Il presidente della Bundesbank esalta i benefici degli stablecoin per l’UE
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Joachim Nagel, presidente della Deutsche Bundesbank, ha espresso sostegno all’introduzione di una valuta digitale della banca centrale (CBDC) denominata in euro e all’utilizzo di stablecoin ancorati all’euro come strumenti di pagamento.
Nel discorso preparato per il ricevimento di inizio anno della American Chamber of Commerce a Francoforte, Nagel ha delineato come queste soluzioni possano rafforzare l’autonomia dei sistemi di pagamento europei rispetto a opzioni ancorate al dollaro statunitense.
Joachim Nagel ha detto:
“Le autorità dell’Unione europea stanno lavorando con impegno per l’introduzione di una CBDC al dettaglio.”
Joachim Nagel ha detto:
“Le stablecoin denominate in euro potrebbero contribuire a rendere l’Europa più indipendente in termini di sistemi e soluzioni di pagamento.”
Joachim Nagel ha detto:
“In particolare, una CBDC all’ingrosso consentirebbe agli istituti finanziari di effettuare pagamenti programmabili in moneta della banca centrale. Vedo inoltre valore nelle stablecoin denominate in euro, poiché possono essere usate per pagamenti transfrontalieri da parte di individui e imprese a basso costo.”
Contesto normativo internazionale
Le osservazioni del presidente della Deutsche Bundesbank arrivano in un momento di intensi sviluppi normativi fuori dall’Europa. Negli Stati Uniti è stata firmata una legge che stabilisce un quadro per le stablecoin di pagamento, mentre è in esame un disegno di legge — il CLARITY Act — che mira a definire in modo più ampio la regolamentazione degli asset digitali e delle ricompense legate agli strumenti ancorati alle valute fiat.
Secondo quanto previsto, alcune disposizioni della normativa americana potrebbero entrare in vigore a pieno regime entro 18 mesi dalla firma oppure entro 120 giorni dalla pubblicazione delle disposizioni regolamentari collegate, con possibili effetti sulla predominanza di stablecoin ancorati al dollaro USA.
Implicazioni per la sovranità monetaria europea
Nagel aveva avvertito che una forte diffusione di stablecoin denominate in dollari potrebbe compromettere l’efficacia della politica monetaria nazionale e incidere sulla sovranità europea in ambito finanziario. Un’ampia adozione di strumenti esteri potrebbe ostacolare la trasmissione della politica monetaria e ridurre il controllo sulle condizioni di offerta di moneta.
Per questo motivo, la possibilità di sviluppare soluzioni denominate in euro — sia sotto forma di CBDC sia tramite stablecoin regolamentate — è vista come una misura strategica per garantire resilienza e autonomia dei sistemi di pagamento europei.
Aspetti tecnici e di mercato
La distinzione tra una CBDC all’ingrosso e una al dettaglio è rilevante: le soluzioni all’ingrosso permetterebbero pagamenti programmabili in moneta della banca centrale tra operatori finanziari, migliorando l’efficienza dei regolamenti interbancari e delle operazioni di mercato.
Le stablecoin private denominate in euro potrebbero invece favorire l’uso quotidiano per pagamenti transfrontalieri a basso costo da parte di consumatori e imprese, ma richiedono un quadro regolamentare chiaro per gestire rischi di liquidità, controparte e conformità.
Dialoghi politici e industria
Prima di eventuali votazioni legislative negli Stati Uniti, rappresentanti del Congresso e della Casa Bianca hanno incontrato esponenti del settore bancario e delle imprese crypto per discutere le proposte in esame, con particolare attenzione alle modalità di remunerazione e alle garanzie richieste per le stablecoin.
Queste dinamiche mettono in evidenza come la regolamentazione degli asset digitali sia al centro di un confronto tra operatori finanziari tradizionali, nuovi attori tecnologici e autorità di vigilanza, con impatti possibili sui modelli di business e sulla concorrenza internazionale.
Prospettive e tempistiche per l’Europa
Nel valutare l’introduzione di una CBDC al dettaglio e la regolamentazione delle stablecoin denominate in euro, le autorità europee dovranno coordinare aspetti tecnici, giuridici e di supervisione, coinvolgendo la Banca centrale europea, le banche centrali nazionali e gli enti di vigilanza finanziaria.
Una strategia europea completa richiederà decisioni politiche su privacy, interoperabilità transfrontaliera, requisiti patrimoniali per gli emittenti e meccanismi di protezione dei depositanti o degli utenti, oltre a tempistiche realistiche per prove pilota e implementazione graduale.
In conclusione, l’adozione di soluzioni denominate in euro — pubbliche e private — rappresenta una leva importante per la resilienza dei pagamenti europei, ma richiede un quadro regolamentare ben definito e una collaborazione stretta tra istituzioni pubbliche e operatori di mercato.