Logan Paul vende una carta Pokémon controversa per 16,5 milioni di dollari
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Logan Paul ha stabilito un nuovo record mondiale vendendo una rara carta Pikachu Illustrator per quasi 16,5 milioni di dollari, cifra che rappresenta la vendita di una carta più costosa mai registrata.
L’asta per la carta, una delle 39 create in occasione di un concorso negli anni ’90, è stata aggiudicata a AJ Scaramucci, figlio del finanziere Anthony Scaramucci, dopo offerte che hanno raggiunto cifre a sette e otto zeri.
Secondo le stime, Logan Paul avrebbe realizzato un utile di circa 8 milioni di dollari al netto delle commissioni d’asta rispetto al prezzo d’acquisto di 5,3 milioni pagato nel luglio 2021.
La vendita record
La carta venduta era valutata in condizione PSA-10, una classificazione che certifica lo stato praticamente perfetto dell’oggetto collezionistico. La rarità della Pikachu Illustrator e lo stato di conservazione hanno spinto l’interesse di collezionisti e investitori, creando una competizione serrata in sede d’asta.
Vendite di questo genere non riguardano soltanto il valore economico dell’oggetto, ma influiscono anche sul mercato dei collezionabili fisici e digitali, alimentando l’attenzione mediatica e l’appetito per investimenti alternativi.
Controversie sulla frazionamento della proprietà
La vendita ha riacceso le critiche legate alla precedente iniziativa di Logan Paul, che nel 2022 aveva frazionato la proprietà della stessa carta su Liquid Marketplace, una piattaforma che consentiva agli investitori di acquistare quote dell’oggetto.
Gabriel Shapiro ha detto:
“Il fiasco della frazionizzazione della Pikachu NFT è un classico esempio di ‘slop tokenization’. Il token è sostanzialmente solo ‘giustapposto’ alla proprietà ma non attribuisce diritti su di essa.”
Secondo questa critica, la tokenizzazione era più una rappresentazione digitale che una vera e propria attribuzione di diritti legali sull’oggetto fisico, circostanza che ha lasciato incertezza e frustrazione tra chi aveva investito tramite quote.
Logan Paul ha replicato alle contestazioni precisando che il malfunzionamento della piattaforma è avvenuto per cause al di fuori del suo controllo e che, una volta informato, ha contribuito economicamente per ripristinare il sito e permettere ai clienti preoccupati di ritirare i propri fondi.
“Solo il 5,4% della carta è stato frazionato tra gli investitori, che hanno pagato complessivamente circa 270.000 dollari per quelle quote.”
Procedure legali e ruolo dell’autorità di vigilanza
La vicenda ha attirato l’attenzione delle autorità di vigilanza: nel giugno 2024 la Ontario Securities Commission, l’ente canadese per la regolamentazione dei mercati finanziari, ha avviato un’azione nei confronti della piattaforma Liquid Marketplace. In quella procedura non viene indicato il nome di Logan Paul come imputato personale.
Il caso solleva questioni regolamentari rilevanti, in particolare su come le quote di beni fisici tokenizzati siano considerate dagli enti di controllo: si tratta di titoli negoziabili, di semplici utility token o di altre forme di investimento? La risposta ha implicazioni per obblighi di trasparenza, tutela degli investitori e requisiti di registrazione.
Precedenti di Logan Paul con gli NFT
Questa non è la prima controversia legata a investimenti digitali per Logan Paul. Il suo progetto CryptoZoo, ad esempio, non ha mantenuto le promesse relative a un gioco play-to-earn, provocando lamentele da parte degli investitori e una class action avviata nel 2023.
In quel caso fu concordato un programma di riacquisto e, dopo l’accettazione delle condizioni da parte degli investitori, molti sono stati rimborsati e la causa collettiva è stata successivamente archiviata nel 2025.
Altri investimenti in beni digitali collegati a Logan Paul hanno registrato perdite significative: tra questi un avatar digitale in stile anime appartenente alla collezione 0N1 Force, acquistato nel 2021 per circa 635.000 dollari e oggi valutato ben al di sotto di quella cifra.
Andamento del mercato degli NFT
La vendita record della carta fisica contrasta con un mercato degli NFT che, complessivamente, ha mostrato segnali di debolezza. Dopo un avvio positivo nelle prime settimane del 2026, la capitalizzazione totale del settore è diminuita di oltre il 50%, passando da circa 3,2 miliardi a 1,55 miliardi di dollari in seguito a un ritracciamento più ampio dei mercati.
Negli ultimi mesi alcune piattaforme hanno annunciato la chiusura delle attività: tra queste, marketplace che operavano nella compravendita di NFT hanno cessato o ridimensionato i loro servizi, contribuendo a un clima di maggiore cautela tra gli investitori.
La flessione del mercato mette in evidenza rischi specifici degli NFT: elevata volatilità, problemi di liquidità e incertezze normative, elementi che richiedono attenzione sia da parte degli operatori sia dei regolatori per tutelare il pubblico e garantire pratiche trasparenti.
Implicazioni per collezionisti e investitori
Per collezionisti e investitori la vicenda offre spunti pratici: valutare attentamente la natura dell’asset (fisico versus digitale), comprendere i diritti associati alle quote o ai token e considerare il grado di regolamentazione a cui è soggetto l’investimento.
Gli esperti consigliano di leggere con attenzione i termini di servizio delle piattaforme, di verificare la presenza di garanzie legali sui beni frazionati e di diffidare di offerte che promettono rendimenti facili senza adeguata documentazione.
Nel complesso, la vendita della Pikachu Illustrator rimane un evento significativo nel mondo dei collezionabili, ma le controversie che l’hanno accompagnata sottolineano la necessità di regole più chiare e di maggiore protezione per chi partecipa a mercati emergenti e complessi.