Grendi scommette 33,5 milioni per potenziare terminal e logistica

Il gruppo Grendi, attivo nei trasporti marittimi e nella logistica, ha presentato un piano di investimenti da 33,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 e prevede un consolidato 2025 pari a circa 158 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto al 2024. Nel computo è incluso l’apporto della società Dario Perioli, di cui il gruppo ha acquisito il 70% lo scorso agosto; sono inoltre allo studio ulteriori operazioni di acquisizione nel settore dei trasporti e della logistica.

Pur mantenendo la sede principale a Genova, il gruppo è presente sulle banchine di Marina di Carrara (terminal Grendi e Mdc Perioli), a Olbia e a Cagliari (terminal Ro‑ro e Mito). Gestisce linee marittime nazionali e internazionali — con una flotta di quattro navi, in particolare sui collegamenti con il Nord Africa — oltre a servizi di trasporto su gomma, magazzini e distribuzione. Le attività operative sono organizzate in due direttrici: Gtm (Grendi trasporti marittimi), guidata da Antonio, e Ma (logistica terrestre), diretta da Costanza. Del fatturato consolidato previsto per il 2025, circa 130 milioni sono attribuibili al gruppo guidato dalla famiglia, mentre i restanti 28 milioni derivano dall’apporto di Perioli.

Piano di crescita e obiettivi strategici

Antonio ha detto:

“Negli ultimi cinque anni il nostro fatturato è cresciuto del 175%: questo salto dimensionale ci ha imposto di accelerare il piano strategico. Abbiamo investito in concessioni terminalistiche, infrastrutture logistiche, flotta e tecnologie e ora impegnamo altri 33,5 milioni per il periodo 2026‑2028. L’intento è rendere le nostre operazioni sempre più efficienti e integrate, spingendo sull’intermodalità ferroviaria e rafforzando i traffici marittimi verso il Nord Africa, settore nel quale la partecipazione a Perioli ci offre un vantaggio competitivo.”

Le stime economiche indicano che Gtm raggiungerà nel 2025 un fatturato vicino a 90 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Il gruppo ha inoltre in corso richieste formali per l’ampliamento del terminal Ro‑ro di Cagliari, che porterebbe l’area in concessione a 144.000 metri quadrati. Sempre in quel porto è in corso l’iter per una concessione ventennale sul terminal contenitori Mito‑Sardinia, che comprende 750 metri di banchina e 167.000 metri quadrati di piazzale; su quella banchina il gruppo prevede investimenti significativi entro il 2030, con l’obiettivo di aumentare i volumi di traffico containerizzati.

Dettaglio degli investimenti

Del pacchetto da 33,5 milioni, oltre 12 milioni sono destinati agli interventi sul complesso Mito (parte di un piano più ampio stimato in 34 milioni sul lungo periodo), mentre circa 15 milioni saranno impiegati in iniziative riconducibili a Gtm, focalizzate su infrastrutture per container ed equipment. Complessivamente, gli interventi sui terminal di Cagliari, Olbia e Marina di Carrara rappresentano una quota rilevante degli investimenti pianificati; ulteriori risorse, per circa 2 milioni, sono attese dall’area consolidata di Perioli. Per la divisione terrestre Ma sono previsti circa 5 milioni, con l’obiettivo di acquisire piccole società partner per consolidare la catena logistica e migliorare la produttività operativa.

Costanza ha detto:

“Dal 2021 siamo società benefit e oggi siamo anche certificati B Corp, la prima realtà di questo tipo nel trasporto marittimo: un percorso che guida le nostre scelte verso una crescita sostenibile e di lungo periodo.”

La certificazione B Corp indica il superamento di standard verificabili in ambito ambientale, sociale e di governance: per un operatore portuale e logistico ciò implica misure su efficienza energetica, gestione dei rifiuti, welfare aziendale e rapporti con comunità e autorità portuali. L’adesione a questo modello influenza le scelte d’investimento e può facilitare l’accesso a partner e clienti sensibili ai criteri di sostenibilità.

Impatto territoriale e prospettive di mercato

Le iniziative del gruppo avranno ricadute dirette sull’occupazione e sull’indotto dei porti coinvolti, implicando anche un ruolo centrale delle autorità portuali locali nella definizione delle concessioni e nella pianificazione infrastrutturale. L’ampliamento delle aree e gli investimenti in intermodalità ferroviaria rispondono alle politiche europee e nazionali di decarbonizzazione e di miglioramento della connettività logistica, elementi cruciali per la competitività delle filiere produttive italiane ed europee.

Sul fronte commerciale, il rafforzamento dei collegamenti con il Nord Africa e la crescita dei volumi containerizzati rappresentano leve strategiche per ampliare il mercato e ridurre la stagionalità dei flussi. Le future acquisizioni nel settore terrestre mireranno a integrare capacità operative e a stabilizzare i costi di servizio, trasformando la logistica da costo percepito a leva strategica per i clienti industriali e distributivi.

Prospettive e prossimi passi

Nei prossimi mesi il gruppo proseguirà l’iter per le concessioni e completerà il programma di investimenti pianificato per il triennio 2026‑2028, monitorando opportunità di integrazione con altre realtà del settore. L’obiettivo dichiarato è consolidare la presenza nei porti del Tirreno settentrionale e centro‑meridionale, ottimizzare la rete logistica e rafforzare i collegamenti marittimi internazionali, in particolare verso l’area nordafricana.



Author: Tony
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