Bitcoin torna a $65.000 mentre il settore software scivola del 3%

Il mercato delle criptovalute ha registrato un netto ripiegamento, con Bitcoin che è sceso nuovamente verso i minimi della scorsa settimana, rinunciando a gran parte dei guadagni recenti sopra i 70.000 dollari e trattando di nuovo intorno ai 65.000 dollari.

Nel corso delle ultime 24 ore Bitcoin ha perso circa il 2%, mentre pure Ether e Solana hanno subito cali che hanno seguito il movimento generale del settore tecnologico.

Andamento e correlazione con il settore tecnologico

La discesa delle criptovalute ha rispecchiato l’andamento del Nasdaq, che nelle ultime sedute ha perso circa il 2%, con una pressione particolarmente evidente nel comparto software. L’ETF IGV (settore software espanso) è crollato del 3% nella sessione e segna una perdita significativa da inizio anno, mentre gli investitori riconsiderano i multipli elevati in un contesto di crescente automazione e miglioramento delle capacità di programmazione da parte delle soluzioni di intelligenza artificiale.

Questa correlazione mette in luce come il sentiment sul rischio e il riposizionamento sui titoli tecnologici possano avere ripercussioni immediate anche sulle valute digitali, che spesso vengono trattate come asset di rischio e sono sensibili a movimenti di portafoglio e a vendite forzate.

Jim Bianco said:

“I titoli software stanno di nuovo arrancando oggi. IGV è sostanzialmente tornato ai minimi di panico della scorsa settimana. Non dimenticate che esiste un altro tipo di software, il ‘denaro programmabile’, la crypto. Sono la stessa cosa.”

Fattori che possono aver amplificato la correzione

Più in generale, alcuni elementi che possono aver contribuito alla pressione sui prezzi includono prese di profitto dopo il rally, riaggiustamenti di portafoglio da parte di investitori istituzionali e una rivalutazione dei rischi legata alle valutazioni elevante del settore tecnologico. A questi si aggiungono dinamiche tecniche come liquidazioni di posizioni leva e flussi in uscita dagli ETF che amplificano i movimenti di prezzo.

Caduta anche per i metalli preziosi

Anche i metalli preziosi hanno registrato forti oscillazioni: dopo guadagni moderati nella prima parte della giornata, oro e argento hanno subito discese rapide nel primo pomeriggio.

Nel finale di sessione il prezzo dell’argento è sceso di oltre il 10% a quota 75,08 dollari l’oncia, mentre l’oro ha perso circa il 3,1% attestandosi intorno a 4.938 dollari. Movimenti così accentuati possono riflettere disimpegni speculativi, chiusure di posizioni leva e un ricalcolo del rischio complessivo sui mercati finanziari.

Nel breve periodo sarà importante monitorare l’evoluzione del sentimento degli investitori, l’eventuale persistenza delle tensioni nel settore tecnologico e la risposta degli operatori istituzionali: fattori che determineranno la probabilità di una stabilizzazione o di ulteriori correzioni sui mercati azionari, delle criptovalute e dei metalli preziosi.