Bitcoin sotto pressione mentre il mercato azionario affonda

Il prezzo del Bitcoin è scivolato nuovamente verso l’estremità inferiore dell’intervallo di scambio recente durante la mattinata statunitense di giovedì, in concomitanza con il ribasso del Nasdaq del 1,6%: scambiato intorno a 65.700$, Bitcoin segna una perdita dell’1,5% nelle ultime 24 ore, mentre Ether, poco sopra i 1.900$, arretra di oltre il 2%.

La dinamica del prezzo del Bitcoin — spesso poco correlata al Nasdaq quando quest’ultimo è in salita ma fortemente allineata nei momenti di discesa — si è ripresentata, alimentando preoccupazioni tra gli operatori. Dopo il crollo della scorsa settimana, gli acquisti di rimbalzo non sono riusciti a stabilizzarsi, lasciando molti rialzisti in una fase di evidente resa.

Il sentiment del mercato viene confermato anche dall’indicatore di paura/avidità: il Crypto Fear & Greed Index è sceso oggi a 5, un valore che indica “paura estrema” e che supera i minimi osservati durante le crisi multiple del 2022 e il crollo del 2020 legato alla pandemia.

Tra le valutazioni di mercato più rilevanti, l’analista Geoff Kendrick di Standard Chartered, storicamente ottimista sul settore, ha rivisto al ribasso i target 2026 per Bitcoin, Ether, Solana, BNB e AVAX, avvertendo che il prezzo del Bitcoin potrebbe scendere fino a 50.000$ in scenari di stress prolungato.

Titoli legati alle crypto in calo

I titoli collegati al settore crypto mostrano perdite significative: tra i maggiori ribassi di giornata figurano Coinbase e Robinhood, entrambe oltre l’8% in flessione.

Coinbase pubblicherà i risultati del quarto trimestre dopo la chiusura delle contrattazioni, mentre il bilancio trimestrale di Robinhood, diffuso all’inizio della settimana, aveva già evidenziato come il mercato ribassista delle criptovalute avesse eroso in modo rilevante i ricavi da trading negli ultimi tre mesi del 2025 — osservazione fatta prima del peggioramento della tendenza di inizio 2026.

Altri titoli con cali importanti includono MicroStrategy (ticker MSTR), in ribasso del 4,2%, Circle Financial (ticker CRCL), giù del 4,3%, e Hut 8 (ticker HUT), che perde il 6,6%.

Il deterioramento dei prezzi impatta direttamente i ricavi degli exchange, la redditività dei miner e la disponibilità di capitale per progetti blockchain, con effetti anche su aziende quotate che dipendono dal volume di trading. A breve termine, i catalizzatori da monitorare includono i dati macroeconomici statunitensi, le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, e eventuali sviluppi regolatori che potrebbero influenzare l’accesso degli investitori istituzionali al mercato crypto.

In uno scenario caratterizzato da elevata volatilità, gli operatori rimangono attenti alla gestione del rischio: posizioni leva e esposizioni concentrate possono amplificare le perdite, mentre la liquidità del mercato e la reattività delle piattaforme di scambio restano fattori chiave per la stabilità complessiva del settore.