Skipass registra un boom: la stagione 2024/2025 supera le aspettative
- 10 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La pratica sciistica è difficile da misurare in modo uniforme: se i tesserati alle federazioni e ai club possono essere conteggiati con precisione, è più complesso monitorare gli appassionati che frequentano gli impianti senza appartenenze associative. In assenza di un dato nazionale omogeneo, il parametro più affidabile per tracciare la pratica amatoriale resta quello dei primi ingressi e dei skipass venduti dai comprensori, che per la stagione invernale 2024-2025 restituiscono un quadro complessivamente positivo lungo tutto l’arco alpino.
L’arco alpino
Nella Valle d’Aosta, che conta circa 365 chilometri di piste, la stagione si è chiusa con circa 3,6 milioni di sciatori, un incremento del 14% rispetto all’anno precedente, e con un fatturato lordo per le società di gestione degli impianti pari a 127 milioni di euro (+7%). Questi dati fotografano una ripresa della domanda turistica legata agli sport invernali nella regione.
Breuil-Cervinia rimane la località più frequentata della regione, con quasi 1 milione di primi ingressi e un fatturato che si aggira sui 46,4 milioni di euro, a conferma del suo ruolo attrattivo per sciatori nazionali e internazionali.
Monterosa ha registrato circa 660mila primi ingressi e un fatturato stimato intorno a 21,1 milioni di euro, mentre Pila ha totalizzato 536mila ingressi con un ritorno economico di circa 16,7 milioni di euro.
Courmayeur e La Thuile hanno anch’esse conseguito risultati significativi: il primo comprensorio ha contato circa 510mila ingressi con un fatturato di 18,3 milioni di euro, il secondo circa 541mila ingressi e 13,6 milioni di euro.
I grandi comprensori dolomitici mantengono dinamiche positive: il consorzio Dolomiti Superski ha stimato un incremento dello 0,89% dei primi ingressi per la stagione 2024-2025, pari a circa 80mila sciatori in più rispetto all’inverno precedente, segnalando un recupero della domanda.
In Lombardia la stagione record di Livigno, aperta dal 30 novembre 2024 al 1° maggio 2025, ha registrato oltre 1,315 milioni di primi ingressi e più di 19,2 milioni di passaggi sugli impianti, con un picco giornaliero superiore a 14mila ingressi il 17 febbraio.
Anche comprensori di dimensione media hanno mostrato segnali incoraggianti: la Borno Ski Area – Monte Altissimo, in Val Camonica, ha chiuso una stagione di 114 giorni con circa 80mila primi ingressi e un aumento del 12% nella vendita degli skipass.
Nel Friuli Venezia Giulia la stagione 2024-2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 900mila ingressi sulle piste, con quasi 10 milioni di passaggi sugli impianti e un incremento del 12% nella vendita degli skipass rispetto all’inverno precedente.
Tra le tipologie di abbonamento più richieste nella regione figurano il giornaliero junior (oltre 84mila venduti), il 3 ore adulto (più di 52mila) e il giornaliero adulto (quasi 40mila), indicatori utili per comprendere le preferenze della domanda turistica.
Questi dati concorrono a definire l’importanza economica degli sport invernali per le comunità alpine: i flussi di visitatori generano effetti diretti sul fatturato degli impianti e sull’occupazione stagionale, oltre a indotti per il settore ricettivo, la ristorazione e i servizi locali.
Tuttavia, la mancanza di un sistema di rilevazione nazionale omogeneo ostacola la possibilità di confronti precisi tra territori e di valutare l’andamento a livello aggregato. Una raccolta dati più integrata tra amministrazioni regionali, gestori degli impianti e associazioni di categoria potrebbe migliorare la pianificazione degli investimenti e le strategie di promozione turistica.
Ai fattori economici si affiancano sfide strutturali come la variabilità climatica, la necessità di investimenti in infrastrutture sostenibili e la gestione del carico ambientale nelle aree sensibili. Per questo motivo, strumenti di governance che favoriscano la transizione verso pratiche a basso impatto, il potenziamento dei trasporti pubblici e la diversificazione dell’offerta turistica risultano sempre più rilevanti per garantire la resilienza del comparto.
Per le prossime stagioni, osservare l’evoluzione dei primi ingressi, delle vendite di skipass e delle presenze turistiche rimane fondamentale per valutare la traiettoria del settore, sostenere le politiche locali e orientare gli interventi di sviluppo territoriale in chiave sostenibile.