Dentro la corsa di A7A5: l’emittente di stablecoin sanzionata che vuole costruire un gigante delle criptovalute

Oleg Ogienko, direttore per gli Affari Normativi e Internazionali di A7A5, ha dichiarato di essere pronto a confrontarsi con chiunque lo accusi di violare norme di conformità legate all’attività della sua società di stablecoin.

Oleg Ogienko said:

“Siamo pienamente conformi alle normative del Kyrgyzstan. Non facciamo attività illecite. Sottoponiamo il nostro operato ad audit regolari, applichiamo procedure di KYC e meccanismi di AML integrati nell’infrastruttura. Non violiamo i principi del Financial Action Task Force.”

Togliendo ogni intenzione polemica: la realtà è più complessa. La struttura emittente di A7A5 comprende entità collegate come Old Vector LLC e A7 LLC, e le riserve sono detenute presso Promsvyazbank (PSB). Queste società e la banca risultano sanzionate dal U.S. Department of the Treasury, circoscrivendo l’accesso al sistema finanziario denominato in dollari e complicando i rapporti con operatori internazionali.

A fronte delle sanzioni applicate da alcuni Paesi, l’utilizzo della rete di A7A5 da parte di imprese russe per aggirare restrizioni non costituisce automaticamente reato nei paesi in cui la piattaforma è registrata o opera, in particolare in Kyrgyzstan e in Russia. Il modello adottato dalla società consente pagamenti transfrontalieri per utenti russi con limitazioni bancarie e offre una via d’accesso alla liquidità di USDT attraverso protocolli di finanza decentralizzata, senza detenere direttamente stablecoin in dollari.

Secondo indicatori di mercato, la limitazione all’accesso ai canali tradizionali è stata tra i fattori che hanno alimentato una crescita rapida della fornitura circolante di questa stablecoin: l’anno scorso la piattaforma ha registrato un aumento rilevante del capitale circolante, superiore a quello osservato per alcune stablecoin concorrenti come USDT e USDC.

Ostacoli operativi e domanda estera

Le sanzioni impongono pressioni pratiche: riducono l’accesso a beni e servizi occidentali e complicano le relazioni con istituti finanziari internazionali. Tuttavia, non hanno interrotto del tutto i flussi commerciali. Il risultato è un mercato dove la domanda per soluzioni alternative di pagamento transfrontaliero è significativa, soprattutto tra imprese in Asia, Africa e Sud America che intrattengono scambi commerciali con partner russi.

L’accesso alla liquidità rimane tuttavia limitato. Molti exchange centralizzati evitano di includere il token per il timore di sanzioni secondarie, mentre esistono pool di liquidità DeFi che consentono swap tra la stablecoin e USDT, sebbene la liquidità riportata su dashboard pubbliche sia ancora modesta rispetto alle esigenze di mercato.

Per cercare di ampliare l’ecosistema e migliorare l’accesso alla liquidità, Ogienko ha intrapreso una serie di incontri internazionali con operatori di mercato ed ecosistemi blockchain, esplorando collaborazioni e possibili deployment su diverse reti.

Oleg Ogienko said:

“Siamo già stati distribuiti su Tron e Ethereum e stiamo valutando l’implementazione su altre blockchain. Siamo qui per cooperare con diversi ecosistemi e trovare soluzioni pragmatiche.”

La partecipazione di entità sanzionate a conferenze internazionali rappresenta un ulteriore elemento di complessità: in alcuni casi l’associazione all’evento è stata ritenuta formalmente legittima in determinate giurisdizioni, ma ha comunque suscitato preoccupazioni tra sponsor e organizzatori, fino alla rimozione di riferimenti pubblici a partnership per tutelare i rapporti commerciali e la reputazione dell’evento.

Obiettivi di crescita e rapporti istituzionali

Ogienko ha dichiarato l’ambizione di aumentare l’utilizzo di A7A5 nei regolamenti commerciali internazionali, con obiettivi ambiziosi sul peso delle transazioni regolate nella stablecoin rispetto ai volumi complessivi di scambio estero.

Oleg Ogienko said:

“Pensiamo di poter far crescere i volumi di commercio regolati in A7A5. Speriamo di poter arrivare a oltre il 20% dei regolamenti commerciali della Russia con diversi Paesi utilizzando la nostra stablecoin.”

Al momento la stablecoin non è autorizzata per l’uso domestico in Russia, dove il quadro normativo per gli asset digitali e le stablecoin è ancora in fase di definizione. I rapporti tra la società e le autorità russe, stando alle dichiarazioni ufficiali del management, sono di tipo consultivo e riguardano aspetti normativi e l’infrastruttura finanziaria, più che un controllo diretto da parte dello Stato.

Oleg Ogienko said:

“Non siamo politici: siamo commercianti. Siamo uomini d’affari. Siamo aperti alla collaborazione commerciale con qualsiasi Paese.”

Implicazioni regolamentari e scenari futuri

Il caso mette in evidenza alcune tendenze più ampie: la frammentazione normativa tra giurisdizioni, la capacità degli attori di utilizzare infrastrutture decentralizzate per aggirare ostacoli finanziari e il rischio di estendere sanzioni su terzi (sanzioni secondarie) come strumento deterrente. Le autorità internazionali stanno sempre più valutando l’impatto delle tecnologie decentralizzate sulla capacità di applicare politiche di sicurezza economica e di tutela contro il riciclaggio.

Per gli operatori del settore la questione presenta un bilancio tra innovazione e conformità: da un lato la finanza decentralizzata offre soluzioni tecniche per la gestione della liquidità e dei pagamenti; dall’altro richiede chiarezza normativa e meccanismi di due diligence per ridurre i rischi reputazionali e legali per istituzioni e partner internazionali.

In conclusione, lo sviluppo di stablecoin legate a contesti sancionati solleva questioni complesse per la governance globale dei pagamenti digitali. Monitoraggio regolamentare, cooperazione internazionale e trasparenza operativa saranno elementi chiave per determinare se questi strumenti possano integrarsi stabilmente nei circuiti commerciali senza compromettere le normative antiriciclaggio e le politiche di sicurezza economica.