essere riuscito a stabilire un solido supporto sopra i 5.000 USD. Il metallo prezioso aveva raggiunto il massimo storico di 5.600 USD il 28 gennaio, seguito da una storica correzione del 21,5% nei quattro giorni successivi.

Posizionamento nei derivati

I future sulle criptovalute continuano a registrare deflussi di capitale. L’open interest cumulativo a livello di settore è diminuito dell’1,5% nelle ultime 24 ore, scendendo a circa 93 miliardi di USD e toccando nuovi minimi pluri‑mensili.

Le borse hanno liquidato posizioni a leva per un controvalore complessivo di circa 229 miliardi di USD nelle ultime 24 ore, con la maggior parte delle liquidazioni riconducibile a long (posizioni rialziste). Queste moviole forzate accentuano la volatilità di breve periodo e possono innescare ulteriori movimenti a cascata.

L’open interest nei contratti futures su DOGE è diminuito del 4%, guidando la tendenza al ribasso tra i principali asset. Anche PEPE, LINK e AVAX hanno visto cali dell’open interest compresi tra il 3% e il 5%.

Il posizionamento su HYPE, che aveva sovraperformato recentemente, si è ridotto a 44,45 milioni di token HYPE, il livello più basso dall’inizio di dicembre; questo suggerisce prese di profitto dopo la corsa del token rispetto a Bitcoin e ad altri major nel precedente periodo di turbolenza.

L’ansia di mercato sembra essersi attenuata parzialmente: gli indici di volatilità implicita di Bitcoin e Ether sono scesi dai massimi mensili. Tuttavia, su Deribit le put continuano a essere prezzate più care delle call, segno di timori residui al ribasso; la struttura delle opzioni mostra oggi una posizione difensiva meno intensa rispetto a due settimane fa.

Movimenti sui token e dominanza

Le altcoin continuano a muoversi in scia a Bitcoin, con la metrica di “bitcoin dominance” oscillante tra 57,4% e 60,1% dal mese di settembre. Questa stabilità della quota di mercato riflette un ambiente in cui i capitali si concentrano sui principali asset.

Negli ultimi sette giorni il token legato all’AI MORPHO ha registrato un rialzo del 23,5%, mentre la moneta orientata alla privacy Zcash (ZEC) è salita di circa il 19%, con una quotazione approssimativa di 287,71 USD.

Al contrario, il token di layer 1 ZRO (layer zero) ha perso il 16% nella settimana, perdendo slancio dopo l’annuncio di una collaborazione con Citadel Securities e DTCC. Citadel Securities è una grande società di market making, mentre la DTCC (Depository Trust & Clearing Corporation) è una delle principali infrastrutture di regolamento e compensazione dei mercati finanziari: partnership di questo tipo possono influenzare le aspettative ma anche generare volatilità quando non accompagnate da dettagli operativi.

Su timeframe più brevi la debolezza relativa di diverse altcoin persiste: HYPE, SUI e ASTER hanno perso tra il 3% e il 4,8% dalla mezzanotte UTC, mentre il mercato attende segnali concreti che possano fungere da catalizzatore rialzista.

Per gli operatori resta fondamentale monitorare l’evoluzione della correlazione tra mercati tradizionali e crypto, i livelli di open interest e la struttura delle opzioni, oltre a sviluppi macroeconomici e annunci regolamentari che potrebbero dettare la direzione dei prossimi movimenti.