Contrazione del tessile e concorrenza cinese mettono in ginocchio l’area pratese
- 13 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prato si colloca ai primi posti in Italia per incidenza di liquidazioni giudiziali rispetto al numero di imprese registrate in provincia: nel 2025 sono state avviate 95 procedure su circa 33mila attività. Dietro questo dato ci sono due fattori principali: la forte vocazione industriale del territorio, tradizionalmente incentrata sul tessile e in una fase di contrazione, e le difficoltà del commercio locale dovute al calo dei consumi, alla concentrazione della domanda nei grandi centri commerciali e alla mancata promozione sistematica del turismo.
I numeri
Delle 95 procedure avviate nell’ultimo anno, 35 riguardano la manifattura (di cui 16 nel tessile), 22 il terziario dei servizi, 16 il commercio, 10 la ristorazione e i servizi turistici, 8 le costruzioni e 4 non risultano classificate per settore. Il dato è stato elaborato dall’ufficio Studi e informazione economica della Camera di commercio di Pistoia-Prato.
Dal punto di vista giuridico-organizzativo, 73 delle procedure riguardano società di capitali, 7 società di persone, 12 ditte individuali e 3 imprese con altre forme giuridiche.
Dario Caserta ha dichiarato:
“È una fotografia nitida delle criticità che attraversano il nostro sistema produttivo, e rivela una crisi che colpisce in modo asimmetrico i diversi comparti.”
La prevalenza delle società di capitali nelle procedure si spiega con il fatto che, per imprese con strutture organizzative complesse, la liquidazione giudiziale rappresenta spesso l’unico percorso formale e obbligato per gestire situazioni di insolvenza. Le 16 procedure nel tessile testimoniano la difficile fase di ristrutturazione del distretto locale, che richiede interventi di adeguamento produttivo e di mercato.
Criticità nel terziario
La tensione è marcata anche nel terziario: il combinato tra commercio e turismo/ristorazione conta 26 procedure, l’incidenza più alta tra i comparti considerati. Questo fenomeno riflette una fragilità finanziaria che tende a colpire maggiormente le imprese meno strutturate, costrette a operare con margini ridotti e in presenza di un mercato interno indebolito.
Fabia Romagnoli ha dichiarato:
“I dati sono lo specchio di un momento complicato per l’intero sistema: non sorprende che a pagare il prezzo più alto siano le imprese manifatturiere, vista la vocazione produttiva della provincia, ma la bassa incidenza di fallimenti nei servizi alle imprese indica che la manifattura resta un punto di riferimento per un terziario avanzato.”
Il rilievo sulla bassa incidenza dei fallimenti nei servizi alle imprese (solo due casi) segnala che esiste ancora un tessuto di supporto specializzato legato al settore manifatturiero, ma che la tenuta complessiva dipende dalla capacità del distretto di innovare, diversificare e mantenere catene di fornitura competitive.
Impatto e prospettive
Le conseguenze delle procedure concorsuali si misurano sul fronte dell’occupazione, della tenuta delle filiere e dell’attrattività territoriale. Per contenere ulteriori tensioni servono interventi coordinati: politiche per la transizione produttiva, programmi di formazione e riqualificazione professionale, misure per facilitare l’accesso al credito e iniziative mirate a valorizzare il turismo e il commercio locale. Un ruolo chiave è quello delle istituzioni locali e regionali, in particolare della Regione Toscana, per promuovere strategie di sviluppo e attrarre investimenti.
Monitorare l’evoluzione dei dati e favorire sinergie tra imprese, istituzioni e soggetti finanziari è essenziale per sostenere la riconversione produttiva del territorio e ridurre la vulnerabilità delle imprese più esposte.