L’esclusione dei titoli di Stato amplia la platea dei beneficiari dell’Isee

Nel 2025 Inps ha registrato circa 1,2 milioni di attestazioni Isee in più rispetto all’anno precedente, quando i nuclei familiari “fotografati” dall’indicatore erano stati attorno ai 10,1 milioni. Lo scorso anno le DSU inviate che si sono tradotte in attestazioni ordinarie sono state oltre 11,3 milioni: l’aumento è attribuibile in larga parte alla riforma entrata in vigore ad aprile, che ha escluso dal patrimonio mobiliare le somme investite in titoli di Stato o in buoni fruttiferi postali fino a 50.000 euro.

I dati

I dati raccolti dalla rete di Caf mostrano un andamento della domanda articolato per trimestre: nel primo trimestre la quantità di DSU inviate è rimasta sostanzialmente stabile con variazioni annue contenute; nel secondo trimestre si è registrato un aumento di circa il 36,8% delle pratiche; il terzo trimestre ha fatto registrare un incremento più moderato, pari all’11,54% rispetto all’anno precedente; il trend di crescita è proseguito anche nella seconda parte dell’anno.

I servizi di assistenza fiscale segnalano inoltre un aumento delle DSU duplicate inviate dallo stesso nucleo familiare: le pratiche gestite dagli intermediari hanno rappresentato nel 2025 circa il 15,5% del totale delle DSU pervenute.

Gli effetti della riforma

La riforma dell’indicatore, prevista dal Dpcm 13/2025 in attuazione della legge di bilancio 2024, è entrata in vigore il 3 aprile. Poiché oltre il 65% delle famiglie aveva già aggiornato l’indicatore prima dell’entrata in vigore, molte persone hanno dovuto trasmettere una nuova DSU per ottenere un ricalcolo con le regole aggiornate, più favorevoli ad esempio per i titolari di BTP o di buoni fruttiferi postali.

Monica Iviglia ha dichiarato:

“La riforma ha sicuramente contribuito all’incremento delle pratiche gestite.”

In termini numerici, le DSU duplicate nel 2025 sono risultate pari a 1.403.721, in aumento rispetto alle 980.722 duplicate durante tutto il 2024: un salto che evidenzia l’effetto combinato di ricalcoli e di richieste successive per sanare difformità o aggiornare i dati patrimoniali.

L’allargamento della platea

Il maggior numero di attestazioni Isee non è dovuto solo ai ricalcoli post-riforma: è aumentata anche la platea delle famiglie che richiedono l’indicatore. Complessivamente le attestazioni ordinarie registrate sono state circa il 12% in più rispetto all’anno precedente. Analizzando la distribuzione per fasce di valore, l’aumento risulta particolarmente marcato nelle classi di reddito/patrimonio più elevati (+32% tra 30.000 e 50.000 euro; +29,1% oltre i 50.000 euro).

Questo andamento riflette sia una crescita media di redditi e patrimoni tra i titolari di Isee, sia un ampliamento del gruppo di soggetti interessati a ottenere l’attestazione per valutare l’accesso a bonus e prestazioni. I contribuenti con portafogli di investimento più consistenti potrebbero essere stati incentivati a richiedere l’attestazione per verificare l’impatto delle nuove regole sul loro diritto alle agevolazioni.

Rete dei Caf della Cgil ha osservato:

“È possibile che i vantaggi dell’esenzione dei titoli di Stato non ricadano su chi ne avrebbe più diritto. Togliendoli dal calcolo, alcuni cittadini potrebbero paradossalmente scavalcare nelle liste d’attesa per le prestazioni chi ne ha maggiore necessità e non dispone di patrimonio mobiliare.”

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il fenomeno solleva questioni di equità e di efficacia distributiva delle prestazioni socio-economiche. Le istituzioni competenti dovranno monitorare l’evoluzione delle domande e valutare eventuali interventi correttivi per garantire che le misure di sostegno raggiungano i beneficiari più bisognosi senza generare effetti distorsivi nelle graduatorie di accesso ai servizi.



Author: Tony
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