Dalla Apple Academy 3.000 diplomati: troppi lasciano l’Italia

Circa tremila giovani hanno conseguito il diploma presso la Apple Academy di San Giovanni a Teduccio, a Napoli, media di circa 300 allievi l’anno, di cui il 40% provenienti dall’estero — anche da aree lontane come Asia e Americhe — e il 60% italiani.

Una parte consistente degli studenti italiani trova impiego nel giro di pochi mesi dalla conclusione del percorso formativo, ma un terzo circa sceglie di trasferirsi all’estero. Nello stesso campus si sono sviluppate altre iniziative formative che hanno ampliato l’offerta di competenze digitali e tecnologiche.

La Apple Academy di Napoli festeggia un decennio dalla nascita come progetto pilota nato da un’intesa tra l’università e un grande player tecnologico internazionale. L’iniziativa fu promossa all’epoca dal rettore Gaetano Manfredi e dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, con lo scopo di creare un ponte tra formazione accademica e bisogni delle imprese nel settore STEM.

Giorgio Ventre ha dichiarato:

“Nel 2016 si aprì una discussione tra accademici sulla necessità di rendere l’ateneo più permeabile alle collaborazioni con le imprese, soprattutto per alcuni dipartimenti scientifici e tecnologici.”

In parallelo a quella stagione di confronto, vi furono trattative tra istituzioni nazionali e la multinazionale su aspetti fiscali e piani di investimento che portarono alla creazione di una struttura di formazione gestita in partnership con l’università Federico II, un modello allora raro se confrontato con le esperienze analoghe nel mondo.

Giorgio Ventre ha dichiarato:

“La Regione Campania ha contribuito in modo significativo, offrendo borse di studio per studenti fuori sede e sostenendo un sistema che ha favorito lo sviluppo di competenze e l’innovazione sul territorio.”

Dieci anni dopo, gli effetti sono misurabili: la Campania è emersa come la seconda regione italiana per numero di start up, dopo la Lombardia, segnalando un rafforzamento dell’ecosistema innovativo locale e la crescita di percorsi professionali legati al digitale e alla tecnologia.

Giorgio Ventre ha dichiarato:

“La Campania è l’unica regione del Sud che, per quanto riguarda i flussi degli studenti universitari, mostra un saldo vicino allo zero tra ingressi e uscite.”

Questo risultato suggerisce una maggiore attrattività degli atenei locali, ma non elimina il fenomeno della fuga di cervelli dopo il titolo accademico: molte occasioni professionali per chi possiede una formazione altamente tecnologica restano più disponibili fuori dai confini nazionali.

Il problema è strutturale e multiforme: in Italia solo una quota relativamente bassa dei giovani consegue una laurea — attorno al 20% — un livello inferiore rispetto ad altri Paesi europei, con la conseguenza che la base di laureati giovani è ridotta rispetto alla domanda di professionalità avanzate.

Osservazioni di analisti sul Mezzogiorno, tra cui studi di Svimez, mostrano che la crescita dell’occupazione è in atto ma concentrata in settori come il turismo e l’edilizia, ambiti caratterizzati da un contenuto tecnologico relativamente basso. Questo spiega in parte perché chi possiede competenze tecnologiche e digitali tende a cercare opportunità in contesti esteri più ricettivi.

Giorgio Ventre ha dichiarato:

“Pensiamo agli ingegneri: in paesi come la Germania gli stipendi possono superare quelli italiani anche dell’80%, e in Francia di circa il 30%. Oltre alla retribuzione, il lavoro è spesso più apprezzato e stimolante.”

Sbocchi occupazionali per gli allievi

Per quanto riguarda gli studenti formati dalla Apple Academy, circa il 40% decide di trasferirsi in altri Paesi europei dopo il diploma. Una spiegazione è che gli allievi stranieri incontrano maggiore difficoltà a inserirsi nelle imprese italiane, che non sempre hanno processi di internazionalizzazione consolidati.

Gli studenti italiani invece sono stati frequentemente assorbiti da grandi società di consulenza e tecnologia come Accenture, Deloitte e gruppi industriali come Leonardo, oltre che da alcune medie imprese locali che hanno saputo valorizzare competenze digitali avanzate.

Tuttavia una quota significativa continua a cercare opportunità oltreconfine; una parte di questi giovani poi fa ritorno in patria dopo esperienze lavorative all’estero, contribuendo infine al rafforzamento delle competenze locali.

Lezioni e prospettive

Il modello dell’Academy mette in evidenza alcuni elementi utili per la politica e le istituzioni: l’importanza delle partnership tra università e imprese, il ruolo degli incentivi regionali per sostenere la mobilità studentesca, e la necessità di rafforzare la capacità delle medie imprese di attrarre talenti internazionali.

Per consolidare i risultati raggiunti servono politiche che amplifichino l’offerta formativa specialistica, misure che rendano più competitivi i pacchetti retributivi e professionali in Italia, e iniziative che favoriscano la permanenza o il ritorno dei laureati ad alta specializzazione.

Sviluppare percorsi di trasferimento tecnologico e incentivare l’innovazione nelle imprese locali rimangono fattori chiave per trasformare il capitale umano formato in valore economico e sociale sul territorio.



Author: Tony
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