Bitcoin contiene le perdite dopo un solido rapporto sull’occupazione di gennaio

Nel primo mese del 2026 la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti ha mostrato un’accelerazione significativa: sono stati creati circa 130.000 posti di lavoro a gennaio, secondo il rapporto pubblicato dal Bureau of Labor Statistics, ben al di sopra delle previsioni degli economisti fissate a 70.000 e rispetto ai 48.000 posti registrati a dicembre.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3%, contro le attese del 4,4% e rispetto al 4,4% di dicembre, segnalando un mercato del lavoro più solido del previsto.

Dati sull’occupazione

Il rapporto mensile, che misura la variazione complessiva dei posti di lavoro non agricoli, indica una ripresa più robusta rispetto alle letture recenti. Una dinamica dei salari e dell’occupazione di questo tipo tende a influenzare direttamente la domanda interna e le prospettive di inflazione, elementi che le autorità monetarie seguono con attenzione.

Reazione dei mercati

Prima della diffusione dei dati il bitcoin era rimasto per la maggior parte della settimana in un intervallo ristretto vicino a 69.000 dollari e nelle ore precedenti al rapporto era sceso nuovamente verso la soglia dei 67.000 dollari; subito dopo la pubblicazione è risalito fino a circa 67.500 dollari, pur risultando in calo del 2% nelle ultime 24 ore.

I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato guadagni modesti: il Nasdaq 100 è salito dello 0,55% e il S&P 500 dello 0,5%. Il dollaro, che in precedenza aveva mostrato debolezza, è tornato a rafforzarsi nella sessione, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è aumentato di cinque punti base attestandosi intorno al 4,20%.

Implicazioni per la politica monetaria

Dopo una serie di tagli dei tassi nella seconda metà del 2025, la Federal Reserve ha mantenuto stabile la politica monetaria nella riunione di gennaio e, alla luce dei dati odierni, i membri della banca centrale sembrano meno propensi a riprendere il ciclo di allentamento già a marzo.

Gli operatori sui mercati dei tassi, secondo il monitoraggio delle probabilità, prefiguravano prima della pubblicazione dei dati solo una probabilità del 21% di un taglio a marzo; subito dopo il report tale probabilità è scesa ulteriormente al 19%, evidenziando come i numeri sull’occupazione abbiano ridotto le attese di un allentamento imminente.

Un mercato del lavoro più saldo sostiene i consumi e può sostenere la crescita economica, ma allo stesso tempo può alimentare le pressioni inflazionistiche se accompagnato da aumenti salariali persistenti. Per la Federal Reserve questo equilibrio è determinante: decisioni diverse sui tassi influenzerebbero i costi di finanziamento per famiglie e imprese, i prezzi degli asset e i rendimenti obbligazionari.

Nel breve periodo i rendimenti obbligazionari potrebbero restare volatili in risposta ai dati macroeconomici e alle aspettative sui tassi, mentre i mercati azionari e delle criptovalute continueranno a interpretare i numeri dell’occupazione alla luce del loro impatto sulle prospettive di politica monetaria e di crescita.