Ken Fisher: le borse Usa reggono, ma è meglio puntare fuori dall’America

Cosa attendersi dopo l’ottimo 2025 messo a segno dalle azioni italiane e dalle azioni europee? Il consiglio generale è di mantenere un atteggiamento rialzista, ma senza cedere all’euforia: i ritorni potrebbero continuare a esserci, ma con ritmi più contenuti rispetto all’anno appena trascorso.

Il mercato ha già scontato parte delle buone notizie: la ripresa degli utili societari, il miglioramento della domanda interna in diverse economie e una progressiva normalizzazione delle catene di fornitura. Tuttavia permangono elementi che possono modulare la performance nei prossimi mesi, come le valutazioni, l’andamento dei tassi d’interesse reali e le possibili sorprese sull’inflazione.

In questo contesto è utile preferire un approccio selettivo: non abbandonare l’esposizione azionaria, ma aumentare l’attenzione su qualità, valutazioni e gestione del rischio.

Contesto macro e politica monetaria

Le scelte delle principali banche centrali influenzeranno in modo decisivo l’umore dei mercati. La Banca Centrale Europea e la Federal Reserve restano i punti di riferimento: decisioni su eventuali ulteriori rialzi o su riduzioni dei tassi avranno impatti diretti sui flussi verso azioni e obbligazioni.

Se l’inflazione dovesse mostrare segnali di stabilità o discesa prolungata, le aspettative di allentamento monetario potrebbero sostenere i corsi azionari e ridurre la volatilità. Al contrario, rialzi inattesi o un’inflazione persistente comprimerebbero i multipli e aumenterebbero i rendimenti obbligazionari.

La crescita globale rimane eterogenea: le economie europee e l’Italia mostrano segni di ripresa in diversi settori, mentre il rallentamento in alcune aree dell’Asia e la dinamica della domanda globale possono limitare l’espansione degli utili a livello mondiale.

Quali settori favorire

Dal punto di vista settoriale, i comparti ciclici possono beneficiare di un contesto di crescita moderata: le banche europee, se sostenute da margini più ampi e da una riduzione degli accantonamenti, potrebbero offrire opportunità, così come i produttori industriali legati agli investimenti in infrastrutture e transizione energetica.

La tecnologia mantiene potenziale, in particolare le aziende legate all’intelligenza artificiale e al software enterprise, ma è importante selezionare titoli con fondamentali solidi e bilanci robusti, vista la possibile compressione dei multipli.

I settori difensivi, come i beni di consumo primari e alcune utilities, possono svolgere funzione di stabilizzatore in un portafoglio, offrendo flussi di cassa prevedibili in fasi di volatilità.

Per Italia, alcuni temi da monitorare sono l’export legato alla meccanica e al lusso, il recupero del turismo e la solidità del sistema bancario, che resta sensibile alle condizioni macro e regolamentari europee.

Strategie di portafoglio e gestione del rischio

Una strategia prudente prevede diversificazione geografica e settoriale, con attenzione alla qualità degli emittenti e alla sostenibilità dei flussi di cassa. Ridurre l’esposizione in titoli sopravvalutati e riallocare in aziende a fondamentali robusti è una mossa sensata.

Mantenere una quota di liquidità aiuta a sfruttare eventuali correzioni; per gli investitori obbligazionari valutare la duration e l’esposizione al rischio tasso è cruciale, così come monitorare il credito corporate in chiave selettiva.

Gli strumenti di copertura (hedging) e la gestione attiva della volatilità possono essere utili per chi cerca stabilità nei rendimenti. In fase di rialzi più contenuti è opportuno prendere profitto parziale su posizioni molto performanti e ribilanciare periodicamente.

I rischi da tenere d’occhio includono shock geopolitici, un rialzo imprevisto dell’inflazione, una frenata della domanda globale e squilibri nei mercati del credito. Un piano di investimento chiaro e regole di uscita definite riducono l’impatto di tali eventi.

In sintesi, dopo un 2025 favorevole la strategia consigliata è incrementare l’esposizione con prudenza: puntare su qualità e diversificazione, mantenere liquidità e avere regole di risk management ben definite.



Author: Tony
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