Perché i venture capitalist cripto a Consensus Hong Kong puntano su un orizzonte di 15 anni

L’atmosfera tra i principali investitori di venture capital a Consensus Hong Kong non era di ritiro, ma di ricalibrazione: dopo una lunga fase di ribasso il mercato delle criptovalute è entrato in una fase più selettiva. I partecipanti hanno discusso quali verticali stanno ancora mostrando un chiaro product-market fit e quali rappresentano scommesse ad alto rischio per la generazione successiva.

Un mercato a bilanciere

Hasseeb Qureshi ha detto:

“È come un bilanciere.”

Secondo Qureshi, il segmento di investimento si è polarizzato: da un lato ci sono verticali consolidate che continuano a crescere in scala, dall’altro un ristretto gruppo di progetti molto rischiosi e orientati al futuro. La logica che guida questo approccio è concentrare risorse su quanto dimostra trazione e redditività, pur mantenendo alcune puntate sperimentali su tecnologie emergenti.

Settori con trazione

I settori identificati come più resilienti includono stablecoin, pagamenti e tokenizzazione, che secondo gli investitori conservano modelli di business verificabili e flussi di ricavo. In un mercato meno guidato dall’eccesso speculativo, queste aree continuano a mostrare adozione concreta e casi d’uso replicabili.

Intersezione con l’intelligenza artificiale

Hasseeb Qureshi ha osservato che una delle frontiere più discusse è l’integrazione tra criptovalute e IA, in particolare agenti autonomi capaci di operare on‑chain.

“Se dai a un agente di IA delle crypto, probabilmente le perderà entro un paio di giorni.”

La frase sottolinea due elementi: l’opportunità tecnologica reale — agenti che possono eseguire transazioni o gestire asset digitali — e la presenza di importanti vettori di attacco e difetti di progettazione che richiedono soluzioni robuste di sicurezza e governance. Gli investitori stanno quindi valutando con attenzione quali casi d’uso dell’IA meritino capitale e sviluppo prodotto.

Lezioni dal passato

La cautela espressa deriva anche da esperienze pregresse. Qureshi ha raccontato come inizialmente avesse definito gli NFT una bolla per poi rivedere la sua posizione e supportare infrastrutture del settore.

Hasseeb Qureshi ha detto:

“All’inizio pensavo che fossero sicuramente una bolla.”

Quell’esperienza è servita da promemoria sull’importanza di bilanciare convinzione e adattabilità in cicli rapidi. Analogamente, Dragonfly ha mancato in fase precoce un’opportunità in Polymarket quando lasciò strada a un fondo concorrente; in seguito però è rientrata in un round del 2024 e oggi è azionista significativo.

Hasseeb Qureshi ha detto:

“Siamo stati in realtà il suo primo term sheet.”

Hasseeb Qureshi ha detto:

“Un errore generazionale.”

Il messaggio implicito è che la convinzione tematica può richiedere anni per dispiegarsi e che decisioni apparentemente piccole nelle fasi iniziali possono avere conseguenze rilevanti a lungo termine.

Orizzonti temporali e strategia

Mo Shaikh di Maximum Frequency Ventures ha sottolineato l’importanza di pensare in termini molto più lunghi rispetto ai cicli finanziari tradizionali del venture.

“Avere un orizzonte di 15 anni.”

La sua tesi principale non è stata una scommessa tattica ma una visione di lungo periodo: la possibilità che la blockchain riconfiguri infrastrutture finanziarie e sistemi di gestione del rischio richiede pazienza e capitale paziente. Il consiglio ai fondatori è quindi di resistere alla mentalità di ciclo di 18 mesi e pianificare sviluppi e metriche su periodi molto più estesi.

Dati di mercato e concentrazione del capitale

Paul Veradittakit, managing partner di Pantera Capital, ha condiviso dati che confermano un orientamento verso la qualità: il capitale VC dedicato alle criptovalute è aumentato anno su anno, mentre il numero di operazioni è diminuito, segnale di selettività degli investitori.

“Fuga verso la qualità.”

In termini pratici, Veradittakit ha indicato che gli investitori si stanno concentrando su imprenditori già affermati e su casi d’uso concreti, mentre le istituzioni svolgono un ruolo crescente nel finanziamento e nella stabilizzazione del settore, favorendo fondi più grandi e strutturati rispetto ai primi anni dominati da uffici di famiglia e piccoli veicoli.

Paul Veradittakit ha detto:

“Concentratevi sul prodotto e sul market fit… Se c’è un token, arriverà naturalmente.”

Il suggerimento per i fondatori è netto: priorizzare lo sviluppo del prodotto e la prova di valore commerciale prima di cercare meccanismi di tokenizzazione o narrative di mercato. In un ciclo più freddo, la capacità di monetizzare e scalare assume un peso decisivo nelle decisioni di investimento.

Conclusioni e implicazioni

Nel complesso, il messaggio emerso a Consensus Hong Kong è chiaro: in una fase di mercato meno permissiva conviene ampliare ciò che funziona, sperimentare con attenzione e non confondere storie convincenti con fondamentali solidi. Per gli investitori istituzionali e i fondatori questo si traduce in criteri di selezione più rigorosi, orizzonti temporali più lunghi e un’attenzione rinnovata alla sicurezza e alla governance, specialmente quando si esplorano intersezioni complesse come quella tra cryptovalute e IA.