Mercato delle crypto affonda nel rosso: bitcoin scende a $68.000, xrp ed eth perdono oltre il 5%

I mercati delle criptovalute sono in forte ribasso all’inizio della settimana: bitcoin è sceso sotto i livelli visti nel weekend prima di una settimana ricca di dati macroeconomici attesi dagli operatori.

Al momento della rilevazione, bitcoin si scambiava intorno a $68.200, in calo di quasi il 3% nelle ultime 24 ore, mentre token come XRP, ether e DOGE hanno registrato perdite più marcate. Tra le prime 100 valute per capitalizzazione, circa l’85% è in territorio negativo; monete orientate alla privacy come monero e zcash hanno perso rispettivamente intorno al 10% e all’8%.

Anche i token legati agli smart contract hanno sofferto: un indice selettivo delle piattaforme di smart contract ha ceduto quasi il 6% e porta la perdita da inizio anno a circa il 28%.

Contesto macro e reazione dei mercati

La debolezza dei mercati appare sorprendente, soprattutto dopo i dati sul Consumer Price Index statunitense pubblicati la scorsa settimana, che avevano alimentato aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed.

I dati ufficiali hanno mostrato un rallentamento della crescita dell’inflazione al 2,4% su base annua a gennaio, rispetto al 2,7% di dicembre, consolidando l’ipotesi di almeno due riduzioni di 25 punti base dei tassi nel corso dell’anno. Di conseguenza il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso fino al 4,05%, il livello più basso dallo scorso dicembre.

Questo quadro ha inizialmente favorito un rimbalzo di bitcoin, che è passato da quasi $66.800 venerdì a oltre $70.000 durante il weekend, ma non è riuscito a stabilizzarsi su quei livelli, con le pressioni ribassiste che sono poi tornate a prevalere.

Dinamicità dei flussi e comportamento dei derivati

Secondo operatori del settore, la ripresa è rimasta limitata dalla domanda selettiva e da movimenti difensivi degli investitori che hanno preferito ridurre l’esposizione piuttosto che aumentarla in modo ampio e sostenuto.

Vikram Subburaj ha detto:

“L’appetito per il rischio è rimasto selettivo e le correnti macro hanno mantenuto i trader in posizione difensiva. Sul fronte dei derivati, il mercato si comporta come se prima si deleveraggiasse e solo dopo si ponessero le domande. I rally faticano a reggere e i ribassi vengono comprati solo in modo selettivo vicino a livelli ovvi.”

Questa dinamica di delevereging si traduce spesso in movimenti di prezzo amplificati quando la liquidità si restringe, rendendo più volatile la risposta delle criptovalute agli stimoli esterni.

Dati macro della settimana e indicatori di inflazione

La settimana in arrivo è densa di appuntamenti macro che potrebbero fornire indicazioni sulla direzione delle politiche monetarie: gli operatori seguiranno con attenzione i verbali della riunione della Fed di gennaio e la pubblicazione dell’indicatore di inflazione preferito dalla banca centrale, il core PCE (indice dei prezzi per le spese di consumo personale core).

Dessislava Laneva ha detto:

“L’inflazione PCE, la misura preferita dalla Fed, sarà strettamente monitorata per confermare che le pressioni sui prezzi si stanno attenuando, soprattutto dopo che il CPI ha mostrato solo una disinflazione graduale e i livelli restano sopra l’obiettivo del 2%. I mercati valuteranno sia la dinamica mensile sia la tendenza su base annua per trarre implicazioni sulla traiettoria della politica.”

Il PCE fornisce una misura più ampia delle pressioni sui prezzi rispetto al CPI, includendo diversi pesi di spesa e risultando essenziale per la valutazione delle decisioni della Fed. Una lettura più debole potrebbe rinforzare le aspettative di tagli dei tassi; al contrario, una sorpresina al rialzo ridurrebbe la probabilità di allentamento.

Fattori valutari e correlazioni con le criptovalute

Negli stessi mercati tradizionali, alcuni strategist valutari hanno rivisto le proprie posizioni: ad esempio un noto analista, in passato ribassista sul yen, ha adottato ora una visione più positiva prevedendo un apprezzamento del 8–9% in particolare rispetto al franco svizzero.

Nei mesi recenti la correlazione tra yen e bitcoin è diventata positiva ed elevata: ciò significa che movimenti significativi sul mercato valutario, come un rafforzamento dello yen, possono diventare un catalizzatore importante anche per i corsi delle criptovalute.

Per gli investitori e gli operatori, la combinazione di dati economici chiave, comportamento dei derivati e dinamiche valutarie determinerà in gran parte la direzione dei flussi di capitale e la volatilità attesa nei prossimi giorni.