Esperti del settore crypto a Consensus: istituzioni asiatiche virano verso gli stablecoin

Il fenomeno della partecipazione istituzionale nel settore delle criptovalute in Asia sta evolvendo verso una fase più matura, sostenuta dalla definizione di quadri regolatori più chiari per stablecoin e ETF, e da una preferenza crescente per veicoli regolamentati e strategie market-neutral rispetto a esposizioni direzionali dirette sugli asset digitali.

Durante un panel tenutosi a Consensus Hong Kong, è emerso che, pur con volumi di transazione che hanno raggiunto i 2,3 trilioni di dollari entro la metà del 2025, l’allocazione di capitale da parte degli investitori istituzionali rimane prudente e basata sulla governance.

La prospettiva degli operatori istituzionali

Vicky Wang, presidente di Amber Premium, ha sottolineato il cambiamento di approccio osservato tra gli investitori istituzionali asiatici, che privilegiano soluzioni meno speculative e più legate a rendimento e gestione del rischio.

“La partecipazione istituzionale in Asia, direi, è reale, ma allo stesso tempo molto cauta. Gli istituti preferiscono strategie market-neutral e orientate al rendimento piuttosto che scommesse direzionali aggressive.”

Impatto della regolamentazione e degli strumenti regolamentati

Secondo gli interventi del panel, l’approvazione recente di ETF e di prodotti di tipo perpetual a Hong Kong ha contribuito a creare maggiore profondità e liquidità nel mercato, offrendo agli investitori istituzionali veicoli più familiari per accedere all’ecosistema crypto.

Fakhul Miah, managing director di GoMining Institutional, ha evidenziato come questi provvedimenti regolatori stiano favorendo l’ingresso di capitale tradizionale e di banche consolidate nel settore.

“L’approvazione degli ETF e dei perpetual a Hong Kong è stata un fattore chiave per la liquidità; perfino grandi banche tradizionali in Giappone stanno sviluppando soluzioni legate ai stablecoin.”

Miah ha inoltre osservato che l’accesso istituzionale passa inevitabilmente attraverso strutture di controllo consolidate: comitati di rischio, processi operativi e requisiti di governance che storicamente non erano previsti per prodotti onchain.

Tokenizzazione e adozione nella tesoreria

Un altro filone di interesse riguarda la tokenizzazione di asset reali e l’uso del stablecoin per la regolazione dei pagamenti e delle posizioni di tesoreria. Questi temi sono percepiti come strategici, ma la piena integrazione operativa all’interno delle strutture aziendali resta lenta.

Wendy Sun, chief brand officer di Matrixport, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di standard condivisi per l’adozione interna da parte dei dipartimenti di tesoreria.

“Per uno stablecoin pensato specificamente per la tesoreria interna, stiamo ancora aspettando che vengano definiti standard operativi e normativi chiari.”

Sun ha spiegato che molti istituti stanno passando da comportamenti opportunistici a pratiche più strutturate, programmate e basate su regole, soprattutto quando si tratta di strumenti destinati alla gestione di liquidità e pagamenti.

Governance, rischio e processi interni

L’ingresso delle istituzioni tradizionali nel mondo degli asset digitali richiede l’adeguamento dei processi interni: team di rischio, policy operative, controlli di conformità e procedure di auditing. Questo adattamento è fondamentale per trasformare l’interesse istituzionale da sperimentale a sostenibile nel tempo.

La creazione di standard e di framework comuni faciliterà l’integrazione tra il mondo finanziario tradizionale e gli strumenti onchain, riducendo le barriere alla partecipazione e aumentando la fiducia degli stakeholder.

Prospettive future e convergenza tecnologica

La discussione si è conclusa richiamando una visione a medio-lungo termine, nella quale il valore degli asset digitali non si limita a costituire una classe alternativa, ma diventa parte integrante dell’infrastruttura finanziaria abilitante per nuove tecnologie.

Vicky Wang ha sintetizzato questa prospettiva indicando la necessità di integrare risorse digitali e capacità computazionali avanzate per creare nuovi livelli di servizi finanziari.

“In futuro gli asset digitali non saranno semplicemente una classe alternativa o un sistema finanziario alternativo: saranno lo strato finanziario dell’intelligenza artificiale.”

Le implicazioni pratiche di questa convergenza includono la nascita di prodotti finanziari automatizzati, l’uso di dati onchain per decisioni di credito e investimento, e la necessità di quadri regolatori che garantiscano trasparenza e tutela degli investitori in un contesto sempre più tecnologico.