Amazon nel mirino: perquisizioni della Guardia di Finanza per nuova indagine su evasione fiscale

La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nella sede italiana di Amazon nell’ambito di una nuova indagine che ipotizza una presunta evasione fiscale per alcune centinaia di milioni di euro, con operazioni riferite al periodo 2019-2023.

Le attività investigative hanno riguardato anche le abitazioni di sette dirigenti del gruppo e gli uffici della società di revisione Kpmg, che non risulta indagata. Tra il materiale acquisito sono stati sequestrati computer e altri dispositivi informatici appartenenti ai dirigenti, inclusi hard disk dove sono archiviate le comunicazioni interne.

La contestazione

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Elio Ramondini, verte sull’ipotesi di una stabile organizzazione occulta: la procura sta verificando se la multinazionale abbia prodotto redditi in Italia tramite una presenza sostanziale non dichiarata e, conseguentemente, non assoggettata a tassazione nel nostro Paese.

Al centro degli accertamenti c’è la verifica se Amazon abbia avuto una sede permanente in Italia tra il 2019 e il 2024, con gli effetti fiscali che ne conseguirebbero in termini di recupero d’imposta, sanzioni e interessi. L’ipotesi della procura contempla inoltre la possibilità che la società avesse una stabile organizzazione anche prima di aderire, nell’estate del 2024, a un programma di co-operative compliance con l’Agenzia delle Entrate italiana, momento in cui il gruppo ha iniziato a versare imposte nel Paese.

I filoni d’inchiesta

Parallelamente a questo nuovo procedimento, lo stesso pm Elio Ramondini, insieme agli investigatori della Guardia di Finanza di Monza, aveva avviato da tempo un’altra istruttoria focalizzata su presunte omissioni relative all’IVA. Su questo fronte il gruppo ha raggiunto lo scorso dicembre un accordo con il fisco italiano, pagando 511 milioni di euro.

Dall’analisi di quel primo filone è nato un ulteriore procedimento che ipotizza il reato di contrabbando per omessa dichiarazione, con al centro la presunta rete di circa settanta prestanome e venditori che avrebbero movimentato prodotti di origine Cina attraverso la piattaforma, senza il versamento di IVA e dazi doganali a importazione.

Un altro capitolo riguarda Amazon Italia Transport, una società del gruppo già coinvolta in una delle indagini della Procura di Milano sui cosiddetti serbatoi di manodopera. In quella vicenda, a luglio 2024, era stato disposto un sequestro per oltre 121 milioni di euro nell’ambito di una contestazione per frode fiscale; successivamente la società ha versato oltre 180 milioni di euro come definizione fiscale.

Le perquisizioni odierne, eseguite anche “presso terzi” per acquisire documentazione e dispositivi da manager non indagati, hanno portato alla luce l’apertura di questo nuovo filone che ricostruisce redditi prodotti in Italia e, secondo l’accusa, non assoggettati a tassazione nello Stato.

Va ricordato che Amazon aveva già affrontato contestazioni fiscali in passato: nel dicembre 2017 il gruppo versò circa 100 milioni di euro al fisco italiano per motivi di natura analoga.

Contesto e implicazioni fiscali

La nozione di stabile organizzazione è centrale nella normativa fiscale internazionale e nelle linee guida dell’OCSE: si valuta la presenza di una struttura durevole, di personale che svolge attività rilevanti e la capacità di produrre reddito nel territorio. Se accertata, comporta l’imponibilità dei profitti attribuibili alla presenza locale e il recupero delle imposte non versate.

Il programma di co-operative compliance mira a stabilire un dialogo preventivo tra grandi contribuenti e l’amministrazione fiscale per ridurre le controversie e aumentare la certezza. Tuttavia, l’adesione a tali programmi non esclude controlli retroattivi qualora emergano elementi che indichino omissioni o comportamenti non conformi al periodo precedente l’accordo.

La Guardia di Finanza, in qualità di corpo di polizia economico‑finanziaria dipendente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, svolge attività investigative, sequestri e acquisizione di materiale probatorio su delega della Procura di Milano. Le indagini possono sfociare in contestazioni fiscali, procedimenti penali o definizioni concordate con l’erario.

Dal punto di vista istituzionale e politico, il caso si inserisce nel quadro più ampio delle iniziative volte a contrastare l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS). Le verifiche su grandi multinazionali hanno ricadute rilevanti anche sulle relazioni tra Stati, sugli accordi fiscali e sulle politiche di attrazione degli investimenti.

L’indagine è in corso e tutte le ipotesi di reato devono essere accertate nelle sedi competenti; vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuali decisioni definitive. I prossimi passi potranno comprendere ulteriori acquisizioni di documenti, audizioni, eventuali richieste di udienza preliminare e ricostruzioni fiscali da parte dell’amministrazione finanziaria.



Author: Tony
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