Sport invernali: boom atteso dopo le Olimpiadi
- 10 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Secondo i dati di ISTAT, la pratica degli sport invernali in Italia coinvolge oltre due milioni di persone: nel 2024 circa l’11,3% degli sportivi ha svolto attività su ghiaccio o in montagna, per un totale vicino a 2.428.000 praticanti.
Rispetto ai livelli registrati nel 2006 e nel 2015, quando i praticanti erano rispettivamente circa 1,9 milioni e 1,8 milioni, si osserva un incremento. A trainare la crescita è soprattutto la diffusione di alcune discipline in forte espansione, in particolare il trekking, praticato nel 2024 dal 4% degli sportivi contro l’1,6% del 2015.
Mentre il trekking richiede scarsa infrastrutturazione, la pratica di sport come lo sci da discesa o il pattinaggio sul ghiaccio è fortemente legata alla disponibilità di impianti e comprensori. La presenza di comprensori sciistici, piste, impianti di risalita e piste artificiali condiziona in modo determinante la distribuzione territoriale degli sport invernali.
L’indice di sportività
L’analisi della diffusione e dell’efficacia delle pratiche sportive invernali è sintetizzata dall’indice di sportività elaborato da PTS. L’indice prende in considerazione indicatori quali il numero di società sportive, i risultati a livello societario, il numero di tesserati e i risultati conseguiti dagli atleti a livello individuale.
Le province dell’arco alpino occupano stabilmente le prime posizioni della classifica nazionale. Ai vertici si confermano Bolzano, Trento e Aosta, seguite da Sondrio e Belluno, che si scambiano le posizioni a seconda delle rilevazioni annuali.
Completano la top ten provinciale realtà come Bergamo, Udine, Vicenza, Lecco e Brescia, a testimonianza di una distribuzione che privilegia le zone montane e pedemontane con infrastrutture consolidate e una tradizione sportiva radicata.
L’Appennino si affaccia nelle posizioni immediatamente successive: L’Aquila è salita di tre posizioni rispetto all’anno precedente, mentre Parma è entrata in 18esima posizione, guadagnando sette posizioni nel 2025. Nel complesso, le prime venti province si concentrano soprattutto in Trentino-Alto Adige, Lombardia e Piemonte, con presenze significative anche da parte di province venete e del Friuli-Venezia Giulia.
Impatto delle Olimpiadi e prospettive future
La parte alta della graduatoria è influenzata dalle regioni coinvolte nell’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026. L’avvicinarsi dei Giochi ha portato a interventi infrastrutturali, programmi di sviluppo degli impianti e investimenti nel settore turistico e nello sport giovanile, elementi che possono consolidare posizioni già forti o consentire a territori emergenti di risalire la classifica.
Gli investimenti collegati ai Giochi interessano diversi livelli istituzionali: amministrazioni locali, enti regionali e federazioni sportive collaborano per migliorare la capacità ricettiva, l’accessibilità degli impianti e la qualità dell’offerta tecnica. Questi interventi hanno anche ricadute economiche sul turismo invernale, sulla formazione degli allenatori e sul reclutamento di nuovi tesserati.
Allo stesso tempo, le prospettive a medio e lungo termine sono condizionate da rischi ambientali e climatici. La variabilità delle nevicate, la dipendenza dalle tecniche di innevamento artificiale e la sostenibilità degli impianti sono fattori che richiedono pianificazioni attente per garantire la continuità delle attività sportive invernali.
Alberto Miglietta ha spiegato:
“Come PTS Sport riteniamo che nel prossimo Indice di sportività l’effetto delle Olimpiadi invernali 2026 sarà particolarmente significativo. Alcune province resteranno nella parte alta della classifica, altre torneranno a posizioni più competitive, ma nel complesso ci aspettiamo un rafforzamento delle infrastrutture e delle attività di base.”
In sintesi, la crescita della pratica degli sport invernali in Italia combina fattori culturali, investimenti infrastrutturali e dinamiche territoriali: il successo futuro dipenderà dalla capacità di conciliare sviluppo economico, formazione sportiva e sostenibilità ambientale.