Maltempo spazza via l’arco dell’amore a Meledugno, Salento
- 16 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dal Salento alla Sicilia, passando per la Sardegna e la Calabria, le condizioni meteorologiche avverse hanno colpito con violenza diverse aree costiere e interne, causando danni a infrastrutture, siti culturali e abitazioni. Le forti raffiche di vento e le precipitazioni persistenti continuano a complicare l’attività dei soccorsi e le operazioni di primo intervento.
Danni alle coste: l’arco dei faraglioni distrutto
Nel Salento uno dei tratti costieri più noti è stato compromesso dalle mareggiate: a Melendugno è crollato l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea, noto localmente come arco dell’amore. Il cedimento è avvenuto dopo intense mareggiate e piogge, un fenomeno che gli amministratori locali collegano ai mutamenti climatici e all’erosione costiera in atto.
La perdita di formazioni naturali di questo tipo ha effetti immediati sul turismo e sulla comunità locale, oltre a rendere necessarie verifiche geologiche e interventi di messa in sicurezza delle aree limitrofe.
Allagamenti fluviali e evacuazioni
La piena del Tevere ha trascinato detriti e tronchi verso il mare, aggravando le condizioni lungo l’asta fluviale e nelle aree costiere adiacenti. A Fiumicino l’innalzamento delle acque ha reso necessaria l’evacuazione temporanea di circa cinquanta nuclei familiari a causa dell’inondazione di alcune strade.
L’amministrazione comunale ha provveduto a sistemazioni temporanee per alcune famiglie, utilizzando strutture ricettive di prossimità per garantire alloggi immediati e assistenza. Le operazioni di verifica degli edifici e dei danni proseguono per stabilire ulteriori interventi di tutela.
Impatto su siti archeologici e infrastrutture
Le esondazioni hanno interessato anche aree archeologiche e infrastrutture: rischi e danni sono stati segnalati nei parchi di Crotone e Sibari, a causa della piena del fiume Crati. La situazione richiede sopralluoghi specialistici per valutare l’entità del danno al patrimonio culturale e pianificare interventi conservativi.
Gli enti locali e gli uffici tecnici devono coordinare interventi per la tutela dei siti, con possibili richieste di risorse straordinarie per riparazioni e consolidamenti, nonché per prevenire ulteriori cedimenti durante eventi meteorologici estremi.
Soccorsi in Sardegna: dodici persone salvate
Nel territorio del Sassarese gli smottamenti e lo straripamento del Rio Mannu hanno provocato isolamenti e situazioni di grave pericolo. I Vigili del Fuoco sono intervenuti nella notte per trarre in salvo dodici persone, tra le quali una neonata, da una frazione del comune di Ozieri.
I soccorritori acquatici e i sommozzatori hanno utilizzato gommoni per raggiungere le persone isolate e trasferirle in luoghi sicuri. Le operazioni di soccorso hanno richiesto coordinamento tra protezione civile, forze dell’ordine e servizi sanitari locali per le verifiche sanitarie e l’assistenza post-salvataggio.
Nel nord dell’isola, nel comune di Muros, si sono registrati problemi per l’esondazione del Rio Mascari. La Protezione Civile regionale sta monitorando lo stato delle dighe e ha attivato interventi in diversi comuni per far fronte alle criticità emerse nelle ultime ore.
Prospettive e misure di prevenzione
Le autorità locali e regionali insistono sulla necessità di un monitoraggio costante dei corsi d’acqua, di una manutenzione puntuale di argini e dighe, e di piani di emergenza aggiornati per fronteggiare eventi meteo estremi sempre più frequenti. Interventi strutturali e piani di adattamento sono considerati essenziali per ridurre il rischio futuro.
L’attenzione è rivolta anche alle ricadute economiche e sociali: dalle attività turistiche alle agricole, molte comunità avranno bisogno di supporto per la ripresa. Coordinamento, risorse finanziarie e programmazione a lungo termine sono elementi chiave per affrontare le conseguenze dei fenomeni meteorologici intensi e per migliorare la resilienza territoriale.