Il cofondatore di Binance CZ concorda con i relatori di Consensus: la scarsa privacy frena l’adozione delle criptovalute

La mancanza di privacy nelle transazioni su registro pubblico è diventata un ostacolo significativo all’adozione diffusa delle criptovalute, avverte uno dei fondatori di Binance, sottolineando come la totale trasparenza della blockchain scoraggi sia gli utenti quotidiani sia gli investitori istituzionali.

La caratteristica che spesso viene celebrata come il massimo esempio di democratizzazione—la visibilità completa di ogni trasferimento e saldo—produce però un effetto collaterale: chiunque, ovunque, può osservare importi inviati, bilanci dei portafogli e dettagli delle operazioni. Questa esposizione rende complicato usare le criptovalute per pagamenti salariali o transazioni aziendali sensibili senza mettere a rischio la riservatezza finanziaria degli interessati.

Changpeng “CZ” Zhao ha detto:

“La mancanza di privacy potrebbe essere il tassello mancante per l’adozione dei pagamenti in criptovalute. Immaginate che un’azienda paghi i dipendenti on-chain: nelle condizioni attuali si può vedere quanto guadagna ciascuno semplicemente cliccando sull’indirizzo mittente.”

Le preoccupazioni delle istituzioni

Durante un panel tenutosi a Hong Kong, più rappresentanti del mondo finanziario hanno confermato che, per le grandi operazioni istituzionali, la privacy non è un optional ma una condizione necessaria per la diffusione su larga scala dei sistemi basati su registro pubblico.

Fabio Frontini, amministratore delegato di Abraxas Capital Management, ha sottolineato l’importanza della riservatezza per le transazioni di elevato valore e per i grandi attori del mercato, evidenziando la necessità di un equilibrio tra trasparenza e controllo delle informazioni sensibili.

Fabio Frontini ha detto:

“La privacy — soprattutto per le transazioni di grande entità — è il punto chiave, in particolare per gli operatori istituzionali. La trasparenza totale non è sempre un vantaggio: le transazioni devono essere verificabili, ma visibili solo a chi ha il diritto di conoscerne i dettagli.”

La discussione ha fatto riferimento a casi pratici in cui grandi istituzioni hanno sperimentato l’uso di blockchain pubbliche per emettere strumenti tradizionali. Lo scorso dicembre, JPMorgan ha orchestrato un’emissione di commercial paper da 50 milioni di dollari per Galaxy Digital Holdings LP sulla Solana blockchain, con regolamento effettuato tramite la stablecoin USDC di Circle. Alla transazione hanno partecipato anche Coinbase Global e Franklin Templeton, dimostrando il potenziale tecnico ma anche i limiti operativi in termini di riservatezza.

La vicenda ha mostrato come pubblicare uno strumento finanziario o regolare un pagamento sulla catena renda visibili dettagli che, nel mercato tradizionale, rimarrebbero riservati o accessibili solo a controparti autorizzate.

Emma Lovett, responsabile credito per il team Markets Distributed Ledger Technology di JPMorgan, ha indicato la fiducia nel sistema come prerequisito per trasferire masse patrimoniali significative on-chain, sottolineando il timore che un singolo soggetto possa risalire facilmente agli indirizzi e alle relative operazioni.

Emma Lovett ha detto:

“Devono avere la certezza che non basti una persona per individuare l’indirizzo e ricostruire tutte le transazioni effettuate: questo è fondamentale per l’adozione su larga scala.”

Thomas Restout, group CEO del fornitore di liquidità istituzionale B2C2, ha aggiunto che oltre alla privacy le istituzioni richiedono una forte certezza di esecuzione e partner affidabili: un grande operatore non sperimenta con somme marginali, ma deve poter operare in sicurezza su volumi molto elevati.

Thomas Restout ha detto:

“È ancora uno spazio con cui le istituzioni non si sentono pienamente a loro agio. Hanno bisogno di partner e di livelli di certezza molto elevati per operare a scala reale: non si tratta di prove da 10.000 dollari, ma di operazioni per somme che possono essere molto grandi.”

Possibili soluzioni tecnologiche e implicazioni regolamentari

Per superare il nodo della privacy senza rinunciare all’auditabilità necessaria per il rispetto delle norme, il settore esplora diverse soluzioni tecniche. Tra queste figurano tecnologie di tutela della riservatezza come i zero-knowledge proofs, le transazioni confidenziali e le architetture permissioned che limitano la visibilità delle informazioni a soggetti autorizzati.

L’adozione su larga scala richiederà inoltre integrazioni operative, standard condivisi e garanzie legali che rendano le transazioni tokenizzate compatibili con i requisiti di compliance, antiriciclaggio e reporting delle autorità di vigilanza. La disponibilità di partner finanziari consolidati e l’evoluzione normativa saranno determinanti per trasformare le prove concettuali in utilizzi ordinari sul mercato.

In conclusione, la tensione fra trasparenza e privacy è oggi il fattore che limita la trasformazione di sperimentazioni blockchain in pratiche consolidate per le istituzioni. Superare questo problema richiederà uno sforzo coordinato tra innovazione tecnica, standard industriali e chiarezza regolamentare.