Europa divisa: Berlino boccia gli eurobond di Macron

Germania scarta l’ipotesi avanzata dal presidente francese Emmanuel Macron di istituire una capacità europea di indebitamento comune tramite nuovi Eurobond destinati a finanziare investimenti strategici in difesa, transizione verde, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. La posizione tedesca arriva in vista del vertice informale dei leader dell’Unione europea dedicato alla competitività.

Posizione della Germania

Il governo tedesco, per bocca di funzionari vicini all’esecutivo, considera l’idea degli Eurobond una distrazione rispetto alle priorità identificate, in particolare la questione della produttività a livello continentale.

Un funzionario del governo tedesco, vicino al cancelliere Merz, ha detto:

“Distrarrebbe dall’argomento principale, ovvero il problema della produttività.”

Lo stesso funzionario ha aggiunto:

“È vero che abbiamo bisogno di maggiori investimenti. Ma, ad essere onesti, questo aspetto rientra nel contesto del quadro finanziario pluriennale.”

Priorità alla riforma del bilancio Ue

Le autorità di Berlino sottolineano che l’aumento degli investimenti va gestito all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale e non necessariamente creando nuovo debito comunitario. Per i responsabili tedeschi è urgente una riforma strutturale del bilancio europeo, in quanto la composizione attuale degli stanziamenti è ritenuta insostenibile.

Fonti governative di Berlino hanno osservato:

“Naturalmente servono più investimenti, in particolare in nuove tecnologie e nella difesa, ma questo tema va inquadrato nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale. Non è sostenibile che due terzi del bilancio continuino a essere destinati a spese prevalentemente di consumo come agricoltura e coesione.”

I funzionari auspicano che i Paesi che chiedono nuove risorse siano anche disposti a sostenere riforme profonde nella ripartizione delle spese e nelle priorità di lungo periodo dell’Unione europea.

Vincoli finanziari e risorse non utilizzate

Un ulteriore elemento citato dalle stesse fonti è il carico futuro derivante dall’indebitamento già contratto: a partire dal 2028 il servizio del debito legato al Next Generation EU peserà sul bilancio comunitario per una cifra significativa, riducendo i margini per nuove forme di indebitamento comune.

Le stesse fonti hanno spiegato:

“L’indebitamento europeo non è gratuito: dal 2028 il servizio del debito di Next Generation EU peserà per circa 24 miliardi l’anno, pari a circa il 15% del bilancio Ue.”

Allo stesso tempo, sottolineano i funzionari, esistono ancora disponibilità finanziarie non impiegate che vanno considerate prima di introdurre nuovi strumenti di debito: oltre 250 miliardi di euro residui del Next Generation EU; una quota relativamente bassa dei fondi strutturali già programmati effettivamente spesi; circa 150 miliardi del programma Safe per la difesa non ancora erogati; e il recente via libera a prestiti per circa 90 miliardi a favore dell’Ucraina, di cui una parte consistente è stata destinata a supportare l’industria della difesa europea.

Per contestualizzare, il Next Generation EU è lo strumento di ripresa varato dopo la pandemia per finanziare investimenti e riforme; il suo onere finanziario futuro e il ritardo nell’utilizzo di risorse esistenti sono fattori determinanti nella valutazione politica dei nuovi meccanismi di indebitamento condiviso.

Sul piano istituzionale, l’avvio di un mutuo europeo richiederebbe non solo l’accordo politico unanime tra Stati membri ma anche interventi sulle regole di bilancio e sulle fonti proprie dell’Unione europea, con impatti sulla sovranità di bilancio nazionale e sui rating sovrani.

La discussione dovrebbe proseguire al summit informale sulla competitività, dove i leader europei valuteranno come conciliare la necessità di investimenti strategici con la sostenibilità finanziaria e la necessità di riformare la struttura del bilancio comunitario.



Author: Tony
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