DeFi Education Fund esorta la FCA del Regno Unito a restringere la definizione di controllo nella regolamentazione delle criptovalute
- 13 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
DeFi Education Fund (DEF), un gruppo di advocacy con sede a Washington, D.C., ha esortato la Financial Conduct Authority del Regno Unito ad adottare una definizione ristretta e funzionale di “controllo” mentre definisce le nuove regole per le attività legate agli asset digitali.
L’organizzazione sostiene che gli obblighi regolamentari dovrebbero dipendere dalla presenza di un’autorità unilaterale sul denaro o sulle transazioni degli utenti, e non dalla semplice creazione o contributo a un protocollo decentralizzato.
Richiesta centrale e giustificazione
Nel suo contributo alla consultazione della FCA, DEF ha spiegato che la definizione di controllo dovrebbe basarsi su poteri operativi concreti, come la possibilità di avviare o bloccare transazioni, modificare parametri di protocollo o escludere utenti.
DeFi Education Fund (DEF) ha aggiunto:
“Il criterio del controllo dovrebbe essere il fattore determinante per definire l’ambito regolamentare.”
Secondo il gruppo, senza un focus su tali poteri operativi, gli sviluppatori di software e altri contributori tecnici potrebbero finire per essere trattati come intermediari soggetti a obblighi di custodia e compliance, pur non avendo autorità sulle risorse o sulle transazioni degli utenti.
Argomentazioni su rischi e vantaggi
DEF ha contestato la rappresentazione di alcuni rischi come esclusivi della finanza decentralizzata, sottolineando che le vulnerabilità informatiche non sono proprie soltanto delle catene di blocchi e che le blockchain pubbliche offrono livelli di trasparenza utili per contrastare i flussi illeciti.
Il gruppo ha inoltre avvertito che l’applicazione di requisiti prudenziali, di reporting e di accesso alle piattaforme pensati per mercati centralizzati a protocolli non custodial e automatizzati sarebbe inadeguata rispetto alla natura tecnica e operativa di questi sistemi.
DeFi Education Fund (DEF) ha dichiarato:
“L’applicazione meccanica di regole progettate per piattaforme centralizzate risulterebbe mal adattata ai protocolli automatici e non custodial.”
Implicazioni regolamentari e contesto istituzionale
La posizione di DEF si inserisce in un dibattito più ampio su come le autorità, in particolare la FCA, debbano tracciare il perimetro regolatorio per le attività in criptovalute e per le soluzioni di DeFi. La scelta tra una definizione ampia o funzionale di controllo avrà conseguenze pratiche su responsabilità legali, requisiti di vigilanza e capacità di innovazione del settore.
Se la regolamentazione dovesse tendere a includere chi contribuisce al codice o alla governance senza un’effettiva capacità di gestione dei fondi, potrebbero emergere incertezze giuridiche che frenerebbero partecipazione e sviluppo.
Al contrario, un approccio che distingua chiaramente tra ruoli tecnici e ruoli con poteri effettivi sui flussi finanziari consentirebbe di mirare gli obblighi regolatori verso chi veramente esercita controllo operativo, riducendo i rischi di applicazioni inappropriate delle norme.
Prospettive e prossimi passi
La FCA sta valutando come includere un’ampia gamma di attività legate alle criptovalute all’interno del suo perimetro regolamentare, nell’ambito dello sviluppo di un quadro complessivo per gli asset digitali nel Regno Unito. Le osservazioni inviate dai portatori di interesse, come DEF, contribuiranno a modellare le scelte tecniche e normative.
Nel corso della fase di consultazione, gli organi regolatori dovranno bilanciare la necessità di tutelare gli investitori e l’integrità del mercato con l’esigenza di non ostacolare strumenti innovativi che operano su logiche decentralizzate. La definizione di criteri operativi di controllo sarà centrale per questa valutazione.