Ponte sullo Stretto, scatta la nuova tabella di marcia: delibera e atto aggiuntivo entro l’estate

Una nuova tabella di marcia amministrativa sul Ponte sullo Stretto riparte formalmente dalle pratiche burocratiche: il decreto Infrastrutture aggiorna il cronoprogramma e indica due scadenze estive per avanzare la procedura autorizzativa. In particolare, la delibera del Cipess e il Terzo atto aggiuntivo alla concessione dovrebbero essere predisposti entro l’estate per essere trasmessi al Corte dei conti, con la prima decisione prevista entro il 31 maggio e l’atto contrattuale entro il 31 luglio.

Angelo Bonelli ha dichiarato:

“Si registra una mancanza di rispetto delle istituzioni: Ciucci e Salvini dal 2023 annunciano l’avvio dei lavori per il ponte, per poi rimandare sistematicamente le date.”

Pietro Ciucci ha risposto:

“I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa tengono conto dei controlli di legittimità della Corte dei conti, dunque non c’è alcuna mancanza di rispetto delle istituzioni.”

Cronoprogramma amministrativo e scadenze

Il decreto ridefinisce le tappe amministrative necessarie per arrivare alla fase operativa dell’opera: l’aggiornamento del piano economico-finanziario e la raccolta dei pareri tecnici sono alla base della nuova tabella di marcia. L’obiettivo dichiarato è presentare al Cipess un pacchetto completo da sottoporre al controllo successivo della Corte dei conti, con l’intento di rispettare le scadenze e minimizzare contestazioni procedurali.

Queste date, pur essendo indicate nella relazione illustrativa del decreto, non sono necessariamente immutabili: il percorso rimane subordinato agli esiti delle verifiche ambientali e dei pareri tecnici, oltre che ai tempi effettivi di istruttoria degli enti coinvolti.

Passaggi procedurali

La procedura delineata dal decreto prevede una sequenza tecnica precisa: si parte dall’istruttoria presso il Ministero delle Infrastrutture con l’aggiornamento del piano economico‑finanziario e l’acquisizione dei pareri dell’Autorità di regolazione dei trasporti, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e del Nars.

Parallelamente si completa la procedura ambientale sul tema habitat, con gli atti tecnici del Ministero dell’Ambiente e del Mit, seguiti dalla deliberazione del Consiglio dei ministri sui cosiddetti motivi imperativi di interesse pubblico. Quest’ultimo passaggio autorizza in via eccezionale interventi anche quando permangano rilievi d’impatto su siti specifici.

Una volta chiuso il pacchetto istruttorio, la documentazione verrà trasmessa al Cipess per l’adozione della delibera entro la scadenza prevista; il provvedimento sarà poi sottoposto al controllo preventivo della Corte dei conti. Solo dopo il via libera del Cipess sarà possibile avviare la fase contrattuale e firmare il Terzo atto aggiuntivo alla concessione, che recepirà il nuovo piano economico‑finanziario.

Il decreto prevede infine l’invio del decreto di assenso definitivo nuovamente alla Corte dei conti, chiudendo così la catena autorizzativa e aprendo la strada alle procedure di gara e alle attività realizzative.

Regia sulle opere ferroviarie

Per evitare che il Ponte sullo Stretto resti isolato rispetto alle opere di adduzione, il decreto introduce una regia commissariale con poteri estesi sulle opere a terra e sui collegamenti ferroviari. La norma giustifica la scelta con la complessità tecnica e la necessità di sincronizzare tempi e cantieri tra infrastruttura e raccordi.

È previsto che il Commissario Straordinario sia l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi, cui vengono attribuiti poteri per coordinare interventi strategici quali i rami di connessione lato Calabria verso Villa San Giovanni e Reggio Calabria (Bivio Bolano), i rami lato Sicilia tra la galleria Santa Cecilia e la linea Messina‑Catania, e la nuova stazione di Messina Gazzi.

La relazione tecnica stima il costo complessivo di questi interventi in circa 1.766 milioni di euro, con un primo stanziamento di 40 milioni di euro previsto sull’aggiornamento del Contratto di Programma Mit‑Rfi per il 2025.

Altre misure e commissariamenti

Il decreto non riguarda soltanto il Ponte: accanto al cronoprogramma dello Stretto, il testo rimodella l’assetto dei commissari e degli interventi infrastrutturali in altri ambiti. Per il territorio abruzzese, in particolare sulle tratte del Gran Sasso e sulle autostrade A24A25, la linea scelta è quella di ridurre la frammentazione delle competenze per favorire una gestione più coordinata e continuativa degli interventi.

La proroga dei commissari fino al 2028 è confermata come strumento per non interrompere lavori su sicurezza idrica, adeguamento del traforo e manutenzioni autostradali. In parallelo è prevista una riorganizzazione delle gestioni commissariali stradali in capo a Anas, con l’obbligo per il Ministero delle Infrastrutture di emanare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, un provvedimento ricognitivo contenente l’elenco degli interventi che passeranno sotto la responsabilità dell’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme.

Nel provvedimento dovranno essere definiti i cronoprogrammi procedurali e finanziari, le coperture disponibili e i criteri di revoca delle risorse in caso di ritardi o mancato rispetto dei tempi, per rafforzare la responsabilità gestionale e ridurre il rischio di inefficienze.

Cantiere Rfi e accentramento

Analoghe regole di accentramento sono previste per alcuni cantieri di Rfi: l’amministratore delegato subentrerà agli attuali commissari straordinari per la progettazione, gli affidamenti e l’esecuzione degli interventi nazionali, esercitando gli stessi poteri senza comportare nuovi oneri per lo Stato.

Tra le opere poste sotto una regia unica figurano il collegamento ferroviario con l’aeroporto Catullo e il nuovo ponte tra Paderno e Calusco sul fiume Adda. L’incarico si estinguerà con l’entrata in esercizio delle opere, definendo un termine operativo chiaro per la responsabilità commissariale.

Nel complesso, il decreto intende offrire un quadro più coerente di responsabilità e tempistiche per una serie di cantieri strategici, ma resta aperta la partita politica e giudiziaria legata ai pareri e ai controlli: nelle prossime settimane saranno determinanti le verifiche degli enti tecnici e il vaglio della Corte dei conti per tradurre le scadenze indicate in azioni concrete.



Author: Tony
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