Luci intelligenti negli spazi pubblici: risparmi energetici fino al 70-80%

L’ammodernamento dell’illuminazione pubblica punta a due risultati complementari: ridurre i costi di gestione e di manutenzione per le amministrazioni locali e, al contempo, innalzare la sicurezza, la qualità del servizio e la sostenibilità ambientale attraverso sistemi di controllo centralizzati e reti intelligenti.

Assil ha spiegato:

“Ridurre i costi di gestione e manutenzione per le amministrazioni pubbliche e, insieme, migliorare la sicurezza, la qualità del servizio e la sostenibilità ambientale mediante il controllo centralizzato e intelligente delle reti di illuminazione.”

Italia: 10 milioni di punti luce pubblici

Uno studio congiunto condotto da Assil e dal Politecnico indica che in Italia sono presenti circa 10 milioni di punti luce pubblici, dei quali circa il 65% è già stato convertito alla tecnologia LED. Il residuo, pari a circa il 35% della rete nazionale, corrisponde a circa 3,5 milioni di punti luce che richiedono interventi futuri.

Lo studio definisce tre possibili traiettorie di sviluppo: uno scenario conservativo, che prevede la semplice sostituzione delle lampade obsolete con LED, e uno scenario avanzato, che immagina una trasformazione ad alta intensità tecnologica. In quest’ultimo caso alla conversione completa in LED si affiancherebbe la diffusione capillare di sistemi di gestione intelligenti, in linea con i principi delle smart city e con gli obiettivi della direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive).

Benefici energetici e ambientali

Nello scenario di base, la transizione consentirebbe un risparmio energetico stimato in 1,7 GWh, un beneficio ambientale paragonabile alla piantumazione di circa 11.950 alberi all’anno e una riduzione di circa 424 tonnellate di CO₂.

Passando allo scenario avanzato, che include sistemi di controllo e sensoristica diffusa, il risparmio salirebbe a circa 2,4 GWh, equivalente a 17.435 alberi e a una minore emissione di circa 619 tonnellate di CO₂.

L’illuminazione pubblica esterna è solo un esempio dei risultati ottenibili: l’adozione di smart lighting può generare riduzioni dei consumi energetici nell’ordine del 70-80% rispetto agli impianti tradizionali, a seconda dei casi d’uso. Tale innovazione può inoltre moltiplicare le opportunità di valorizzazione e gestione del patrimonio demaniale dello Stato, favorendo una supervisione più efficace degli asset e nuovi servizi urbani.

La transizione tecnologica richiede però strategie di finanziamento e capacità operative da parte degli enti locali. Strumenti come contratti con ESCo (Energy Service Companies), partenariati pubblico-privati e risorse provenienti da programmi europei e nazionali possono facilitare gli investimenti necessari e accelerare l’adozione delle tecnologie.

Dal punto di vista tecnico, le soluzioni avanzate integrano sensori per il rilevamento della presenza, sistemi di telecontrollo per la regolazione dinamica dell’intensità luminosa, piattaforme di monitoraggio per la manutenzione predittiva e strumenti di analisi dei consumi. Queste componenti non solo riducono i costi operativi, ma consentono anche una pianificazione urbana più efficiente e interventi mirati sulla sicurezza e sul decoro degli spazi pubblici.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.